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L'Area Protetta

Carta d'identità

  • Superficie a terra (ha): 335,43
  • Quota minima (m): 230
  • Regioni: Piemonte
  • Province: Torino
  • Comuni: Candia Canavese, Mazzè, Vische
  • Provv.ti istitutivi: LR 19 29/06/2009
  • Elenco Ufficiale AP: EUAP1059

Il Lago di Candia è tra le più importanti zone umide del Piemonte perché ospita numerosi uccelli acquatici e una ricca flora idrofila, fra cui alcune specie ormai rare: ciò ha consentito di inserire il Parco nella lista dei biotopi della Regione Piemonte e di classificarlo, ai sensi della direttiva Habitat dell'Unione Europea, come Sito di Importanza Comunitaria; inoltre sono state attivate le procedure per l'inserimento del Lago di Candia nella lista delle aree umide protette ai sensi della Convenzione di Ramsar.

 

 
Picchio nero

L'origine e le caratteristiche del lago

Circa 1.700.000 anni fa, in un'epoca geologica nota come Pleistocene, il clima del nostro pianeta iniziò a diventare più rigido: il livello del mare si abbassò di parecchi metri, anche a causa dell'orogenesi alpina, e le valli montane furono invase da possenti ghiacciai. Uno di questi copriva interamente la Valle d'Aosta e si spingeva verso la pianura piemontese per decine di chilometri. L'azione erosiva svolta dal ghiacciaio nel suo movimento verso Sud accumulò imponenti quantità di detriti lungo i margini frontali e laterali del ghiacciaio stesso e scavò numerose depressioni nella pianura.
Quando la temperatura del pianeta si innalzò nuovamente, il ghiacciaio valdostano si ritirò gradualmente verso Nord e lasciò in vista i bacini del Lago di Candia, di Viverone e di numerosi altri specchi d'acqua del Canavese, circondati dalla cinta di colline che oggi prendono il nome di anfiteatro morenico di Ivrea.
Attualmente il Lago di Candia si trova ad una quota di 226 metri sul livello del mare, ha una superficie di 1,52 kmq ed un perimetro di 5,5 km. La profondità media è di 4,7 metri, quella massima di 7,7 metri. Il lago non è alimentato da corsi d'acqua immissari ma da alcune sorgenti sommerse situate lungo la costa meridionale: ciò fa sì che il tempo di ricambio delle acque sia relativamente lento e stimato attorno ai 6-7 anni.

La Flora

La flora presente nel Parco è rappresentata da 425 specie, la metà delle quali è strettamente legata agli ambienti lacustri e palustri. Camminando lungo le sponde del lago potrete osservare fioriture di diversi colori: le bianche ninfee (Nymphaea alba) e i gialli nannufari (Nuphar luteum), insieme ai limnantemi (Nymphoides peltata, vedi foto), spiccano sul verde della castagna d'acqua (Trapa natans), che da alcuni anni è oggetto di interventi di gestione volti a ridurne l'espansione e a limitare gli apporti di elementi nutritivi al lago.
Inoltrandovi nell'area della Paluetta potrete invece scorgere, tra i cespi di carici (Carex elata) e gli iris palustri (Iris pseudacorus), alcune specie rare quali il trifoglio fibrino (Menyanthes trifoliata), l'utricularia (Utricularia vulgaris), la potentilla palustre (Comarum palustre) e la violetta d'acqua (Hottonia palustris).

