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Circeo, turismo per tutto l’anno: piano strategico del Parco nazionale

Obiettivi sottoposti alla Regione per la valutazione ambientale. Specie animali da controllare, foresteria a Zannone entro il 2020. Gestione delle dune con gli operatori balneari e stretta su ogni sorta di abusivismo

(31 Dic 16)

Obiettivi ambiziosi, necessari seppur realisticamente fissati a lungo termine: il Parco nazionale del Circeo, ha scritto la sua carta d'identità futura nella corposa documentazione da sottoporre alla Regione per la valutazione ambientale strategica. Un atto propedeutico in vista dell'approvazione del Piano del parco, strumento atteso da anni e rimandato per i complicati rapporti esistenti tra tutti gli enti locali e soggetti interessati Si pensi alle incongruenze rilevate tra il piano del parco ed il piano regolatore dei comuni di Sabaudia e San Felice Circeo: in questo ultimo caso il municipio ritiene edificabili aree intoccabili per il parco, così come a Sabaudia sono previste aree artigianali a ridosso della foresta demaniale.

Mix di tutela e sviluppo

Far quadrare il cerchio in un sistema ambientale così complesso non è mai stato facile per il presidente Gaetano Benedetto (ai vertici dal 2007) e per i direttori che si sono succeduti sotto la sua guida. Se l'area protetta è stata sempre vista come una minaccia per lo sviluppo, un lento cambio di mentalità sembra trovare tutti concordi in un piano di gestione moderno e che non rinuncia allo sviluppo, anzi ne diviene esso stesso il motore. Con la tutela di dune, isole, laghi, foresta, flora e fauna, Zps e Sic al primo posto, il parco cerca la sua nuova vocazione fissando obiettivi strategici da realizzare nei prossimi dieci anni, puntando all'utilizzo di tutte le risorse disponibili in campo regionale ed europeo, vista l'esigua disponibilità di finanze proprie, eterno cruccio per chi guida l'Ente parco.

Controllo su antenne ed attività commerciali

Gli obiettivi , dunque, sono diversificati e riguardano sia l'ambiente naturale, sia la necessaria armonizzazione delle attività umane con l'ecosistema. Su questo ultimo aspetto si vuole accelerare, ad esempio, nella verifica sulla legittimità della presenza dei ripetitori che svettano sul promontorio del Circeo, così come nello scandagliare a fondo i fenomeni di abusivismo edilizio sia in ambito residenziale, sia per le attività commerciali come alberghi e discoteche. Dando il via libera alle demolizioni, se necessario. Occhio di riguardo anche alla tutela delle grotte del promontorio: non si dimentichi la presenza del sito preistorico della grotta Guattari, la case dell'uomo di Neanderthal.

Dune gestite con i balneari

Per l'ambiente dunale, invece, l'obiettivo ambizioso è quello di coinvolgere nella gestione anche gli operatori balneari. Resta alta l'attenzione sulla strutture dislocate tra duna e spiaggia: ciò che andrà in contrasto con l'ambiente verrà eliminato entro il 2020. Un messaggio chiaro nella volontà di contrastare l'anarchia che predomina da più fronti, e verso la quale anche il controllo della guardia forestale può ben poco. Per quanto riguarda le bellissime dune, entro il 2026 verrà adottato uno specifico regolamento ed un piano di recupero delle aree degradate attraverso opere di ingegneria ambientale.

Turismo 365 giorni l'anno

Turismo naturalistico e sportivo per 365 all'anno: è questo l'altro grande tema del nuovo piano del Parco nazionale del Circeo. Si vuole mettere a sistema quanto oggi non viene valorizzato: perciò via libera alla fruizione più estesa possibile con nuovi sentieri, percorsi didattici, ma anche una regolamentazione degli sport acquatici praticati sul lago di Paola, che, come gli altri specchi lacustri, sarà oggetto di una politica di miglioramento della qualità delle acque e di ripopolamento ittico. Altro tassello sarà quello di incrementare l'offerta ricettiva tramite l'albergo diffuso, anche in funzione di possibili maggiori presenze con la promozione del turismo congressuale e di quello archeologico. Un sistema di ricchezze che i vertici del parco vogliono trasformare in un brand, un marchio vero e proprio. Percorrendo in maniera più convinta il sentiero del marketing, l'unico sino ad oggi mai convintamente battuto.

Zannone

Dopo le aspre polemiche con il comune di Ponza, il parco sembra voler uscire dall'immobilismo anche per la riserva di Zannone. L'obiettivo è quello di stringere proprio un accordo con il sindaco isolano per sviluppare il turismo sostenibile e la ricettività di Zannone, dove la dimora Casati Stampa attende da anni una ristrutturazione sino ad oggi mai arrivata. Dovrebbe trasformarsi in foresteria per l'anno 2020. Per una più efficace tutela dell'isolotto, il parco vuole dotarsi di un servizio nautico proprio anziché avvalersi, come accade oggi, di quello della Forestale.

Animali infestanti e non

Gli obiettivi sono chiaramente individuati anche per la tutela di flora e ambiente marino, così come per gli animali. Le specie infestanti avranno vita dura: la colonia di mufloni ha Zannone verrà limitata, mentre i daini della foresta saranno catturati e collocati altrove. La popolazione di cinghiali sarà ridotta del 50%, mentre si vuole incrementare quella dei pipistrelli, con interventi specifici sugli edifici adiacenti la foresta che rappresentano il loro rifugio ideale. Insomma, una cura complessiva per un'area che ha davvero pochi eguali in Italia, e che si prepara finalmente a decollare.

 


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Fonte: Corriere della Sera

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