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Segnalazioni

E' uscito il numero 22 di Toscana Parchi: in anteprima l'intervista di Ielardi a Giampiero Sammuri

(27 Apr 09) E' uscito il numero 22 di Toscana Parchi, edito da Edizioni ETS (http://www.edizioniets.com), che gentilmente ci anticipa il testo dell'intervista di Giulio Ielardi a Giampiero Sammuri, nuovo presidente di Federparchi.

IL NUOVO PRESIDENTE, GIAMPIERO SAMMURI: "ECCO LA MIA FEDERPARCHI"
Una presenza più forte sui media, un rapporto stretto col ministero dell'Ambiente, più spazio alle riserve marine. E una richiesta di accelerazione sulla nuova legge toscana sui parchi. La prima intervista al neopresidente di Federparchi.
a cura di Giulio Ielardi


Il 10 marzo del 2009 il consiglio direttivo di Federparchi, rinnovato a gennaio in occasione del Congresso nazionale, ha nominato Giampiero Sammuri nuovo presidente dell'associazione. Per la prima volta un toscano guiderà Federparchi. Cinquantacinque anni, laurea in Scienze biologiche - con tesi sulla fauna cavernicola della provincia di Grosseto, studiando tra l'altro diverse grotte nel parco della Maremma – Sammuri è tra i pochissimi presidenti di parco italiani a poter vantare competenze tanto nel campo dello studio della biodiversità che in quello della gestione amministrativa delle aree protette, intesa sia come singolo parco che come sistema locale.
Con un passato da ricercatore, per undici anni ha fatto l'assessore (e anche il vice-sindaco) nel suo Comune e cioè Roccastrada (in provincia di Grosseto) via via allo Sport, alla Cultura, al Bilancio, ai Lavori Pubblici e alle Finanze. Da otto anni è presidente del parco della Maremma e da allora è componente del consiglio direttivo di Federparchi, dove è stato a lungo responsabile del settore Biodiversità nonché del Coordinamento regionale toscano. Tra i suoi numerosi altri incarichi citiamo la docenza a contratto presso l'università di Siena per un corso sulla Gestione delle aree protette alla facoltà di Scienze ambientali. E poi il suo "vero" lavoro, quello alla Provincia di Siena dove dirige il Servizio Risorse faunistiche ed Aree protette.


Ma a Siena chiederò il part-time e a Federparchi dedicherò il cinquanta percento del mio tempo.

Partiamo dal Congresso di Federparchi di gennaio. Ha cambiato qualcosa per l'Associazione, oltre agli organi dirigenti?
Delle novità ci sono state. Da quando io sono in Federparchi, cioè diversi anni, non mi ricordo votazioni sugli organismi dirigenti non unanimi. Invece questa volta abbiamo avuto astensioni e pure voti contrari, che hanno rappresentato evidentemente alcune tensioni.

Però poi su di te il voto alla fine è stato unanime.
Sì.

Vogliamo spendere due parole per far capire meglio ai lettori di ToscanaParchi il motivo di queste tensioni?
Diciamo innanzi tutto che il fatto che in un'associazione non si voti all'unanimità non rappresenta di per sé un fatto negativo, ma anzi una manifestazione di democrazia. E' cosa diversa, però, quando ci sono interi  comparti - come in questo caso quello delle associazioni ambientaliste oppure delle riserve marine - che prendono posizioni critiche. Credo sia anche per questo che, per la prima volta, in giunta oggi siedano due rappresentanti delle riserve marine oppure tre, contando anche il rappresentante del parco delle Cinque Terre (dove esiste anche una riserva  marina prospiciente, ndr).

La posizione di astensione delle associazioni da cos'era motivata?
Dal fatto che non condividevano appieno la composizione del nuovo consiglio direttivo. Così il primo incontro, andato poi benissimo, l'ho voluto avere proprio con loro. D'altro canto, tra i messaggi di contratulazioni più calorosi che avevo ricevuto dopo l'elezione alla presidenza c'erano quelli di Fulco Pratesi e di Giuliano Tallone.

Parliamo adesso del tuo programma di lavoro a Federparchi. Ti sarai dato delle priorità.
Intanto dobbiamo ripartire. Gli ultimi mesi ci hanno visti molto impegnati nella preparazione del congresso, passato il quale sono trascorsi quasi altri due mesi prima della mia elezione. Poi è necessario riacquisire subito la centralità di Federparchi nei rapporti da un lato col ministero dell'Ambiente e dall'altro con le Regioni, le commissioni parlamentari e gli altri interlocutori. Ci sono alcune scadenze immediate molto importanti dove vogliamo dire la nostra.

