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Uccisione, cattura e commercio illegale di uccelli. Prospettive per lo sviluppo di un Piano d'Azione Nazionale

Workshop tecnico a Porto Viro (RO), 9/10 giugno 2016

(Ariano Polesine, 25 Mag 16) L'uccisione, la cattura ed il commercio illegale di uccelli costituiscono motivo di forte preoccupazione per la conservazione delle popolazioni di molte specie a livello globale. Tale preoccupazione è particolarmente avvertita nell'ambito del bacino del Mediterraneo, dove milioni di uccelli transitano e sostano durante le migrazioni. Già da diversi anni la Convenzione di Berna e la Convenzione di Bonn stanno acquisendo informazioni al riguardo e stanno sviluppando sinergie a livello internazionale per migliorare il contrasto a queste pratiche illegali.

Peraltro, nei confronti dell'Italia è stato aperto il caso Etl-Pilot 5283/2013/ENVI per Uccisione, cattura e commercio illegale di uccelli; tale procedimento è tuttora in corso e in assenza di adeguate risposte è verosimile che venga aperta sul tema una nuova Procedura d'Infrazione.

L'Italia è interessata da importanti rotte di migrazione dell'avifauna che determinano imponenti concentrazioni di uccelli in periodi ed in ambiti territoriali relativamente circoscritti (ad esempio in corrispondenza di particolari punti quali stretti, promontori, piccole isole o valichi montani). Nel quadro di questa situazione, i reati contro l'avifauna si manifestano in forme diverse: si va dalla cattura di Passeriformi nelle valli prealpine, all'uccisione di rapaci in migrazione sullo Stretto di Messina, all'abbattimento illegale di uccelli acquatici nelle zone umide italiane. La notevole molteplicità di attività illegali condotte nei confronti dell'avifauna rende molto complesso descrivere il fenomeno, quantificare il numero di persone coinvolte e di uccelli prelevati annualmente e soprattutto esercitare azioni efficaci di contrasto sia attraverso la prevenzione e repressione dei reati, sia mediante campagne di sensibilizzazione.

Il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM) è impegnato affinché le attività di contrasto al bracconaggio divengano sempre più efficaci, nel più vasto contesto offerto dalle iniziative promosse per l'implementazione del Piano di Tunisi (Tunis Action Pian 2013-2020 for the eradication of illegal killing, trapping and trade of wild birds) della Convenzione di Berna e dalla Task Force mediterranea della Convenzione di Bonn.

AGENDA
Giovedì 9 giugno 2016
NON APERTO AL PUBBLICO - RISERVATO AL GRUPPO DI LAVORO, SOLO SU INVITO

Ore 14.00: registrazione dei partecipanti

Apertura dei lavori:
14.30-15.00: Introduzione al Piano d'Azione

15.00 - 19.30: Analisi delle principali tipologie di illeciti e discussione circa le azioni da intraprendere
- Catture con mezzi vietati
- Prelievo ai nidi

16.30 - 17.00: Pausa caffè

- Abbattimento con armi da fuoco
- Avvelenamento
- Importazione

Venerdì 10 giugno 2016
APERTO AL PUBBLICO
8.30 - 10.30: Sintesi dei lavori: verso un Piano d'Azione Nazionale e definizione delle azioni prioritarie

10.30 - 11.00: Pausa caffè

11.00 - 13.00: Presentazione pubblica delle iniziative per contrastare il bracconaggio
Interverranno:

  • Fernando Spina - Dirigente di Ricerca ISPRA
  • Mauro Giovanni Viti - Commissario Straordinario del Parco Regionale Veneto del Delta del Po
  • Stefano Laporta - Direttore Generale ISPRA
  • Maria Carmela Giarratano - Direttore Generale del Dipartimento Protezione Natura del MATTM
  • Cristiano Corazzari - Assessore Regionale ai Parchi e Biodiversità
  • Barbara Degani - Sottosegretario del Ministero dell'Ambiente
 
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