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Riserva Naturale del Monte Orsario

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L'Area Protetta

Carta d'identità

  • Superficie a terra (ha): 156,00
  • Regioni: Friuli Venezia Giulia
  • Province: Trieste
  • Comuni: Monrupino
  • Provv.ti istitutivi: LR 42, art. 51 30/09/1996
  • Elenco Ufficiale AP: EUAP0985

Ulteriori informazioni: www.regione.fvg.it

Dati scientifici

 

 

Ambiente fisico

La Riserva include un'area per lo più boscata, caratterizzata da evidenti fenomeni carsici epigei, in particolare numerose doline e campi solcati con vaschette di corrosione. Il paesaggio carsico si contraddistingue per la presenza di roccia affiorante o subaffiorante e per la scarsità o assenza di acque superficiali, in particolare di reticoli fluviali; le acque che scorrono in superficie vengono catturate in punti idrovori o in inghiottitoi e convogliate all'interno della massa rocciosa carsificata. La macroforma tipica di questo paesaggio è la dolina: termine internazionale derivato dalla lingua slovena che indica una depressione chiusa del terreno a corona subcircolare o subellittica. La dolina è solitamente più larga che profonda e di dimensioni estremamente variabili. Nelle doline è frequente il fenomeno dell'inversione termica, ovvero la temperatura si abbassa a mano a mano che si scende verso il fondo della dolina, mediamente con una differenza di 1°C ogni 14 metri di profondità, ma con record di 1°C per ogni metro di profondità registrati in condizioni meteorologiche particolari. La Riserva è caratterizzata anche dalla presenza di numerosi campi solcati, ovvero rocce calcaree affioranti modellate in varie forme dallo scorrimento delle acque meteoriche nel corso di decine di migliaia di anni. Gli affioramenti rocciosi sono caratterizzati da numerose scannellature, fori e vaschette di corrosione (kamenitze o Napfkarren) e sono spesso ingentiliti dalla presenza di licheni epilitici, come ad esempio Verrucaria marmorea.
Anche il carsismo ipogeo è ben rappresentato, con numerose grotte tra le quali la più nota è la Grotta dell'Elmo, così denominata in quanto nel corso della prima esplorazione, nel 1929, ai piedi del cono detritico venne trovato un elmo di bronzo risalente al IV-V secolo.

Picchio nero (Dryocopus martius)

Fauna

Dal punto di vista faunistico, la Riserva si distingue per la presenza di discrete popolazioni di Gatto selvatico, ma anche l'Orso e lo Sciacallo dorato sono stati segnalati più volte. Dal punto di vista avifaunistico, l'attuale fase di imboschimento spontaneo ha causato la regressione di specie tipiche degli ambienti aperti quali gli Alaudidi e favorito la presenza di alcuni rapaci quali l'Astore e lo Sparviere, nonché l'ingresso di specie legate di norma a boschi montani come il Picchio nero. E' regolare la presenza di Succiacapre, Gufo reale, Biancone, Falco pecchiaiolo, Averla piccola e Tottavilla. Tra i rettili va citata la presenza della Vipera dal corno e dell'Algiroide magnifico, che trova sul Carso il limite occidentale del suo areale. Le vasche di dissoluzione di maggiori dimensioni vengono utilizzate da Rospo comune e Tritone punteggiato come siti riproduttivi. La Riserva ospita anche specie entomologiche interessanti quali il Cervo volante ed il coleottero di importanza comunitaria Morimus funereus.

Centaurea rupestris

Vegetazione e flora

Dal punto di vista vegetazionale, l'area è per lo più coperta da boscaglia carsica a carpino nero e roverella, ma sono presenti anche boschi a rovere e cerro. Nel sito vi sono alcune aree a landa carsica piuttosto arida (ambienti di transizione tra il Carici humilis-Centaureetum rupestris e il Chrysopogono-Centaureetum cristatae). Fra le specie caratteristiche della landa carsica sono da ricordare Centaurea rupestris, Onosma helveticum ssp. fallax, Cytisus pseudoprocumbens, Genista sericea, Genista sylvestris, Euphrasia illyrica, Centaurea cristata ed Euphorbia fragifera, Crocus reticulatus, Potentilla tommasiniana e Gentiana tergestina. L'intenso incespugliamento della landa, fenomeno certamente negativo per la conservazione della biodiversità e provocato dall'abbandono negli ultimi decenni delle attività agricole tradizionali, ha reso tuttavia possibile la presenza di alcune specie rare di orlo e di mantello quali Rosa gallica e Trifolium ochroleucon.

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