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Parco Naturale Regionale di Tepilora

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L'Area Protetta

Carta d'identità

  • Superficie a terra (ha): 7.877,00
  • Regioni: Sardegna
  • Province: Nuoro
  • Comuni: Bitti, Lodè, Posada, Torpè
  • Provv.ti istitutivi: LR 21/10/14 21/10/2014

 

 

Storia e cultura

Quasi 8000 ettari di foreste incontaminate, sentieri, sorgenti e corsi d'acqua: il Parco Naturale Regionale dell'Oasi di Tepilora è meta ideale per una vacanza in armonia con la natura

Sito nel nord ovest della Sardegna, il Parco Naturale Oasi Regionale di Tepilora comprende un vasto territorio che insiste su quattro Comuni: Torpè, Posada, Lodè e Bitti. Il parco si estende dal bosco di Tepilora sino alla foce del Rio Posada; suo fulcro è il monte Tepilora (m.528 s.l.m.), una punta rocciosa dal profilo trangolare che si staglia nell'area fittamente boscosa di Littos e Crastazza e guarda verso il lago di Posada. Un tempo destinata al pascolo e al taglio della legna, negli anni '80 l'area è stata oggetto di rimboschimento per il 16% del totale ed è stata attrezzata per l'escursionismo e la protezione dagli incendi, diventando riserva naturale.
La pratica di istituzione del Parco è stata avviata nel 2005 su impulso del Comune di Bitti, in accordo con la Regione Sardegna, l'Ente Foreste della Sardegna e la Provincia di Nuoro con lo scopo di tutelare le risorse naturali dell'area e incentivare lo sviluppo sostenibile del territorio. Oggi il Parco, interamente percorribile, anche grazie ai suoi inverni miti è meta ideale di un turismo a contatto con la natura anche in bassa stagione, tra panorami mozzafiato, fresche acque sorgive e tipicità florofaunistiche: vigorosi lecci, corbezzoli, ginepri, sughere sono l'habitat di specie animali tipiche della macchia mediterranea, come la lepre sarda, il cinghiale, la volpe; sono inoltre presenti daini e mufloni e, in prossimità della punta Tepilora, con un po' di fortuna è possibile avvistare esemplari di aquila reale. Non mancano le attrattive culturali, legate ad un ricco patrimonio storico-archeologico, ad antiche tradizioni, artigianato ed enogastronomia. Buon viaggio!

Geomorfologia

Rocce intrusive del paleozoico riferibili a graniti compongono genericamente l'apparato roccioso di base su cui insiste l'area. L'aspetto morfologico più significativo è dato dalle serre, un susseguirsi caratteristico di creste coniche che ricordano i denti di una sega.
Particolari sono anche i tafoni cioè le concavità e gli incavi (piccoli e grandi) presenti nella roccia o nei massi. Questi incavi, di forme e dimensioni diverse, talvolta si modellano come gigantesche sculture, e assumono forme bizzarre che in qualche modo richiamano sagome di animali o di uccelli rapaci.
I suoli, in gran parte poco o mediamente profondi, sono permeabili e con spiccate caratteristiche di erodibilità a reazione da subacida a acida.
L'area in cui si estende il Parco è caratterizzata da un sistema di basse montagne dalla morfologia irregolare, segnata da valloni profondi. Dal punto di vista altimetrico si varia dai 68 m s.l.m. del Rio Posada ai 979 m di Nodu Pedra Orteddu.
Tutto il territorio del Parco è ricco di sorgenti naturali: alcune ben visibili lungo le strade e i sentieri e fruibili quindi ai visitatori, altre, ormai scomparse nel folto della vegetazione boschiva, rimangono vive solo nella memoria storica degli abitanti della zona.
Molti dei corsi d'acqua presenti, nonostante il prevalente regime torrentizio, riescono con la loro portata a sopportare sufficientemente la fauna ittica.
Discorso a parte meritano il fiume Posada e il Rio Santa Caterina che insieme ad altri corsi d'acqua di importanza minore, alimentano gli stagni che si sviluppano parallelamente alla fascia di dune costiere che caratterizzano il litorale di Posada. Con l'abbondante trasporto di detriti, il fiume Posada ha formato depositi di notevole spessore e ha costruito la pianura litoranea dove il fiume divaga e si biforca.

Flora

Il territorio di Tepilora, Sos Littos - Sas Tumbas e Crastazza è caratterizzato dalla presenza della foresta mediterranea sempreverde o foresta mediterranea di sclerofille, associazione vegetale composta da piante a portamento arboreo che presentano foglie coriacee, sempreverdi, in grado di resistere alle forti insolazioni dei mesi estivi. Peculiare la presenza dell'albero di leccio (Quercus ilex).
Nel sottobosco sono presenti il corbezzolo (Arbutus unedo), l'alaterno (Rhamnus alaternus), la fillirea a foglie larghe (Phillirea latifolia).
Rilevante l'olivastro (Olea europea varietà Sylvestris), il rosmarino (Rosmarinus officinalis), il mirto (Mirtus communis), la fillirea a foglie strette (Phillirea angustifolia), le tamerici, le eriche (Erica arborea – Erica scoparia), l'euforbia arborescente (Euphorbia dendroide). Tra i caratteristici arbusti spinosi delle garighe, dalle foglie piccolissime che cadono in estate, ricordiamo la Genista corsica e gli sparzi (Calicotome villosa e Calicotome spinosa).
Presenti alcune specie di orchidee (Ophrys spp, Orchis spp e Serapias spp), di liliacee come l'asfodelo, il latte di gallina (Ornithogalum spp) e alcune specie appartenenti alla famiglia degli agli (Allium spp).
Nel complesso prevalgono i boschi di latifoglie (33%), di conifere (14%), la macchia mediterranea (17%), la gariga (12%). Le aree a ricolonizzazione artificiale occupano il 16% del territorio.

Fauna

Dal punto di vista faunistico il territorio del Parco annovera specie tipiche della macchia mediterranea come il cinghiale (Sus scrofa meridionalis), la lepre sarda (Lepus capensis mediterraneus), la volpe (Vulpes vulpes ichnusae), il gatto selvatico (Felis lybica sarda). Negli ultimi anni sono stati avvistati numerosi esemplari di daino (Dama dama) e di muflone (Ovis ammon musimon) provenienti dalle aree forestali di Sos Littos - Sas Tumbas.
L'elemento di maggior interesse è dato dalla presenza dell'aquila reale (Aquila chrysaetos), il cui sito di nidificazione è localizzato nei pressi del Monte Tepilora. Non è comunque difficile avvistare il falco pellegrino (Falco peregrinus), lo sparviero (Accipiter nisus) e la poiana (Buteo buteo arrigonii). Da qualche anno l'Ente Foreste della Sardegna ha intrapreso con successo il programma di ripopolamento della pernice sarda (Alectoris barbara), predisponendo le necessarie voliere di pre-ambientamento.
Infine la zona del fiume Posada e dei suoi stagni è di particolare attrattiva per la ricca vegetazione palustre e per l'avifauna che la popola: piro-piro (Actitis hypoleucos), gambecchi (Calidris minuta), corrieri (Charadrius hiaticula), fratini (Charadrius alexandrinus), gabbiani (Laridae Rafinesque), e alcune specie di rallidi come pollo sultano (Porphyrio porphyrio Linnaeus), porciglione (Rallus aquaticus Linnaeus), folaga (Fulica atra) e gallinella d'acqua (Gallinula chloropus) che nidificano tra la vegetazione riparia.

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