Airone rosso
Airone cenerino

L'Avifauna

Dal punto di vista faunistico la ricchezza maggiore è sicuramente rappresentata dall'avifauna: il lago di Candia è un importante luogo di sosta per gli uccelli svernanti e di passo e numerose sono le segnalazioni storiche di specie accidentali quali il pellicano (Pelecanus onocrotalus), il gobbo rugginoso (Oxyura leucocephala), l'orchetto marino (Melanitta nigra), lo smeriglio (Falco columbarius), la pittima reale (Limosa limosa) e la pittima minore (Limosa lapponica), il piro-piro boschereccio (Tringa glareola) e molte altre.
La presenza all'interno del Parco di due stazioni di inanellamento, di cui una attiva fin dal 1998, ha consentito di approfondire nel dettaglio lo studio delle popolazioni ornitiche strettamente legate all'acqua e al canneto spondale: tra le specie di elevato pregio naturalistico, poiché rare sul territorio regionale e nazionale, ricordiamo l'airone bianco maggiore (Egretta alba) e l'airone rosso (Ardea purpurea), il tarabuso (Botaurus stellaris) ed il tarabusino (Ixobrychus minutus), la moretta (Aythya fuligula), il moriglione (Aythya ferina), il codone (Anas acuta), la canapiglia (Anas strepera), il mestolone (Anas clipeata), la cannaiola verdognola (Acrocephalus palustris) e il migliarino di palude (Emberiza schoeniclus).

I dati relativi agli studi ornitologici condotti (inanellati circa 15.000 esemplari) sono raccolti nella pubblicazione "L'avifauna del Parco naturale provinciale del Lago di Candia - un lago sulla rotta sud-occidentale" di L.Biddau e G. Cattaneo. Accanto alle schede che descrivono nel dettaglio l'areale riproduttivo, lo svernamento, la migrazione, lo status di conservazione europeo, la situazione italiana e piemontese, la diffusione nel Parco e l'ecologia di 55 specie di uccelli osservate in modo continuativo al lago di Candia troverete i risultati dei censimenti condotti e una specifica sezione dedicata ai passeriformi che nidificano nel canneto.
La pubblicazione può essere richiesta contattando l'Ente Parco al numero 011/8615254

La pesca e l'ittofauna

Poche e vaghe sono le notizie storiche sulla fauna ittica e la produttività del Lago di Candia. Per certo sappiamo che, fino agli inizi del secolo scorso, grazie all'esistenza di diritti di uso civico per l'esercizio della pesca professionale, la pesca era ancora l'unica fonte di sostentamento per una quarantina di famiglie locali: gli strumenti con cui veniva praticata erano le tradizionali reti, i bertovelli e le antanelle, e il pescato in eccesso veniva venduto sui mercati vicini.
Le specie autoctone, cioè originarie del lago o introdotte in epoche remote, sono la carpa (Cyprinus carpio), la tinca (Tinca tinca), la scardola (Scardinius erythrophthalmus), l'anguilla (Anguilla anguilla) e il luccio (Esox lucius); tra le specie alloctone, provenienti da altre località ed immesse di recente nel lago, troviamo invece il persico trota (Micropterus salmoides), il persico reale (Perca fluviatilis), il persico sole (Lepomis gibbosus) e il pesce gatto (Ictalurus melas) il carassio (Carassius carassiis).
Con Delibera del Consiglio Comunale n.19 del 22 febbraio 2011, il Comune di Candia ha approvato il nuovo regolamento di pesca, frutto di un lavoro congiunto tra Camune, Ente Parco, Provincia di Torino e Consulta pesca di Candia.
L'esercizio della pesca è attuato secondo il presente regolamento in virtù del diritto di uso civico di pesca di cui è titolare il Comune di Candia Canavese e nel rispetto delle esigenze di conservazione dell'habitat naturale in cui è inserito il lago, habitat che è stato riconosciuto patrimonio naturale europeo per cui è necessario adottare misure a livello comunitario per la loro conservazione.

