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Daini nel parco del Circeo, Legambiente propone accordi per accoglierli nei parchi limitrofi

Le proposte di associazioni ed enti autorevoli per aiutare gli animali

(17 Gen 20)  

E' un vero e proprio caso in cerca di soluzioni quello del sovrappopolamento dei daini nel parco nazionale del Circeo.

La possibilità, non confermata, di metodi cruenti come l'abbattimento ha sollevato un vero e proprio polverone mediatico e, allo stesso tempo, messo in moto associazioni ed enti autorevoli per aiutare gli animali in pericolo.

Per preservare la biodiversità del parco nazionale del Circeo bisognerebbe procedere all'eradicazione di un 35% di tale popolazione animale. La foresta del Circeo, che ha una densità di 3mila ettari, accoglie oggi oltre 1200 daini, quasi 42 animali per 100 ettari che purtroppo mettono in pericolo un habitat incontaminato e dalle particolari e favorevoli condizioni climatiche.

Per Legambiente la soluzione c'è e si tratta di un prelievo non cruento degli animali e del conseguente trasferimento e accoglimento degli stessi nei parchi regionali vicini o in altre riserve faunistiche del territorio nazionale.

Lo afferma in una nota Dino Zonfrillo, presidente del circolo Legambiente Sud Pontino, riprendendo anche la posizione assunta da Stefano Raimondi del circolo di Sabaudia e Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio.

Con l'aiuto di esperti naturalisti e botanici si valuterà l'eventualità di sterilizzare gli animali e si vaglieranno le possibilità di accordi tra enti. La proposta è stata infatti preannunciata al Parco naturale dei Monti Aurunci con sede a Campodimele, uno tra i tredici istituti del Lazio più grandi per estensione, e al parco Riviera di Ulisse con sede a Gaeta.

Proposta estesa anche al parco regionale dei Monti Ausoni e del Lago di Fondi da Paola Marcoccia, presidente di Legambiente Circolo Intercomunale Di Biasio di Fondi, mentre ci sarebbero maggiori difficoltà per un accoglimento nel basso Lazio che possiede poche zone con adeguate fasce climatiche e fonti di abbeveramento disponibili tutto l'anno.

Sempre Dino Zonfrillo precisa che affinché gli accordi possano avere seguito dovranno esprimere parere favorevole gli Uffici dei Parchi e la Direzione regionale, sentito il parere dei tecnici.

 



 


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Fonte: LQ Latina Quotidiano

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