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L'Area Protetta

Carta d'identità

  • Superficie a terra (ha): 6.560,00
  • Quota massima (m): 836
  • Regioni: Sicilia
  • Province: Trapani
  • Comuni: Pantelleria
  • Provv.ti istitutivi: DPR 28/07/2016 - L. n. 222 29/11/2007

 

 

Il paesaggio di Pantelleria

Il paesaggio di Pantelleria presenta un unicum speciale: esso è formato dalla fusione fra l'ambiente naturale e l'ambiente antropico, agricolo e tradizionale. Entrambi nascono e si sviluppano dal connubio fra elementi meridionali (africani) e settentrionali (europei), con la decisa dominanza dei primi.
Non solo Natura, ma anche cultura agricola tradizionale, ricca di elementi che rendono l'isola altro rispetto alle vicine influenze africana ed europea. Basti pensare ai numerosi endemismi, soprattutto nelle piante e negli insetti (fra i gruppi zoologici meglio noti per l'isola). Tali endemismi sono neogenici, cioè di recente evoluzione, avvenuta in maniera esclusiva sull'isola. Il loro differenziamento relativamente recente può essere ricondotto alla colonizzazione casuale di specie africane ed europee che nell'isola hanno trovato un luogo ideale per la sopravvivenza, mentre le particolari condizioni ambientali ne hanno modellato il corredo genetico facendole divenire nuove specie o sottospecie o varietà esclusive dell'isola.

Vegetazione
Vegetazione

La Flora Pantesca

La vegetazione di Pantelleria si presenta decisamente complessa, in confronto con le altre isole circumsiciliane. Dal livello del mare fino a 250 m di altitudine si trova la macchia bassa o gariga riferibile alla comunità del Periploco-Euphorbietum aspalathoidis; oltre si rinviene una vegetazione arbustiva-arborea con pinete a Pinus pinaster e P. halepensis, miste a Quercus ilex, che si inquadra nell'associazione Pino-Genistetum aspalathoidis, cui partecipano diverse specie fra le quali Erica spp., Rosmarinus officinalis, Cistus spp., Calycotome villosa e Genistha aspalathoides. A quote superiori ai 500 m e nelle valli si trovano boschetti puri di Q. ilex. La vegetazione climatica è rappresentata dall'Erico-Quercetum ilicis, caratterizzata dalla presenza di Q. ilex, Erica arborea e Arbutus unedo, cui si accompagnano anche Pistacia lentiscus, Phyllirea angustifolia, Daphne gnidium, ecc. L'abbondante lettiera e lo strato di humus di questi ambienti boschivi ospitano numerose specie appartenenti alla mesofauna, un indice di elevata diversità sia a livello della lettiera sia a livello dei primi 20 cm di suolo, in diverse zone del sottobosco.

Altre informazioni

Beccamoscino iberico
Cicogne

La Fauna Pantesca

Pantelleria si presenta particolarmente interessante da un punto di vista biogeografico, soprattutto quale anello di congiunzione fra l'Europa meridionale e l'Africa settentrionale (Maghreb). Mentre sul popolamento vegetale si hanno molteplici dati e la sua conoscenza si può quindi considerare sufficiente, i popolamenti faunistici sono solo in parte conosciuti, con alcuni approfondimenti solo su alcuni animali terrestri, quali vertebrati e soprattutto insetti.
 Per quanto riguarda questi ultimi, il territorio dell'isola si presenta decisamente eterogeneo, caratteristica che permette la presenza di molteplici nicchie ecologiche. Eterogeneità ambientale vuol dire presenza di molteplici zone rifugio per qualsiasi animale o pianta, nelle quali eventuali predatori o competitori non possono giungere. Tutto ciò si riflette sul numero totale di specie di Artropodi (raggruppamento vasto di animali quali insetti, crostacei, ragni, millepiedi, ecc.) conosciuti per l'isola, maggiore rispetto alle altre isole. In particolare, per Pantelleria sono state censite 1096 specie diverse di artropodi, molte delle quali di origine africana ed alcune delle quali aventi Pantelleria come unica dimora in tutto il mondo.