Reintroduzione del luccio (Esox lucius) nel Lago di Candia
Il luccio (Esox lucius) è una specie ittica autoctona del bacino del Lago di Candia. Nell'ultimo decennio la sua presenza si era fatta sempre più sporadica, riducendosi ad un numero esiguo di individui, da non consentire il ristabilirsi di una popolazione numericamente adeguata. Le cause della quasi scomparsa del luccio sono state attribuite alla elevata pressione di pesca e alla degradazione degli habitat (pervietà dei canali che collegano il lago alla palude).
L'assenza del luccio nel Lago di Candia  sarebbe stato  un elemento negativo dal punto di vista ambientale sia perché specie ittica di pregio faunistico (specie autoctona) sia perché importante anello della catena trofica lacustre (predatore terminale).
Così nel 2009 nasce, per volontà dell'Ente Parco il progetto di "reintroduzione del luccio autocnono nel lago di Candia", mediante la realizzazione di un incubatore artificiale che viene posizionato presso il "centro Visite".
Lo scopo di questo progetto, è quello di ripopolare il Lago di Candia, i canali e la palude con un numero congruo di larve o giovanili (5-7 cm) di luccio ai fini di ricostituire uno stock adeguato. Allorchè lo stock sarà recuperato sarà opportuno rallentare l'attività ittiogenica e attuare misure di controllo e gestione del prelievo per mantenere lo stock a lago.
Il progetto si svilupperà secondo le seguenti azioni:

  1. recupero dei riproduttori dalle acque del bacino del Lago di Candia
  2. stabulazione dei riproduttori in zone adeguate, dove possano essere seguiti fino alla maturazione delle gonadi
  3. riproduzione artificiale (spremitura) e svezzamento delle larve di luccio
  4. immissione delle larve o dei giovanili nelle acque del lago.

Per favorire il ripopolamento di lucci, la Provincia di Torino (su indicazione dell'Ente Parco) con atto di Giunta ha vietato la pesca del luccio nel lago di Candia per gli anni 2011 e 2012.
Il Progetto di ripopolamento è costantemente monitorato da tecnici del Servizio "Tutela flora e fauna" della Provincia di Torino, con l'ausilio del personale dell'Ente Parco e da alcuni pescatori.

La gestione faunistica

Il rospodotto

Dal 2003 i rospi e le rane di Candia hanno uno strumento sicuro per evitare di essere decimati dalle automobili in corsa. Il rospodotto provvisorio, allestito per la prima volta nella primavera del 2002, è divenuto definitivo: non si tratta più di una semplice barriera plastica per impedire l'attraversamento della strada ma di un vero e proprio sottopassaggio. Al di sotto della sede stradale della Provinciale 84 che collega Candia a Vische sono difatti stati posizionati due tubi di cemento del diametro di 40 cm che consentono agli animali di migrare dalla collina di Caluso, dove abitualmente si rifugiano, alle sponde del lago di Candia, la cui acqua è indispensabile per la riproduzione degli anfibi. Lungo il tratto stradale interessato dall'attraversamento degli anfibi sono state collocate, su entrambi i lati delle carreggiate, per una lunghezza di circa 400 metri, delle barriere costituite da teli plastici (tipo quelli che si utilizzano per la pacciamatura) opportunamente fissati a paletti di legno e interrati di una decina di centimetri. Inoltre all'imbocco dei sottopassi i teli sono sistemati in modo da creare un invito ad imbuto che facilita agli animali l'ingresso nel tubo.
Le ultime tre campagne di salvataggio degli Anfibi (2005, 2006 e 2007) sono state condotte dall'Ente Parco in collaborazione con Legambiente ed altre associazioni ambientaliste. I risultati delle operazioni effettuate possono essere qui visionati.

Risultati delle campagne

Il progetto scoiattolo

Al termine del 2003 l'Ente Parco ha aderito al Progetto Scoiattolo proposto dal Dipartimento Valorizzazione e Protezione delle Risorse Agroforestali dell'Università di Torino e dalla Regione Piemonte. Lo scopo del progetto è il monitoraggio dello scoiattolo comune (Sciurus vulgaris) e, dove presente, dello scoiattolo grigio americano (Sciurus carolinensis) al fine di verificare la consistenza delle popolazioni nelle diverse tipologie forestali e predisporre un Piano d'Azione per la conservazione della specie autoctona.
Lo studio, ormai giunto al terzo anno di vita, viene condotto utilizzando una tecnica non invasiva che consente di valutare la presenza sul territorio delle due specie di scoiattoli (e, potenzialmente, di altri piccoli roditori): lungo un percorso ( in gergo tecnico definito transetto) sono state allestite 30 postazioni (definite hair-tube) costituite da un tubo in materiale plastico, fissato ad una pianta. Su entrambe le estremità del tubo sono fissate delle placchette, anch'esse di plastica, rivestite con nastro bi-adesivo. Gli animali, attratti dall'esca alimentare con cui il tubo è foraggiato, entrano nel tubo stesso, lasciando così alcuni peli, in genere della coda, sulla placchetta adesiva. Ogni due settimane le placchette vengono sostituite ed osservate al microscopio: l'analisi dei peli consente di determinare a quale specie animale appartengono.

