Lo Statuto del Consorzio (PDF - 160Kb)
Il Parco delle Groane è una area protetta regionale che si estende per
oltre 3.400 ettari all'interno della grande metropoli nord milanese.
Tra case, palazzi e industrie sopravvivono, protetti, gli ultimi boschi
di grandi querce e svettanti pini silvestri; vaste lande di brughiera
si colorano dell'intensa fioritura della calluna a fine estate; vecchie
rovine di fornaci segnano il paesaggio con il loro muri i mattoni;
antiche ville patrizie segnano con i loro giardini il paesaggio di un
tempo che fu.
Il Parco Regionale è stato istituito nel 1976, per
forte volontà dei Comuni e della Regione Lombardia, e dal 1984 dispone
di un piano territoriale che disciplina l'uso delle aree, in armonia
fra conservazione della natura, agricoltura e turismo. Le riserve
naturali che vi sono incluse rappresentano siti di interesse
comunitario. Tutto questo dentro la città, fra il brulicare del
traffico e delle attività in continuo fermento.
Il Parco delle Groane è gestito da un Consorzio fra i Comuni e la
Provincia di Milano. Il Consorzio acquista i terreni del Parco,
rimboschisce le aree nude, migliora i boschi, tutela la natura. In
questo ambiente scampato alla urbanizzazione, il Consorzio Parco Groane
ha realizzato una rete di piste ciclabili, che consentono di immergersi
nel verde, senza allontanarsi dalla città.
Il Parco delle Groane occupa il più continuo ed importante terreno semi
naturale dell'alta pianura lombarda a nord ovest di Milano.
Si tratta
di un territorio di brughiera di peculiare interesse geologico,
costituito da ripiani argillosi "ferrettizzati" che determinano una
specificità ambientale e floristica.
Le quercete
Sono i boschi più maturi del parco,
con le loro possenti farnie e roveri, a cui si alternano le betulle,
gli aceri, i carpini bianchi, e negli angoli più freschi, i frassini,
qui vive la fauna più interessante: la volpe, lo scoiattolo, il picchio
rosso maggiore, il ghiro, il gheppio, il gufo comune e tanti altri
animali, che, con pazienza e tranquillità, si potranno vedere.
Le brughiere
Sono vaste praterie,
caratterizzate da un piccolo arbusto, il brugo o calluna, un'erica che
a fine agosto esplode in rigogliose fioriture rosate; assieme ad essa
si trovano splendidi fiori come la genziana pneumonante i il ranuncolo,
il raro salice rosmarinifoglia, giovani betulle e, nei ristagni
d'acqua, acuminati giunchi e la elegante tifa. Nel Parco sopravvivono
le ultime brughiere del milanese, a Castellazzo, nei Boschi di Cesate,
a Cà del Re e all'Altipiano di Seveso.
Le pinete
Sono radi boschi di pino silvestre, soprattutto a Cesate, impiantati
dai forestali del XVIII secolo: i tecnici di MariaTeresa d'Austria
speravano di riuscire a dominare il difficile terreno argilloso con
questa specie frugale e rustica.
Di fatto la pineta ha attecchito ma vive in condizioni estreme di
areale, e le piante oltre i vent'anni non si sviluppano più, e col
tempo finiscono con i deperire. Gradatamente, al loro posto si insedia
il bosco di querce.
I boschi del Parco sono popolati da numerosi mammiferi e uccelli, alcuni anche rari.
Con pazienza, si può scorgere lo scoiattolo, la donnola, la volpe; e
poi il picchio rosso maggiore quello verde, l'upupa, le cince, i
fringuelli, l'airone cenerino, il raro tarabusino; tra i rapaci diurni
è comune la poiana e il gheppio, mentre nidifica il raro falco
pecchiaiolo.
Di notte il parco è territorio del gufo comune,
dell'allocco e dell civette. Nelle polle d'acqua numerosi e pregiati
sono gli anfibi: la rana di lataste, la rana dalmatina e quella verde,
il raro tritone crestato.
Substratro geologico
L'origine delle Groane, come di tutta la pianura Padana, risale all'ultima era geologica - la neozoica o quaternaria.
Nell'era terziaria, infatti, tutta la Padania era ricoperta dalle
acque. L'era quaternaria è stata poi divisa in due periodi: uno più
antico, il pleistocene, detto diluvium ed uno più recente, l'olocene,
detto alluvium che si protrae fino ai nostri giorni.
Le loro origini risalgono in genere ai primi decenni del XVII secolo, epoca di massima fioritura delle dimore gentilizie extraurbane, che, studiate per potersi armonizzare nel paesaggio circostante, diventano meta di ritrovi campestri e di battute di caccia, principali svaghi dell'aristocrazia lombarda.
Le Groane sono un territorio di brughiera di particolare interesse geologico, costituito da ripiani argillosi "ferrettizzati" che rendono l'ambiente assai particolare. Deve il suo nome, probabilmente, proprio al suo terreno duro e poco coltivabile, formatosi durante l'epoca preistorica quando il vento depose il "loess", una sorta di manto di parecchi metri di spessore composto di argilla, sabbia, silt (materiale detritico).