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Segnalazioni

“Schietta come la cima di una giovinetta palma” (E. Montale)

La palma da datteri non è un vero albero
(12 Mar 12) Se un greco del I secolo a.C. ritornasse oggi a visitare le coste del Mediterraneo, molte piante sconosciute susciterebbero la sua meraviglia. Quegli alberelli carichi di sfere dorate, ad esempio, sono aranci, e vengono dall'Oriente, e quelle piante spinose, con i frutti dalla polpa colorata di arancio e violetto si chiamano fichi d'India e, malgrado il loro nome, vengono dal Sudamerica! Un'altra bella pianta esotica attirerebbe certamente l'attenzione del nostro viaggiatore del tempo: la palma da datteri, che gli Arabi hanno portato dalle oasi africane fino in Sicilia, dove è entrata a far parte del paesaggio, diventando "di casa" al punto da essere citata nei modi di dire dialettali, e da rappresentare un termine di paragone per la bellezza e la grazia dei giovanissimi. Le palme, infatti, con il loro bel pennacchio terminale, svettano, spesso, alte e snelle, rispetto agli alberi circostanti, dal tronco robusto e dalla folta chioma, e per un motivo ben preciso. Nonostante le loro dimensioni, sono piante erbacee e non alberi; non hanno, quindi, né un vero tronco né una vera corteccia, e possono crescere soltanto in altezza, attraverso una gemma apicale. È questo il motivo dell'elegante snellezza della palma, che le permette di sovrastare molti alberi, ma anche di ondeggiare con grazia sotto la spinta del vento. Ciò non toglie, tuttavia, che la pianta sia robusta e riesca anche a sopravvivere al fuoco, a patto che la cima rimanga intatta.

A questa caratteristica accenna il nome scientifico di Phoenix, già adottato dai Greci, che fa riferimento alla fenice, il mitico uccello capace di rinascere dalle sue stesse ceneri.

Area Protetta: Diverse  |  Fonte: Federparchi - Progetto Vividaria
 
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