Statuto del Parco (PDF - 344 Kb)
Piano del Parco (PDF - 194 Kb)
Il Parco dell'Appia Antica è una Area protetta di interesse regionale
ed è stato istituito con la Legge regionale 10 novembre 1988 n. 66
"Istituzione del parco regionale suburbano dell'Appia Antica".
Con
l'approvazione della L.R. 29/97, il territorio di sua competenza, è
stato ampliato con l'annessione dell'area di Tor Marancia.
Le
finalità del Parco sono la conservazione e la valorizzazione del
territorio in esso compreso, per permettere ai cittadini il godimento
di straordinarie bellezze paesaggistiche e la conoscenza e lo studio di
importantissimi valori storici, artistici e naturalistici.
312 avanti Cristo: il console Appio Claudio dà il suo nome al
tracciato di una nuova strada che raggiunge la Campania e poi Brindisi.
La principale caratteristica di questa nuova strada è di essere
percorribile con ogni tempo e con ogni mezzo, grazie alla
pavimentazione realizzata con grandi pietre levigate e perfettamente
combacianti, poggiate su uno strato di pietrisco che assicura tenuta e
drenaggio. Con questa tecnica rivoluzionaria la Repubblica e l'Impero
potranno costruire la vastissima rete stradale del mondo romano. Quasi
sempre rettilinea, larga circa 4,10 metri, una misura che consente la
circolazione nei due sensi, affiancata da un duplice percorso pedonale
e servita da pietre miliari, l'Appia si merita ben presto l'appellativo
di Regina viarum, la Regina delle strade.
Lungo le prime miglia
sorgono numerose installazioni funerarie, seguendo la legge che vietava
di seppellire i morti entro la cinta sacra del Pomerio: monumenti di
illustri famiglie, ma anche colombari di confraternite costituite per
dare ai propri affiliati una degna sepoltura; cimiteri subdiali o
sotterranei propri di particolari comunità etniche o religiose. Si crea
e si stratifica cosí un patrimonio eccezionale di testimonianze
storiche, culturali e artistiche di grandissimo valore.
Il Parco Regionale dell'Appia Antica mette a disposizione del visitatore un vero e proprio "percorso" nell'evoluzione complessiva di un territorio: dalla configurazione originaria a quella creata dalla presenza dell'uomo e dai suoi insediamenti; dalla nascita di una grande infrastruttura viaria - la più importante del mondo antico - al nuovo assetto paesaggistico e ambientale che da tale presenza si determina; dal crollo di un grande sistema politico e sociale a un lungo periodo di degrado e di "decadenza"; dall'apparire di un modo più rigoroso di guardare ai luoghi del passato ai tentativi di recupero, di valorizzazione, di salvaguardia.
Il territorio del Parco comprende anche la Valle della Caffarella, solcata dal fiume Almone la più importante testimonianza dell'antico paesaggio agricolo a ridosso della città, ma ricca anche di monumenti di ogni epoca, come il Tempio del dio Redicolo, il Ninfeo di Egeria, la chiesa di Sant'Urbano, le torri e le valche medievali; il complesso delle Tombe Latine e il Parco degli Acquedotti, con i poderosi ruderi delle condotte che rifornivano d'acqua l'Urbe.
Il paesaggio è l'aspetto che assumono i diversi elementi, naturali o
dovuti all'intervento dell'uomo, che segnano un certo territorio.
E'
stata l'attività del Vulcano Laziale, cominciata circa 600 mila anni
fa, che coinvolse direttamente la zona dell'Appia Antica con la colata
di Capo Bove, a modellare gli aspetti originari del paesaggio della
zona, creando quella piattaforma pianeggiante su cui fu poi tracciata
la Via.
All'attività vulcanica si è aggiunta l'azione degli agenti
atmosferici che hanno contribuito a modellarne l'aspetto tipicamente
ondulato. Altre zone della stessa area hanno invece un andamento più
regolare con larghi tratti pianeggianti.
La principale caratteristica del Parco dell'Appia Antica è quella di
essere un "cuneo verde" tra i quartieri sud-orientali della città di
Roma e i Colli Albani, per i quali rappresenta un importante "corridoio
biologico" (area di collegamento biologico funzionale).
Molte sono
le aree comprese nel Parco che sono caratterizzate da importanti valori
naturalistici. L'antico Bosco Farnese, per esempio, in prossimità della
via Ardeatina, è composto da roverelle e sughere; tra i monumenti del
Circo di Massenzio si è insediata una flora ruderale di grande
interesse: olivi, mandorli; una folta macchia mediterranea con rovi,
alaterno, lentisco; arbusti da sottobosco come biancospino, fusaria,
corniolo sanguinello, pruno selvatico.
Nello scenario della Villa dei
Quintili abbondano nei prati umidi le fioriture di orchidee spontanee.
Nell'area del laghetto è presente il ranuncolo peltato.
Nell'area di
Tor Marancia, di recente entrata nel Parco, e che conserva una buona
naturalità, lungo il Fosso di Tor Carbone si trovano la carice maggiore
e grandi alberi di pioppo nero.