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Riserva Speciale del Sacro Monte di Varallo

 

Va in restauro il Cristo di Gaudenzio della cappella del Pretorio

(Varallo, 19 Gen 11) Gli assidui visitatori del Monte si saranno accorti che da qualche giorno sono scomparse dalla scena della cappella di Cristo condotto al Pretorio (c. 32), in fondo alla Scala Santa, le statue principali: il Cristo flagellato trascinato con una corda da un manigoldo e il soldato che li segue. Cristo e il gaglioffo sono opera di Gaudenzio Ferrari e si datano all'incirca al 1510, la terza scultura è, invece, probabilmente opera di uno scultore lombardo, Andrea da Corbetta, che dovette scolpirla trenta-trentacinque anni più tardi, stando alla proposta di Casimiro De Biaggi che l'ha studiata recentemente.
Sono statue che hanno una storia complicata, che la dice lunga sull'organizzazione narrativa e amministrativa del Sacro Monte. Le figure di Gaudenzio sono nate per un'altra cappella, che illustrava nel primo '500 il mistero di Cristo legato e condotto al Calvario (era allora denominata Spogliazione delle vesti). Quando, nella grande riorganizzazione del racconto della vita di Cristo voluta dal vescovo Bascapè all'inizio del '600, venne allestita  la nuova cappella della Salita al Calvario (c. 36) con dipinti del Morazzone e statue del Tabacchetti, il vecchio 'mistero' risultò fuori posto e ripetitivo. Ma allora la conduzione del cantiere era attentissima agli aspetti economici, e non si buttava niente. Così il vescovo Volpi, nel 1628, ordinò che le statue dell'antica cappellina (Cristo flagellato tirato con una corda da un manigoldo), posta subito sotto il Calvario, in piazza della Basilica, venissero trasferite nel nuovo sacello di Cristo condotto al Pretorio per completare la scena che si stava allestendo in fondo alla Scala Santa, nel Palazzo di Pilato. La cappella più vecchia venne 'riciclata' e dedicata alla Pietà, completata dal gruppo di sculture di Giovanni d'Enrico che la occupa ancora oggi.
La terza statua che va in restauro, il soldato, venne trasferita, secondo la stessa logica e in analoghe circostanze, dalla precedente cappella dedicata alla Cattura, finanziata a metà '500 circa dal governatore spagnolo di Milano, don Alfonso d'Avalos, e portata nella nuova cappella dedicata a questo mistero, completata nel 1619, posta in una diversa zona del Monte, sotto la galleria fra le due piazze, dove è visibile ancora oggi (c. 23).
Il restauro delle tre statue è finanziato dalla Fondazione della Cassa di Risparmio di Vercelli che, dopo averci aiutato a restaurare la cappella della Pietà, ha voluto completare il lavoro con le antiche statue che la corredavano nel '500. Il lavoro verrà eseguito da Eugenio Gritti, rinomato restauratore di statue lignee, a cui si deve anche il restauro del gruppo della Pietra dell'Unzione, proveniente dal Sacro Monte, ma esposto in Pinacoteca a Varallo. Le sculture, oltre ad essere coperte da una secolare coltre di sporcizia, presentano sollevamenti di colore, fessure nel legno e parziali cedimenti alla base.
E così, concluso nel 2010 il restauro delle quattro cappelle di Betlemme, una delle più alte testimonianze dell'attività di Gaudenzio Ferrari al Sacro Monte, nel quale sono state investite ingenti risorse fornite dalla Compagnia di San Paolo (e in parte dalla Regione Piemonte), il lavoro della  Riserva regionale continua nel 2011, seppure con finanziamenti più limitati.
La facciata della cappella di Cristo condotto al Pretorio
La facciata della cappella di Cristo condotto al Pretorio
Cristo e il manigoldo
Cristo e il manigoldo
Il soldato
Il soldato
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