Per esempio?
Il G8 Ambiente che si terrà a Siracusa dal 20 al 22 aprile. Alla biodiversità è dedicata una sessione e il ministero ha preparato un documento secondo me assai condivisibile, cui vorrei portare l'adesione e il sostegno attivo di Federparchi.

Hai già parlato con Aldo Cosentino (alla guida della Direzione Protezione Natura al ministero dell'Ambiente, ndr)?
Già nel giorno della mia elezione, è stata una delle prime telefonate. Molto cordialmente si è rallegrato del nuovo incarico. Ci vedremo prestissimo. Anche con lui ci conosciamo da tempo…

Nonostante tu non sia il presidente di un parco nazionale. Ecco, cosa vuol dire che dopo tanti anni torna alla guida di Federparchi il presidente di un parco regionale?
Vuol dire che, contrariamente a quel che talvolta sembra pensare qualcuno, il sistema delle aree protette italiane non è rappresentato solo dai parchi nazionali che anzi, sia in termini numerici che di superficie rappresentano un pezzo minoritario dell'insieme. Va ribadito sempre che la cosa più importante è il sistema, formato tanto dai parchi nazionali che dai parchi regionali, dalle riserve naturali, dalle aree protette marine e, aggiungo io, dai siti Natura 2000. Che pur non essendo aree protette codificate dalla legge, insomma, sono parenti piuttosto stretti.

Vuoi darmi un giudizio sulla lunga presidenza di Matteo Fusilli?
Credo che siano stati sette anni importanti, durante i quali sono successe molte cose.

Quale è stato a parer tuo il principale obiettivo raggiunto?
L'aumento della base associativa. La capitalizzazione sul territorio di Federparchi, il consolidamento dei coordinamenti regionali. Poi ricordo con altrettanta considerazione anche la precedente presidenza Valbonesi, personalmente le ho vissute tutte e due. Quella era una fase più pioneristica, nel senso che Federparchi aveva meno risorse e meno strutture, però anche allora vi furono momenti importanti. C'è da trarre da entrambi buoni insegnamenti,  ora per un motivo ora per un altro.

E riguardo al rapporto con la politica come la pensi? E' noto come le presidenze Valbonesi e Fusilli abbiano posizionato l'associazione in modo assai differente, per esempio nei confronti del ministero dell'Ambiente.
I rapporti  si costruiscono in due. Riguardo al ministero, sia Valbonesi che Fusilli non hanno avuto un interlocutore stabile. Quanto a me, cercherò un rapporto molto stretto anche confidando nella conoscenza e stima reciproca col direttore Cosentino che abbiamo già ricordato.

Tra le iniziative prossime di Federparchi nascerà l'Associazione Amici dei Parchi, annunciata da Fusilli a fine mandato (si veda il precedente numero di ToscanaParchi, ndr?
Questa è un'idea da tempo in circolazione. Diciamo che secondo me esiste non da oggi nella società italiana un sentimento di simpatia nei confronti delle aree protette che non riesce ad emergere. E questo è dipeso anche da noi. Tra l'altro, voglio far notare, quando parlo del passato di Federparchi uso il "noi" perché mi sento parte in causa e anche quando avanzo delle critiche non intendo certo tirarmi fuori. Mi ritengo un perfezionista ipercritico e non sono mai contento delle cose che faccio, nel senso che anche quando ottengo un risultato mi dico che potrei fare molto meglio.  Detto questo riprendo il discorso, per sottolineare come a parer mio se c'è una cosa che ci è mancata, che è mancata a Federparchi, è stata una comunicazione mediatica davvero efficace.

Quindi questa associazione degli Amici dei Parchi può andare incontro a tale esigenza oppure pensi ad altri strumenti?
Intanto penso che dobbiamo conquistare spazio mediatico. E per questo chiederò presto aiuto ad alcuni nostri associati di riconosciuta bravura in questo settore, come il presidente del parco nazionale dell'Arcipelago toscano Mario Tozzi.

Che negli ultimi tempi, ricordo di passaggio, non ha avuto posizioni tiepide nei confronti di Federparchi.
E' vero. Ma se un associato pensa che delle cose non vadano bene è giusto che lo dica. Peraltro, devo aggiungere che condividevo alcune delle sue preoccupazioni.

