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Le rovine che riemergono dal bosco

Progetto di recupero e valorizzazione del Castellaccio di Aiola

(Aiola - Fivizzano , 22 Feb 21)  

Nel territorio della riserva di Biosfera dell'Appennino Tosco Emiliano vi sono moltissimi luoghi "abbandonati", che, non per questo, sono da considerarsi privi di valore. Negli ultimi anni un buon numero di persone si è avvicinato all'escursionismo, attratto soprattutto dalla scoperta lenta di luoghi insoliti, silenziosi testimoni di un passato più o meno recente. Queste località "perdute" vivono nel ricordo degli anziani, riecheggiano nelle leggende e tradizioni popolari e sono parte integrante del paesaggio. La Lunigiana, ad esempio, è contraddistinta da numerose rovine di castelli, torri ed edifici di difesa che erano necessari per il controllo delle principali vie di comunicazione che attraversavano, e attraversano ancora, l'Appennino e le Alpi Apuane.

Ad Aiola, piccolo borgo fivizzanese nella Valle del Lucido, in provincia di Massa Carrara, sono stati ripuliti dai rovi e dalle sterpaglie le mura del "Castellaccio", un villaggio fortificato del XV secolo, abbandonato dall'uomo da tempi immemori. Quest'area, costruita a 500 metri di altezza per sorvegliare le due ramificazioni del torrente Lucido, si trova in un'ambiente molto suggestivo per gli amanti dell'escursionismo, a due passi dalle vette aguzze delle Alpi Apuane. Le notizie storiche sul complesso non sono molte, ma gli elementi architettonici ancora visibili ci mostrano un villaggio cinto da mura merlate con due porte voltate, una torre cilindrica di avvistamento e diversi edifici civili.

Il lavoro di ripulitura e valorizzazione del sito è stato realizzato grazie a un contributo del Parco Regionale delle Alpi Apuane, cui ha fatto seguito un lavoro sinergico tra il Comune di Fivizzano, la Cooperativa Altereco, la C.O.A.F. e il Cai della sezione locale. Dopo l'intervento è nuovamente visibile da valle la parte nord della fortificazione, ed è visitabile attraverso un percorso attrezzato con pannelli illustrativi bilingue, che si raggiunge con una deviazione del Sentiero CAI 39 Equi Terme-Vinca.

L'area tra Equi Terme e Monzone è già stata oggetto di valorizzazione grazie alla realizzazione del Sentiero attrezzato delle Acque e dei Geositi, progetto condotto dalla Cooperativa AlterEco, che consente di scoprire con pannelli illustrativi questo tratto affascinante del territorio di Fivizzano, compreso il borgo di Aiola, il ponte settecentesco di S. Lucia e le sorgenti termominerali dell'acqua nera e dell'acqua salata.

Questa azione di recupero, frutto di una stretta collaborazione tra soggetti pubblici e privati, fa ben sperare per il futuro e può rappresentare un modello per successivi nuovi lavori di recupero e valorizzazione.

 (Mattia Olivieri. Comunità redazionale diffusa

 

Flyer Castellaccio
Operai al lavoro per la posa della cartellonistica. Foto della Cooperativa Altereco - Lunigiana Sostenibile
Porta di Ingresso del villaggio. Foto della Cooperativa Altereco - Lunigiana Sostenibile
 
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