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Parco Naturale Regionale di Bracciano - Martignano

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L'Area Protetta

Carta d'identità

  • Superficie a terra (ha): 16.682,00
  • Regioni: Lazio
  • Province: Roma, Viterbo
  • Comuni: Anguillara Sabazia, Bassano Romano, Bracciano, Campagnano di Roma, Manziana, Monterosi, Oriolo Romano, Roma, Sutri, Trevignano Romano
  • Provv.ti istitutivi: LR 36 25.11.1999
  • Elenco Ufficiale AP: EUAP1079

Normative

 

 
Martignano

Il Parco

E' l'ultimo nato tra i parchi del Lazio, e ben rappresenta il tipico paesaggio vulcanico che si estende su gran parte della fascia collinare a nord della Capitale.
A cavallo delle province di Roma e Viterbo, comprende i due omonimi laghi - la cui superficie con seimila ettari complessivi copre da sola circa il 40% del parco - e la campagna adiacente. Quello di Bracciano, di gran lunga il più esteso, costituisce una riserva d'acqua di grande importanza per la città di Roma che se ne avvale in occasione di ogni emergenza. I laghi occupano il fondo di una conca legata all'attività dell'antico vulcano sabatino, che raggiunse il suo apice intorno a 400.000 anni fa. Una depressione ancora più marcata di quel che oggi appare allo sguardo, se è vero che la profondità delle acque di Bracciano arriva fino a 165 metri al di sotto della superficie.
La cintura di colline che circonda le sponde arricchisce la varietà del parco. Pascoli e coltivi disegnano una campagna ancora a misura d'uomo, in particolare in alcuni settori dell'area protetta come alla tenuta di Vicarello.
Nei boschi collinari l'albero più diffuso è il castagno, probabilmente introdotto dai romani, ma non mancano faggete d'alto fusto di grande bellezza come quelle di Oriolo e del monte Termine. L'ambiente più ricco però è naturalmente quello dei laghi; su quello di Bracciano vi affacciano direttamente i graziosi paesi di Trevignano, Bracciano ed Anguillara Sabazia, mentre a Martignano lo specchio d'acqua è immerso in una splendida solitudine tra i campi.

Altre informazioni

La Storia

Remotissima è la frequentazione umana del territorio sabatino. Sul fondo del Lago di Martignano è stato rinvenuto uno strumento di età clactoniana risalente a circa 300.000 anni fa.
Piccoli gruppi di cacciatori e raccoglitori utilizzarono le favorevoli condizioni naturali dei luoghi, come provano i recenti ritrovamenti di strumenti di selce del paleolitico medio e superiore.
In età neolitica (6.000 a.c.), si stabilì sulla costa sud est del Lago di Bracciano (il cui nome antico "Sabatino" è da ricondurre alla radice preindoeuropea "saba", "fossa") un piccolo gruppo di coloni che fondarono un villaggio in località "La Marmotta".

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La Fauna

Nel parlare di fauna occorre sottolineare come i laghi costituiscano sul piano faunistico l'elemento maggiormente caratterizzante, con presenze invernali di migliaia di uccelli acquatici, il cui numero è aumentato nettamente dopo l'estensione del divieto di caccia all'intero specchio d'acqua.
Prima infatti gli uccelli acquatici si concentravano quasi esclusivamente nell'ansa di Trevignano, denominata "Le Pantane", l'unica area preclusa alla caccia, mentre oggi è possibile osservare gruppi di anatre e folaghe un po' dovunque. Nel corso del 2000 e del 2001 sono stati superati i 10000 uccelli acquatici, soglia limite per la individuazione delle zone umide di importanza internazionale. Il complesso dei due laghi risulta nel Lazio inferiore solo al Parco naturale del Circeo per la presenza di uccelli acquatici svernanti.
Nel Parco, inoltre nonostante la vicinanza con Roma, sono ancora presenti aree ad elevata naturalità caratterizzate dalla presenza di un alto numero di specie.

Altre informazioni

La Flora

Il Parco di Bracciano-Martignano, inserito nel tipico contesto collinare vulcanico dell'Italia centrale, presenta una notevole varietà ambientale: da un lato legata alla ricchezza e varietà dei grandi ecosistemi d'acqua dolce, dall'altro alla presenza di una successione vegetazionale pressochè completa, che dalla macchia mediterranea si spinge sino alla faggeta.
Nonostante che l'altitudine minima e massima sia compresa tra i 163 metri s.l.m. (Arrone - Anguillara Sabazia) ed i 611 m (M.te Rocca Romana - Trevignano - Sutri), grazie al clima relativamente ricco di piogge ed umido ed ai fertili suoli vulcanici, incontriamo in rapida sequenza l'intera gamma delle foreste di latifoglie.
La presenza dei laghi e della vegetazione ripariale aggiunge ulteriore ricchezza alla varietà, determinata dall'integrazione tra la vegetazione naturale ed il mosaico dei coltivi. I boschi occupano circa 6.000 ettari, poco meno del 40% della superficie del parco.

Altre informazioni

La Geologia

Il distretto vulcanico sabatino entra in attività circa 600.000 anni fa, in corrispondenza di una vasta area pianeggiante delimitata ad ovest dai Monti della Tolfa e dai rilievi del complesso Cerite-Manziana, la cui attività si era appena esaurita e ad est dai rilievi sedimentari calcarei del Soratte e dei Monti Cornicolani.

Altre informazioni

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