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Circeo, caccia al coleottero killer: «Piante malate, a rischio il verde»

Vaste aree rinsecchite, il direttore del Parco Nazionale: «Situazione grave, a breve il sopralluogo della Regione». Sotto accusa un insetto di origine asiatica della famiglia dello Xylosandrus e, soprattutto, il suo fungo

(14 Set 16)

LATINA - Servono un entomologo ed un fitopatologo,ed anche in fretta. Due esperti in grado di capire come mai, nell'arco di pochi mesi, una sostanziosa porzione di piante all'interno del Parco Nazionale del Circeo si sia ammalata, irrimediabilmente rinsecchita, come fosse bruciata. Dalle prime si era dato colpa proprio alla siccità, ma la distribuzione del fenomeno e l'individuazione di un famelico coleottero presso le piante malate hanno portato i vertici del Parco Nazionale del Circeo a richiedere l'intervento della Regione Lazio affinchè recluti due esperti che possano indagare ed individuare con precisione quale sia l'agente che sta causando la morte dei rami e poi dell'intero arbusto. «L'assessore regionale Carlo Hausmann - fa sapere il direttore del Parco Paolo Cassola - si sta mobilitando, pertanto attendiamo a brevissimo un sopralluogo per approfondire questa grave situazione».

Numerosi focolai

Osservando le pendici del Circeo ci si accorge dell'anomalo rinsecchimento, fenomeno presente anche in alcuni giardini privati, ai bordi delle strade che portano a San Felice, e soprattuto nel Quarto Caldo del Promontorio, al borgo di Fogliano, sui margini della foresta ma non nel suo interno. Il direttore del Parco Nazionale ha inviato la prima segnalazione ufficiale lo scorso 9 settembre alla Regione Lazio elencando gli elementi sino ad ora raccolti e sottolineando la necessità di una risposta celere. Le essenze promontorio stanno seccando, e la propagazione del coleottero killer appare inarrestabile nella macchia mediterranea che caratterizza il Circeo.

Un coleottero ed il suo fungo sotto accusa

Sotto accusa lo Xylosandrus, insetto di origine asiatica non più grande di due millimetri, ormai presente in tutti i paesi tropicali e nel sud est degli Stati Uniti d'America dove danneggia molte coltivazioni. Il coleottero è portatore di un fungo, anch'esso dannoso per le piante. In Italia la presenza dello Xylosandrus è stata segnalata in Campania ed in Toscana, ed ora anche nel Lazio, con evidenti segni della sua fatale permanenza. L'ennesima specie «aliena» in grado di minacciare il delicato equilibrio di un ecosistema che da solo non riesce a contrastarla.

Cosa fare?

«L'intervento consigliato - spiega Daniele Guarnieri del servizio conservazione Biodiversità del Parco Nazionale - è quello di tagliare i rami secchi in maniera tale che non vi siano più collegamenti con la pianta tramite le gallerie scavate all'interno dall'animale. Raccolto il materiale occorre bruciarlo per non far diffondere insetto, larve e uova, e soprattutto il fungo che pare essere l'elemento più dannoso». Problema «antico» Dal Circeo, però, non mancano le polemiche sulla presa di coscienza tardiva da parte del Parco, una sottovalutazione del problema che ha portato solo oggi ad un intervento delle istituzioni. «La vicenda - dice Guido Guida - residente a San Felice - era stata segnalata già l'anno scorso. Avevo portato al corpo forestale un ramo con il verme dentro, ma nessuno è intervenuto… Domani porterò altre prove direttamente all'ente Parco: evidentemente i due soggetti non si parlano».

 


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Fonte: Corriere della Sera

Le piante secche in mezzo al verde
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