Risultati del progetto scoiattolo
Il progetto ha coinvolto le aree protette piemontesi e altri enti con competenza territoriale e consentirà di creare una rete in grado di agire in futuro come "centro per la salvaguardia dello scoiattolo rosso".

I contenimenti numerici

Le attività di controllo numerico delle popolazioni animali aumentate in maniera anomala sul territorio del Parco e causa di gravi danni al patrimonio floristico e faunistico continuano dal 2000 in maniera sistematica. In particolare, In accordo con la Facoltà di Veterinaria dell'Università di Torino e con il CNR - Istituto per lo studio degli ecosistemi di Pallanza - e con l'autorizzazione dell'I.N.F.S., si procede alla cattura di nutrie, cinghiali e corvidi.

  • Cinghiali - Il controllo selettivo dei cinghiali è effettuato di norma mediante gabbie a scatto affidate ai coltivatori della zona e, nel caso lo si ritenga opportuno, anche mediante battute selettive effettuate dal personale di vigilanza del Parco e da squadre di selecontrollori coordinate dal Servizio Tutela della Flora e della Fauna della Provincia di Torino.
  • Nutrie - per la cattura della nutria sono utilizzate apposite gabbie galleggianti che vengono aperte dal personale di vigilanza del Parco: gli animali catturati vengono consegnati, a titolo di donazione, al Dipartimento di Patologia Animale della Facoltà di Veterinaria dell'Università di Torino, che effettua le necessarie indagini sanitarie.
  • Corvidi - La cattura di gazze e cornacchie grigie si è resa necessaria vista l'alta predazione di questi sulle uova e sui pulcini degli anatidi che frequentano il lago. Gli uccelli sono catturati usando particolari gabbie, dette "letter box", sorvegliate direttamente dal personale di vigilanza del Parco. Gli animali catturati vengono immediatamente soppressi e consegnati alla Sardigna Municipale di Torino che ne cura la distruzione.

I Dati delle Catture (.xls - 17Kb)
Le azioni intraprese proseguono tuttora al fine di conservare gli equilibri naturali fra le specie tipiche di una zona umida, qual è il Parco del Lago di Candia.

Il Progetto Life TRELAGHI

Dopo un lungo e complesso iter di valutazioni e verifiche, fra oltre 1000 progetti provenienti da tutti i paesi membri, la Commissione Europea ha approvato e parzialmente finanziato, nell'ambito del Programma LIFE Ambiente 2002, il progetto "TRELAGHI - interventi di riduzione dell'eutrofizzazione delle acque di tre piccoli laghi italiani". Il progetto, presentato in collaborazione con la Comunità Montana Val Cavallina (Provincia di Bergamo) e con la Comunità Montana n. 2 Su Sassu - Anglona - Gallura (Provincia di Sassari), si è proposto come strumento utile per raggiungere gli obiettivi di qualità delle acque previsti dalle direttive europee e recepiti dal decreto legislativo 152/99: gli obiettivi prefissati erano la riduzione dell'eutrofizzazione delle acque lacustri, anche attraverso l'impiego di tecnologie ecocompatibli, e l'eliminazione graduale degli apporti di fosfati e nitrati derivanti dalle attività agricole. In particolar modo il progetto ha consentito di realizzare, sul territorio del Parco del lago di Candia, i seguenti interventi:

  • 4 impianti di fitodepurazione per l'affinamento delle acque reflue del depuratore di Candia e di alcuni nuclei abitati
  • la micorizzazione, in luogo della concimazione chimica, per un periodo di tre anni, sull'intero bacino agrario afferente il lago
  • la rivitalizzazione della Palude del lago attraverso la realizzazione di nuovi canali e l'utilizzazione delle acque del Rio Bianisso
  • indagini condotte dal CNR sui fondali del Lago
  • campionamenti, analisi, verifiche e monitoraggi
  • formazione di operatori, insegnanti e studenti
  • la certificazione ambientale ISO 14001 e la registrazione EMAS dell'Ente Parco.

