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L'Area Protetta

Carta d'identità

  • Parco Regionale Adamello:
    • Superficie a terra (ha): 50.935,00
    • Regioni: Lombardia
    • Province: Brescia
    • Comuni: Berzo Demo, Bienno, Braone, Breno, Cedegolo, Ceto, Cevo, Cimbergo, Edolo, Incudine, Malonno, Niardo, Paspardo, Ponte di Legno, Saviore dell'Adamello, Sonico, Temù, Vezza d'Oglio, Vione
    • Provv.ti istitutivi: LR 79 16/09/1983
    • Elenco Ufficiale AP: EUAP0199
  • Altre aree protette gestite:
    • ZPS Parco Naturale Adamello
    • ZSC Belvedere - Tri Plane
    • ZSC Cresta Monte Colombé e Cima Barbignaga
    • ZSC Ghiacciaio dell'Adamello
    • ZSC Lago di Pile
    • ZSC Monte Marser - Corni di Bos
    • ZSC Monte Piccolo - Monte Colmo
    • ZSC Pascoli di Crocedomini - Alta Val Caffaro
    • ZSC Piz Olda - Val Malga
    • ZSC Pizzo Badile - Alta Val Zumella
    • ZSC Torbiera La Goia
    • ZSC Torbiere del Tonale
    • ZSC Torbiere di Val Braone
    • ZSC Val Rabbia e Val Galinera
    • ZSC Vallone del Forcel Rosso
    • ZSC Versanti dell'Avio

  • Altimetria: h min 390 m slm - h max 3.545 m slm

Dati tecnici
L'Ente gestore
La storia dell'istituzione
La pianificazione dell'area protetta
Piani di settore e regolamenti
Domande di taglio nel Parco dell'Adamello
Rete Natura 2000 nel Parco

 

 
Aviolo

L'Istituzione del Parco

Il primo progetto di istituire un Parco nella zona dell'Adamello risale al lontano 1918, seguito da analoghe iniziative nel 1937 e nel 1951 per concludersi però in un nulla di fatto.
Nel 1973, la commissione provinciale di Brescia, costituita su proposta della commissione lombarda dei parchi, inserì fra le aree da tutelare la zona montana del Gruppo dell'Adamello. Essa fece proprie le indicazioni dei vari enti quali il C.A.I., il Museo di Scienze Naturali di Brescia, e alcune associazioni protezionistiche.
Nel 1982 la Comunità Montana di Valle Camonica e il Consiglio Provinciale di Brescia si dichiararono favorevoli all'istituzione del Parco Naturale dell'Adamello, che venne istituito con la legge della Regione Lombardia n° 79 del 16 settembre 1983; la gestione del Parco è affidata alla Comunità Montana stessa.

Altre info

Val Avio

Un Parco... nel cuore delle Alpi

Il Parco dell'Adamello si trova al centro della catena alpina, nelle Alpi Retiche, e comprende tutto il versante lombardo del gruppo dell'Adamello, zona ubicata nella porzione nord-orientale della provincia di Brescia.
Si estende per 51.000 ettari, dal Passo del Tonale a quello di Crocedomini; a est il Parco ha per limite il confine regionale tra Lombardia e Trentino, a ovest il suo confine si mantiene poco al di sopra della sponda sinistra dell'Oglio, il quinto fiume italiano per la sua lunghezza. L'importanza del Parco dell'Adamello è accresciuta dalla sua posizione, perché esso funge da ponte tra i due parchi che gli sono limitrofi: al suo limite orientale si trova il Parco trentino Adamello-Brenta, al limite settentrionale il Parco dello Stelvio, a sua volta limitrofo del Parco Nazionale svizzero dell'Engadina.
In tal modo si è venuta a costituire nel cuore dell'Europa un'area protetta di 250.000 ettari, la più grande delle Alpi e tra le più affascinanti. Di essa il Parco dell'Adamello rappresenta la punta meridionale.

Altre info

Conca del Baitone

Geologia

Durante i milioni di anni di rassodamento del magma igneo, esso assunse forme granitoidi come le tonaliti e le granodioriti. Queste ultime formano il nucleo del Gruppo. Tonaliti a grana grossa costituiscono il Corno Baitone, le Valli Miller, di Salarno e Adamé; mentre di quelle a grana minuta sono il Re di Castello, M. Listino, la Val di Stabio ecc.
Intruso, poi raffreddato e consolidato sotto la superficie, il magma igneo modificò "per contatto" le rocce più antiche adiacenti in cui era penetrato. I calcari puri si sono trasformati in marmi, i materiali argillosi in rocce con frattura scheggiosa o in formazioni cristalline che contengono minerali accessori, come miche e granati. Le forme attuali delle montagne sono in gran parte modellate dalla plurimillenaria azione dei ghiacciai e dai successivi fenomeni di erosione prodotti dagli agenti atmosferici.

