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Dune a rischio, servono interventi

Recenti studi mostrano i danni dell’ambiente

(19 Ott 20)  Quanto sono importanti le dune e quanto sono a rischio? Sono state definite una vera e propria «barriera naturale all'innalza - mento del livello del mare» insomma le dune che conosciamo ed amiamo per la loro indescrivibile bellezza in realtà per il territorio vogliono dire molto di più. Recentemente è stato pubblicato a riguardo uno studio molto importante sulla rivista internazionale Remote Sensing, dati su cui interviene il geologo nonché ex sindaco di Sabaudia, Nello Ialongo. «Sono stati pubblicati – commen - ta Ialongo rispetto al servizio - i risultati di uno studio riguardante lo stato di conservazione delle dune laziali e in particolare di quelle del Parco Nazionale del Circeo, condotto per mezzo di esplorazioni 'da remoto'basate su dati acquisiti da sensori aerei ad alta risoluzione e iperspettrali. Le ricerche, completate da misure a terra, sono state condotte da Emiliana Valentini del Consiglio Nazionale delle Ricerche, Andrea Taramelli dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale e Scuola Universitaria Superiore di Pavia e da Sergio Cappucci dell'Enea». Cosa è stato rilevato? «La Valentini – prosegue l'ex sindaco - ha affermato che la conoscenza (e il monitoraggio) della la struttura della vegetazione e delle diverse fallanze dovute alla presenza antropica e ai processi di erosione è una delle vie primarie per lavorare allapreservazione eallaresilienza di questo pregiato tratto di costa. A parere di Cappucci la conservazione delle dune costiere contribuisce aproteggere lespiagge dall'erosione in quanto le stesse costituiscono unariserva disabbia. Tarantelli ha spiegato che il paesaggio costiero Italiano è stato scelto come uno dei migliori campi di sviluppo di modelli di elaborazione dati per dimostrare e rendere evidente il ruolo fondamentale delle osservazioni da remoto». Ialongo ha quindi menzionato progetti come Circeo 88, Life 94 e Life 95 a tutela del sistema dunale, evidenziando allo stessotempo come scelte sbagliate tra cui la quasi totale assenza di fondi regionali destinati al recupero geomorfologico e naturalistico delle dune abbiano contribuito al peggioramento dello stato della duna. «La fotografia dall'alto – conclude Ialongo - della fascia costiera eseguita dai tre qualificatitecnici ha mostrato che vi sono tratti delle dune del Parco molto assottigliati per cui nell'evenienza di una eccezionale tempesta,il mare sipuò riversare nella retrostante pianura, producendo un vero e proprio disastro ecologico».


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Fonte: Latinaoggi.eu

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