
| La Rete dei Musei del Parco Da Roccagloriosa a Moio della Civitella parte la Rete dei Musei del Parco
Dopo Roccagloriosa, Moio della Civitella uno dei siti archeologici più
suggestivi del Cilento interno, amplia lo scenario della Rete dei Musei
del Parco oltre 20 piccole realtà laboratorio della cultura e civiltà
locale del Parco. La frequentazione del colle di Moio della
Civitella è documentata dalla fine del VI sec.a.C., da alcuni frammenti
ceramici raccolti in superficie, ma a partire dalla metà circa del IV
sec. a.C. che inizia la costruzione di una possente cinta fortificata,
articolata in due circuiti che racchiude il colle su tre lati, con il
lato nord difeso dallo strapiombo della roccia. Il
Centro antico della Civitella fu fiorente soprattutto tra il IV e II
sec.a.C., quando con l'arrivo dei Romani si assiste alla scomparsa
improvvisa degli insediamenti sparsi ed allo spopolamento delle
campagne. Aperto ancora il dibattito se questi insediamenti siano una
forma di difesa del territorio di Velia o una forma di insediamento
capillare dei Lucani quando conquistarono Poseidonia. Sicuramente
l'inagurazione del Parco Archeologico curato dalla Soprintendenza
Archeologica di Salerno d'intesa con il Parco è un'altra tappa, dopo
Roccagloriosa, della riscoperta e valorizzazione dell'immenso scrigno
che come giustamente sottolineato nel numero di maggio - giugno della
rivista Oasis, da stella buia del firmamento del mediterraneo a
Patrimonio Mondiale dell'Umanità. "Perché chi affonda la mano nel
forziere di questo sterminato Parco (181 mila ettari che con le aree
contigue arrivano a 320 mila ettari con 95 Comuni e 320 mila abitanti)
- rimane sbalordito dal numero e dalla qualità dei tesori che la natura
e la storia regalano a piene mani".
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