L'insieme delle azioni intraprese consentirà di migliorare la qualità delle acque del lago di Candia, riducendo soprattutto l'inquinamento da nitrati derivanti da fonti agricole, e di ripristinare habitat in via d'estinzione, quali le paludi, indispensabili per la sopravvivenza di una flora ed una fauna estremamente specializzate.

Per approfondimenti si rimanda al sito ufficiale del progetto: www.life.trelaghi.it

Il canottaggio e gli altri sport nel Parco

La storia del canottaggio sul Lago di Candia iniziò nel lontano 1893: il punto di riferimento per la prima regata disputata sulle acque del piccolo specchio d'acqua fu lo chalet del Cavalier Frisetti, che allora era l'unica costruzione presente sulle rive del lago. Oggi lo Chalet è ancora lì, ma è stato affiancato da alcune altre costruzioni, tra la quali la struttura comunale  che ospita la sede del Parco, l'attività commerciale "Al Cantun del lago" e la Società sportiva "Lago di Candia sport" al cui interno opera la nuova Società di canottaggio "2010 canottieri Candia".
Ogni anno si disputano gare di canottaggio regionali e internazionali e a maggio del 2011 si sono disputati i campionati Italiani Universitari di canottaggio e canoa.
Il Triathlon ha una storia più recente, ma è comunque presente dal 1995 con gare a carattere internazionale e  si sono anche disputate gare per l'assegnazione del titolo italiano (2009, 2011 ). Mountain bike  e corse campestri  sono le altre manifestazioni sportive che annualmente coinvolgono centinaia di atleti.
Dal 2011 è presente anche il "fitwalking" camminata e corsa  non competitiva rivolta a tutti.

Le finalità del Parco ed il Piano d'Area

Gli obiettivi che il Parco si propone di raggiungere sono la tutela delle caratteristiche naturali, paesaggistiche e storiche del territorio, la riduzione delle cause di inquinamento e la promozione del territorio a fini didattico - ricreativi ed economici.
Il Piano d'Area, adottato dal Consiglio Direttivo dell'Ente di Gestione nel febbraio del 2002, consentirà di intervenire sul territorio realizzando una serie di interventi prioritari tra cui:

  • la conservazione e la gestione del canneto: è prevista l'acquisizione di nuove fasce di terreno spondale per la tutela del canneto ed il taglio annuale delle sue parti secche, così da limitare l'apporto di elementi nutritivi alle acque del lago;

  • lo sviluppo di un'agricoltura eco-compatibile: il progetto Amicofungo, già avviato da alcuni anni, sperimenta l'utilizzo di sistemi innovativi di fertilizzazione che consentono di ridurre i carichi di azoto e fosforo che raggiungono il lago. Il Parco inoltre si propone di creare nel prossimo futuro un marchio di qualità da attribuire ai prodotti biologici e di organizzare eventi e attività volti ad incentivare le economie locali;

  • la tutela delle piante acquatiche: la raccolta parziale della castagna d'acqua ed il controllo della popolazione di nutrie consentiranno l'espansione dei popolamenti di piante sommerse e galleggianti;

  • la valorizzazione della Paluetta: il dragaggio periodico dei canali e dei laghetti in essa presenti ne rallenteranno il naturale interramento e favorirà la riproduzione e l'accrescimento di alcune specie ittiche particolarmente pregiate;

  • il ripristino ecologico - naturalistico della Palude: il progetto, attraverso interventi di ingegneria idraulica, consentirà di ricreare il tipico habitat palustre, ormai scomparso da più di 70 anni;

