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Centro faunistico Uomini e Lupi

Centro faunistico Uomini e Lupi
Centro faunistico Uomini e Lupi
Il laboratorio fotografico di Caterina
La sala della casa di Caterina
Il rifugio
La torretta di avvistamento nell'area faunistica


Libri e guide
 
 

Il primo delle Alpi italiane interamente dedicato al lupo


Strada provinciale per San Giacomo, 3 - località Casermette
12010 Entracque (CN)

Comune: Entracque Regione: Piemonte

Tel. 0171/978007
E-mail: info@parcoalpimarittime.it

Il lupo, grande carnivoro, è un tassello indispensabile nella catena alimentare che regola l'equilibrio di numerosi habitat naturali. In assenza di "nemici", il rischio è che le popolazioni di ungulati selvatici (cinghiali, caprioli, cervi, camosci) crescano eccessivamente. Il lupo rappresenta uno dei "fattori" di contenimento, e agisce in modo mirato: essendo un cacciatore selettivo, tende a prelevare in prima battuta capi malati o comunque più deboli.
Per l'uomo, "animale predatore" per eccellenza, il lupo ha sempre rappresentato un concorrente. Un rivale che nei secoli si è meritato grande rispetto, tanto da rientrare in un gran numero di miti e leggende, ma al contempo è stato oggetto di una caccia spietata, che in molte situazioni ha portato alla sua estinzione.

Così diversi eppure così simili: uomini e lupi possono convivere? Il Centro faunistico del Parco delle Alpi Marittime, prima ancora di fornire risposte, offre al visitatore - al giovane come all'adulto, a chi è completamente digiuno in materia come a chi per passione di fauna è già esperto - l'opportunità di approfondire la conoscenza dell'animale, del suo comportamento, e dunque di avere a disposizione tutti gli elementi necessari per costruirsi un'opinione documentata e consapevole.

Ma non c'è solo la divulgazione tra gli obiettivi perseguiti dal progetto "Uomini e Lupi". La sfida è anche quella di creare un'attrattiva che si ponga quale concreta alternativa a forme di turismo montano caratterizzate da un pesante impatto ambientale: si pensi ad esempio agli impianti di sci. Il lupo, che indubbiamente rappresenta per la pastorizia un problema, può rivelarsi per l'insieme dell'economia locale un'opportunità di non poco conto.

Il Centro faunistico Uomini e Lupi è costituto da due spazi espositivi, uno in Entracque paese l'altro in località Casermette, entrambi attrezzati con allestimenti multimediali. La visita delle due sezioni è indipendente e quindi si può iniziare con una o con l'altra. Il tempo necessario per vedere un centro è poco più di un'ora.

Il Centro faunistico Uomini e Lupi in località Casermette comprende un recinto di circa otto ettari al cui interno sono ospitati alcuni esemplari di Canis lupus italicus. Si tratta esclusivamente di animali che non potrebbero vivere in libertà: o perché vittima di gravi incidenti - quasi sempre un investimento stradale -, o in quanto già nati in condizioni di cattività.

Nel mezzo dell'area si alza una torretta di tre piani da cui è possibile osservare una larga porzione dello spazio recintato. Se in natura l'avvistamento di un lupo è evento quanto mai raro e fortuito, va sottolineato che anche all'interno del centro faunistico l'osservazione del lupo non è un evento scontato. Per altro, le probabilità crescono di molto negli orari in cui gli animali vengono alimentati, e in ogni caso tramite il supporto di telecamere è possibile entrare con maggior facilità in contatto visivo con i lupi.

Alla torretta si giunge attraverso un tunnel al cui interno si snoda un percorso di visita che presenta il lupo dal punto di vista naturalistico.


Ligabue, una storia vera

Nel tunnel in località Casermette, Caterina, appassionata di lupi che gira il mondo per fissarne con macchina fotografica e cinepresa le abitudini di vita, conduce il visitatore alla scoperta del pianeta lupo: caratteristiche, comportamento sociale, tecniche di caccia… Il tutto attraverso una serie di filmati proposti all'interno di cinque ambienti: il Laboratorio, la Biblioteca e la Cucina della casa della giovane artista, un Bosco, un Rifugio di montagna. Caterina è personaggio di fantasia; verissima è invece la storia che ci racconta, quella di Ligabue, giovane maschio che nel 2004 grazie a un radiocollare venne seguito giorno dopo giorno nei suoi spostamenti dall'Appennino parmense alle Alpi Marittime. Una vicenda affascinante che confermò le eccezionali doti di maratoneta della specie e fece luce su alcuni aspetti ancora poco indagati.

Dagli Appennini alle Alpi

Il lupo, dopo una lenta avanzata lungo i crinali dell'Appennino, agli inizi degli anni Novanta del secolo scorso è tornato a vivere stabilmente nelle Alpi Occidentali, territorio da cui era scomparso circa sessant'anni prima.

La sua ricomparsa, salutata con soddisfazione da studiosi e ambientalisti in quanto segno evidente di ritrovata "naturalità" e buona salute dell'arco alpino, ha creato problemi a una delle attività più intimamente legate alla montagna italiana, la pastorizia. Inoltre, le predazioni del lupo nei confronti di cinghiali, caprioli e altri selvatici hanno fatto sì che tra i cacciatori si sviluppasse un diffuso malumore.

Da subito è apparso chiaro che l'espansione territoriale di una specie che ha connessioni così strette con le attività umane andava seguita con attenzione e nel limite del possibile gestita. Un piano di intervento, mirato innanzitutto alla prevenzione delle predazioni sui domestici, non può che basarsi su una approfondita conoscenza della specie. Quanti sono i lupi e quanti i branchi? Come si muovono? Quali prede prediligono? Con quali sistemi di protezione è possibile contenere i danni a carico delle greggi in alpeggio? Per rispondere a queste e molte altre domande, nonché per giungere alla definizione di misure di intervento corrette ed efficaci, la Regione Piemonte ha sviluppato negli anni il "Progetto Lupo", coordinato dal Parco delle Alpi Marittime tramite un ristretto nucleo di ricercatori e veterinari.

Ogni anno questo progetto fornisce un quadro ben definito della situazione. Non solo rispetto alle dinamiche della popolazione - il lupo ha raggiunto nelle valli piemontesi una consistenza di cinquanta-sessanta esemplari, suddivisi in tredici-quattordici branchi - ma anche in riferimento agli attacchi sui domestici: un insieme di dati indispensabile per organizzare gli interventi di prevenzione e procedere con gli indennizzi agli allevatori.

Proprio grazie al "Progetto Lupo" nel tempo si è accumulata una massa di informazioni che oggi vengono messe a disposizione del pubblico, e in particolare delle scuole, nel grande Centro faunistico Uomini e Lupi di Entracque.

PDF Scarica il depliant (PDF - 917Kb)

Guarda il video di presentazione del Centro Uomini e Lupi

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