L'Arcipelago Toscano include le sette isole dell'Arcipelago Toscano:
Elba, Capraia, Gorgona, Pianosa, Montecristo, Giglio, Giannutri. Si
tratta di isole di formazione geologica assai diversa: Capraia é
vulcanica, il Giglio e l'Elba sono prevalentemente granitiche. Una
grande varietà geologica che influenza forma e paesaggio di ciascuna
isola. L'antichissima presenza dell'uomo, testimoniata dai ritrovamenti
e dalla lunga tradizione di lavorazione dei minerali, ha prodotto
profondi cambiamenti nella vegetazione originaria e i boschi di leccio
restano solo in alcune parti dell'Elba, mentre la macchia mediterranea
é la vegetazione dominante.
L'Arcipelago Toscano ha rappresentato
un'importante area di rifugio e di collegamento tra il sistema
sardo-corso e la penisola. Da questa storia la presenza nell'Arcipelago
di specie di animali e vegetali estremamente focalizzate, formatesi nei
periodi d'isolamento, assieme a specie presenti solo in Corsica e in
Sardegna. Presenti colonie di uccelli marini, berte e gabbiani, tra i
quali il raro gabbiano corso, specie endemica del Mediterraneo e
presente in Italia in pochissime località. Sporadicamente segnalata la
foca monaca mentre è possibile l'avvistamento di cetacei.
Le isole sono caratterizzate dalla presenza di numerosi endemismi. Interessanti sono le presenze del venturone, del sordone, della raganella tirrenica, del discoglosso sardo e del geco tirrenico o tarantolino. I mammiferi terrestri sono quelli tipici dell'ambiente mediterraneo con la rilevante presenza della martora; diffusa e visibile è anche la presenza del coniglio selvatico. Estinto sin dall'inizio dell'Ottocento il cinghiale maremmano, è stato introdotto una trentina di anni fa il cinghiale centroeuropeo, questa specie si è riprodotta a dismisura all'Elba divenendo un problema per la tutela degli endemismi floristici e la salvaguardia delle colture agricole.
L'Arcipelago è un punto di sosta e di nidificazione per molti uccelli migratori. Presenti colonie di berte e gabbiani tra cui il raro gabbiano corso che è stato scelto quale simbolo del parco.
I fattori principali che influenzano la vegetazione dell'Arcipelago Toscano sono il clima di tipo mediterraneo e l'insularità.
Dominano le piante sempreverdi, che possiedono foglie coriacee, protette da un'epidermide robusta e praticamente impermeabile; oppure piante con foglie ridottissime, talora trasformate in spine, o del tutto mancanti, come nel caso delle ginestre.
Delle grandi foreste di leccio oggi sopravvivono solo pochi boschi cedui; la complessità orografica ed altitudinale dell'isola d'Elba ha favorito la presenza di boschi di castagno; sui rilievi è da segnalare la presenza del tasso e del carpino nero.
Oggi la formazione vegetale più diffusa nel parco è la profumatissima macchia mediterranea, tra le cui molteplici specie ricordiamo: il corbezzolo, l'alaterno, il lentisco, il ginepro fenicio, il mirto, le eriche, il rosmarino, la lavanda, le splendide ginestre e i coloratissimi cisti.
Da ricordare inoltre la linaria di Capraia e il giglio di mare.
La storia geologica dell'Arcipelago toscano inizia 230-240 milioni di anni fa, anche se le rocce che costituiscono la penisola di Calamita all'Elba sono un frammento del continente africano vecchio almeno 400-500 milioni di anni. Nella formazione delle isole dell'Arcipelago il magmatismo ed i vulcani hanno avuto un grande ruolo.
In Italia, dopo l'istituzione di alcune riserve, l'Arcipelago toscano è
il più grande Parco Marino d'Europa. La più estesa area protetta dei
mari europei. Il Parco è caratterizzato da una grande varietà di
habitat, popolati da svariate forme di vita.
La grande diversità
biologica dell'Arcipelago è dovuta, anche, alla varietà delle coste e
dei fondali: dalle spiagge dell'Elba alle falesie rocciose della
Capraia occidentale, una miriade di specie vegetali ed animali vivono
in ogni anfratto di uno dei più affascinanti ambienti naturali: il
mare.