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Uva Moscato di Alessandria (rraçína zibíbbo)

Uva Moscato di Alessandria (rraçína zibíbbo)
Uva zibíbbo

La coltivazione della vite ad alberello di Pantelleria rappresenta una tipologia tradizionale di allevamento della vite ancora presente oggi sull'isola, che si è meritata nel 2014 il riconoscimento di patrimonio immateriale dell'umanità da parte dell'UNESCO. La coltivazione è basata sulla creazione di buche di terreno profonde circa 20 centimetri nelle quali il vigneto prende forma di piccoli alberelli all'interno di queste conche, al fine di poter carpire le scarse risorse idriche presenti nel terreno e ripararsi dal clima ventoso, tipico dell'isola. Le viti ad alberello, insieme ai terrazzamenti, ai muretti a secco, ai giardini arabi, ai dammúsi definiscono il paesaggio più autentico di Pantelleria rispecchiando una tradizione secolare fatta di fatica fisica e di cura costante.

La cultivar tipica dell'isola è lo zibíbbo (moscato d'Alessandria), caratterizzato da elevata concentrazione zuccherina e grande ricchezza aromatica che deriva dalla maturazione sotto il cocente sole estivo dell'isola.
Capo Zebib sembra sia il luogo di origine, di fronte Pantelleria in Africa, che rimanda ad un'importazione araba. Le fonti, a tal proposito, sono il Mendolia. Altre fonti, il Salomon, individuano l'origine in Alessandria d'Egitto da dove il nome di Moscato d'Alessandria.
Il Cupani per primo cita lo Zibibbo di Sicilia nell'anno 1696, ma c'era chi molto prima sottolineava il fatto che gli arabi chiamassero tale tipo di vite Zibibi. Il Nicosia vede nel Moscato d'Alessandria una varietà di vite ideale per le pergole (1735).
Se nell'Ottocento lo Zibibbo era diffuso a Pantelleria. fu di certo il Novecento a sancire l'exploit. Infatti è di questo periodo una produzione di poco inferiore agli 80.000 q di uva e poco meno di 15.000 hl di vino moscato (Scarponi). Tale cultivar tuttora continua ad essere la prima nella realizzazione di nuovi impianti.
Il contadino pantesco ricava dallo zibibbo il moscato di Pantelleria, un vino DOC (decreto del 27/09/2000, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 16/10/2000 n. 234). Il Moscato di Pantelleria è vinificato con uve Zibibbo in genere di vendemmia tardiva; dopo la pigiatura il mosto è lasciato brevemente macerare sulle bucce perché si arricchisca di aromi ed è poi fatto fermentare senza residui solidi. È prodotto anche nelle versioni Dorato, Spumante e Liquoroso. Molto conosciuta è la versione passita, il Moscato Passito di Pantelleria o Passito di Pantelleria, vinificato con uve Zibibbo fatte appassire sulla pianta o, dopo la raccolta, su graticci. Il vino presenta una gradazione alcolica complessiva non inferiore al 20%. Il Passito è inoltre prodotto in versione liquorosa con l'aggiunta di alcol etilico o acquavite di Moscato e dotato di una gradazione alcolica minima complessiva del 22%.
Come tutti i moscati, il prodotto pantesco ha aromi tipici di moscato, dovuti principalmente a alcuni terpeni, di cui il linalolo è in questo vino il maggior rappresentante.

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