Altre informazioni

Terrazzamenti
Terrazzamenti
Terrazzamenti

Il paesaggio agricolo

L'elemento dominante e caratteristico di Pantelleria è il paesaggio agricolo, modellato da secoli di lavoro laborioso del contadino/allevatore pantesco. Gli elementi tipici sono il dammuso, i terrazzamenti e alcuni animali che hanno accompagnato il pantesco fino a pochi decenni fa, quali la capra pantesca e soprattutto l'asino (u scékku).
L'isola di Pantelleria si sviluppa su una superficie di 8.453 ettari, coperta per il 71,1% da terrazzamenti che si trovano su tutti i versanti, nelle zone più impervie, su tutti i substrati vulcanici, sia su rocce massive magmatiche che su rocce di genesi esplosiva come la pomice. Anche nelle colate laviche più recente, dove oggi non ci sono segni di antropizzazione, si riconoscono però le tracce di sistemi terrazzati del passato. Costituiscono elementi profondamente identitari del paesaggio pantesco, con le loro diverse forme si adeguano alla morfologia dei suoli e delle esposizioni, si raccordano in un insieme di grande fascino paesaggistico con i magazzini rurali e le abitazioni e conferiscono le peculiarità cromatiche alle diverse parti dell'Isola. Testimoniano il secolare impegno dell'agricoltura pantesca che ha utilizzato tecniche di coltivazione specifiche per rispondere ai limiti ambientali, alla necessità di risparmio idrico, alla protezione delle piante dai frequenti e intensi venti dominanti, allo spietramento del terreno, al regolamento del deflusso idrico dei declivi, alla protezione dagli incendi grazie all'azione tagliafuoco e alla conservazione della biodiversità in quanto elementi diversificatori e habitat per specie animali e vegetali.
Tale sapere è stato tramandato di generazione in generazione e si è adeguato alla natura della pietra e alla natura geomorfologica dell'isola. I muri variano molto nella loro altezza e ampiezza, a seconda della funzione, delle condizioni orografiche e della densità di pietra nel terreno.
Dal 10 gennaio 2018 il "Paesaggio della pietra a secco dell'Isola" entra a pieno titolo nel Registro Nazionale dei Paesaggi Rurali Storici, in ragione della forte storicità, integrità e significatività.

La presenza dell'asino pantesco a Pantelleria risale prima dell'anno 40 d.C., data che segna la morte di Columella che nel De Rustica parla dell'allevamento di ottimi asini usati per produrre muli.
Animale di temperamento vivace, indispensabile e necessario per la vita di un tempo, lo si trovava quasi in ogni famiglia.
L'asino pantesco ha una taglia superiore rispetto agli altri asini, infatti la sua altezza dal garrese va da 1.28 m fino a 1.40 m. Gli arti, anche se sottili, sono robusti e il piede è grande e forte; l'asino pantesco muove contemporaneamente gli arti del lato destro, alternandoli con quelli del lato sinistro, per cui si parla di andatura ad ambio o bifase. Le orecchie di media grandezza sono diritte, orizzontale è la linea del dorso, il mantello generalmente è di color nero, il muso è bianco, la pancia bianca e grigia e così anche la parte interna delle cosce. Il manto può essere bigio (bbraçiu) oppure marrone chiaro (passurínu) o a chiazze di vario colore (skiakkátu).
Il puro sangue non esiste più, l'ultimo stallone fu "Arlecchino". Ritornava a Pantelleria per fecondare l'unica asina, ma per l'improvvisa rottura del cavo di sollevamento della nave, l'asino precipitò a mare e poiché impossibilitato a nuotare in quanto legato scomparve sottacqua.
Grazie all'intervento del Dott. Cavarretta, direttore del demaneo San Matteo di Erice (Trapani), del Prof. Balbo, del Prof. Rognoni e della Dott.ssa Nogara dell'Azienda Foreste Demaniali di Palermo furono esaminati 200 esemplari per la ricerca dei requisiti richiesti, lavoro questo estenuante che portò i ricercatori a trovare i primi esemplari, Farfarello di razza pantesca al 95%, Acero all'85%, Argo all'80%.
 Nella struttura di Erice sono nati tre nuovi esemplari ed intanto al gruppo si aggiunge Gina, un'asina dal rarissimo mantello sorcino proveniente da Pantelleria e precisamente da Sibà, venduta dal suo proprietario all'Azienda ericina per la riproduzione. La ricostruzione della razza "du scékku" fa ben sperare.
Altro animale che ha caratterizzata la civiltà contadina è la capra pantesca, ormai quasi estinta. Probabilmente è stato il primo animale domestico introdotto nell'isola a seguito dell'uomo preistorico. Nel tempo adattandosi ha evoluto caratteristiche di eccezionale robustezza.

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