Flora e Vegetazione

Dalla quota minima (m. 390 s.l.m.) a quella massima (m. 3539) del Parco corrono più di 3000 metri: tale differenza dà luogo a notevoli variazioni nella copertura vegetale.
Ampia è l'orlatura di castagneti e di boschi misti di ontano, acero, carpino, frassino, betulla, quercia, ciliegio, etc. Fitte ed estese sono le peccete (boschi di abete rosso), che più in alto lasciano il posto a luminosi boschi di larice.
Più in quota si estende la fascia degli arbusti nani, in prevalenza di ontano verde, salice e pino mugo con ampia presenza di rododendro e ginepro. Verso i 2300 metri si estendono i pascoli alpini, ricchi di genziane, pulsatille, sassifraghe, soldanelle e stelle alpine. Compaiono muschi e licheni, che continuano nella fascia del deserto nivale, dove sono presenti il crisantemo alpino, il ranuncolo dei ghiacciai, e alcune androsacee e sassifraghe. Tra gli endemismi, presenti in particolare nella porzione meridionale del Parco, si citano Primula daonensis, Campanula raineri, Cypripedium celceolus, Saxifraga vandellii, Linaria alpina.

Stambecco femmina
Camoscio maschio

Fauna

Il capriolo e il cervo frequentano i boschi di latifoglie misti a radure. Il camoscio vive oltre i limiti della vegetazione arborea in pochi branchi. Grazie alla recentissima reintroduzione è ora presente nel Parco anche lo Stambecco. Il progetto di ritorno di questo ungulato permette oggi di osservarlo in Val Malga di Sonico, Val Salarno, Valle Adamè e in località Volano e Zumella.
Nel territorio del Parco vivono altri mammiferi: la lepre alpina, la marmotta, la donnola, l'ermellino, la volpe, la faìna, lo scoiattolo, il ghiro, il riccio, il toporagno alpino e l'arvicola delle nevi. Più rari la martora, la puzzola, il tasso.
L'Avifauna annovera numerose specie; in particolare si ricordano il Gallo cedrone, il Forcello, la Coturnice, la Pernice bianca, l'Aquila reale.
Nei corsi d'acqua e nei laghi alpini sono segnalati la trota, il salmerino, lo scazzone.
Negli ambienti umidi sono presenti il tritone, la salamandra nera e quella pezzata, il rospo e la rana rossa di montagna.
Tra i rettili si ricordano la vipera comune, il ramarro, l'orbettino, il colubro liscio.

La preistoria nel Parco


Testimonianze della cultura umana nel Parco dell'Adamello

Nel Parco dell'Adamello, di particolare rilievo ed importanza è la documentazione iconografica rappresentata dalle incisioni rupestri preistoriche ritrovate in alcune località all'interno dell'area protetta. Nel V-VI millennio a.C compaiono le prime raffigurazioni di esseri umani, rappresentati nella tipica posizione con le braccia alzate ad orante, abbinate a figure e simboli derivati dal mondo agricolo e pastorale: animali addomesticati (come canidi e bovidi) o simboli circolari e schematici.

Altre info

L'architettura rurale

Nel Parco Adamello sono racchiuse splendide testimonianze dell'architettura rurale alpina, in parte conservatesi fino ad oggi, che attestano l'utilizzo, ma anche l'attenzione ed il rispetto che i nostri antenati hanno dedicato al territorio. Molti fabbricati non sono purtroppo giunti a noi integri nella loro straordinaria bellezza, poichè lo spopolamento della montagna ha provocato un graduale abbandono dell'attività agricola tradizionale e con essa si è verificato il costante degrado di questo patrimonio storico-culturale, che il Parco sta ora cercando di recuperare e valorizzare.

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La guerra bianca


La guerra in alta quota

Nel corso del Primo conflitto mondiale l'estremità occidentale del fronte italo-austriaco attraversava i due imponenti gruppi montuosi dell'Ortles-Cevedale e dell'Adamello-Presanella, per cui le due parti in lotta furono costrette a combattere, per oltre tre anni e mezzo, una guerra tipicamente alpina, su postazioni di roccia e ghiaccio ad oltre 3000 metri di quota, in condizioni ambientali e climatiche difficilissime.

Altre info

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