  • il recupero naturalistico della fascia retrospondale: l'espansione di aree boscate, di colture agricole differenziate e di prati umidi, oggi quasi scomparsi dai terreni limitrofi al lago, permetterà di estendere la zona ecotonale di transizione tra l'acqua e la terraferma.
Foto di Guasco Veronica

L'Ente Parco

IL Parco Naturale del lago di Candia è il primo parco provinciale  istituito in Italia, con L.R. n. 25 del 1° marzo 1995.
Il Parco è un Ente di diritto pubblico.
Il consiglio Direttivo e così composto:
a) tre membri nominati dalla Provincia di Torino, di cui uno, qualificato in materia ambientale, su designazione del Comune di Candia.
b) due membri designati d'intesa tra i Sindaci dei Comuni territorialmente interessati, di cui uno del Comune di Candia; il C.D. resta in carica 5 anni.

Il Presidente è il Legale rappresentante dell'Ente; presiede il C.D. ed emana gli atti a lui espressamente demandati dalle Leggi o dallo Statuto.

Il Direttore dell'Ente  è anche Segretario del medesimo; a lui sono attribuiti i compiti di attuazione degli obiettivi e dei programmi definiti con gli atti di indirizzo adottati dal C.D.

La Fruizione e la promozione

Oggi il Parco del Lago di Candia ha finalmente i mezzi finanziari ed organizzativi e gli strumenti esecutivi per poter essere operativo. Gli sforzi degli anni passati hanno consentito di aumentare le possibilità di fruizione dell'area, secondo i principi di salvaguardia dell'ambiente naturale e di eco - compatibilità che sono alla base dell'istituzione del Parco.
All'ampia area attrezzata, dotata di parcheggio per le auto, posta in località Lido, è stato affiancato il nuovo Centro Visite, inaugurato il 25 maggio 2002, in occasione della Giornata Europea dei Parchi, e la nuova sede operativa del Parco, presso la Società Canottieri.
Nuovi sentieri natura e nuove piste ciclabili sono state realizzate. Una seconda stazione di inanellamento è stata realizzata lungo il sentiero che parte del Centro Visite e costeggia la Palude. Il nuovo impianto è costituito da 20 reti per un totale di 240 metri lineari, suddivise in 3 stazioni di cui una all'interno della Palude. L'attività di osservazione e inanellamento è agevolata dalla prsenza di due capanni di lavoro sistemati lungo il percorso. La vicinanza del Centro Visite, inoltre, consente di realizzare una vera e propria stazione didattica dove i ragazzi in visita al Parco possono facilmente prendere parte alle attività di ricerca degli ornitologi.
Le visite guidate possono poi concludersi con un piacevole giro in barca da cui ammirare il lago da una diversa prospettiva: l'imbarcazione a motore può ospitare fino a 18 persone ed è attrezzata per l'accoglienza dei disabili.
Inoltre, il progetto LIFE, ha consentito di realizzare nuovi sentieri che tagliano la palude in senso trasversale, consentendone una visita più agevole, ed ulteriori zone allagate che piano piano vengono colonizzate da fauna e flora acquatiche, portando alla creazione di nuovi ecosistemi umidi.
Nei prossimi mesi sarà realizzata una passerella sospesa che, attraversando la palude, consentirà ai visitatori di conoscere un habitat spesso trascurato e di godere di una bella visuale sul lago.
Per quanto riguarda le attività promozionali per la diffusione della conoscenza del Parco e degli ecosistemi che ospita, l'Ente di Gestione partecipa attivamente a manifestazioni fieristiche, organizza convegni e seminari di studio, provvede alla realizzazione di materiale divulgativo e scientifico quali cartine, opuscoli informativi, articoli e pubblicazioni di argomento tecnico - naturalistico, nonché gadgets quali cappellini con il logo del parco e magliette raffigurante elementi caratteristici della natura del Parco (tinca, rospo, airone rosso e ninfea).

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