Al congresso, direttori e funzionari hanno chiesto al futuro direttivo modifiche statutarie per vedere riconosciuto il loro ruolo. Le avranno?
Modifiche statutarie ci saranno sicuramente. Sia perché il nostro statuto è un documento ormai piuttosto datato, sia perché fin quando c'è stata una situazione diciamo tranquilla andava bene, ma nella situazione congressuale che abbiamo ricordato qualche problema è sorto e dunque occorre metterci mano per chiarire meglio i ruoli e le funzioni dei diversi organi associativi. Quanto alle richieste di direttori e funzionari, credo che i rapporti tra i rappresentanti dei parchi – che non possono che essere i presidenti – e quelli di chi nei parchi lavora siano importantissimi. Vediamo di quali modifiche si parla, e se è necessaria una modifica statutaria. Poi la riforma di uno statuto richiede tempi lunghi e, ricordo, va approvata dal 50% più uno dei soci. Intanto, e da subito, possiamo concordare nuovi metodi di lavoro più partecipati e condivisi.

"La conservazione e la valorizzazione del patrimonio naturale del Paese": è la missione dei parchi così come la descrive l'articolo 1 della 394, che un presidente come te ha sempre ricordato e sottolineato con forza – correggimi se sbaglio – anche a fronte di impostazioni non sempre centrate sulla tutela della biodiversità. Nella Federparchi di oggi e di domani cambierà su questo qualcosa, deve cambiare qualcosa?
In questi anni ho assistito a molte polemiche tra cosidetti "sviluppisti" e "conservazionisti". Sinceramente, credo che sia una polemica ormai vecchia. Mi pare che nessuno metta più in dubbio il fatto che la conservazione della natura sia la prima missione dei parchi, e che su questo si centri uno sviluppo economico sostenibile.

In questo, dunque, la Federparchi non deve cambiare neppure una virgola?
No.

Alcune domande sulla Toscana. Tu hai guidato fino a poco tempo fa anche il coordinamento regionale di Federparchi. Come giudichi la situazione regionale alivello di aree protette?
Intanto, io credo che nella mia elezione abbiano pesato certo valutazioni sulla mia persona, non voglio fare il falso modesto, ma anche la storia del mio parco e delle aree protette della Toscana. E la storia del mio parco non è che l'abbia fatta io, io ho fatto solo l'ultimo pezzetto. L'anno prossimo il parco della Maremma festeggerà il trentacinquennale e questo credo abbia avuto il suo peso, anche perché si accompagna ai risultati importanti conseguiti nel campo della conservazione e della gestione. A questo si aggiunga l'immagine credo positiva che possiede il sistema toscano di aree protette in ambito nazionale.

Questo per quanto attiene alla tua elezione. E riguardo alla situazione toscana attuale?
Alla Regione va ricosciuto che anche nel 2009, anno della crisi, sono state aumentate seppur di poco le risorse ai parchi. In Toscana da dieci anni non diminuiscono le risorse finanziarie per i parchi, ma aumentano. Mi sembra un segnale piccolo, come entità, ma importante anche nel panorama nazionale. Ora ci attende l'aggiornamento della nostra legge regionale, che stiamo aspettando da tempo e su cui forse occorrerebbe un'accelerazione. Una norma più moderna aiuterebbe anche a superare qualche discrasia che altre recenti normative hanno creato nella gestione delle aree protette.

Il riferimento è alle norme sul paesaggio e sui piani?
Proprio quelle. Andrebbe fatta, diciamo così, anche della pulizia legislativa.

Questo numero di ToscanaParchi viene pubblicato in concomitanza con la terza edizione di ParcoLibri, una manifestazione nata un po' controcorrente rispetto a chi vede i parchi solo come "poltronifici" o costose istituzioni ad uso e consumo degli ambientalisti. Ma serve parlare e discutere di parchi e di libri?
Serve eccome. Intanto il libro è un elemento insostituibile nella vita di un Paese civile, ancor prima che un parco. Poi credo che sia tanto importante questa manifestazione che abbiamo deciso di convocarvi tanto il prossimo consiglio direttivo che la riunione della giunta di Federparchi.

Ci sono nuove idee anche riguardo alla Giornata europea?
Quest'anno, temo, non ci discosteremo molto dalle iniziative dell'anno passato per mancanza di tempo. Ma ci stiamo lavorando.

E la sempre evocata prossima Conferenza nazionale sui parchi? Il ministero l'ha promessa per settembre-ottobre.
Ormai sono passati molti anni, ben sette, dall'ultima. Credo proprio sia arrivato il momento.
Area Protetta: Diverse  |  Fonte: Redazione Parks.it
 
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