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Settimana Santa nei nostri cuori: un pensiero alle tradizioni dei Nebrodi

(S. Agata Militello, 09 Apr 20) Nel territorio dei Nebrodi, le cerimonie religiose e tradizionali rappresentano uno tra i tanti elementi dell'identità territoriale e della forte coesione sociale: ma è forse quello più sentito perche appartiene agli affetti di ciascuno, alla religione, che richiama la famiglia e l'Amore.
Il COVID 19 ci ha purtroppo privato di tanti appuntamenti tradizionalmente in programma per la Settimana Santa  ma cerchiamo di ricordarne alcuni per ripercorrere, almeno idealmente, quel cammino di fede e tradizione che da sempre ci accompagna.
Tra le tante tradizioni dei Nebrodi spicca sicuramente  la Festa dei Giudei di San Fratello: in programma solitamente  nei giorni di Mercoledì, Giovedì e Venerdì Santo, è unica in tutta la Sicilia. 
I Giudei vestono  costumi sgargianti:  giubba e  calzoni di mussola rossa ed a strisce di stoffa d'altro colore, solitamente giallo. La testa è coperta da cappuccio che si slancia con un lungo cordoncino sino ad assottigliarsi come coda. E ancora l'elmo, più o meno decorato: in mano la tromba per un frastuono incessante, che durante la processione del Venerdì Santo sottolinea la morte di Cristo.  Questo insolito Venerdì Santo vedrà i Giudei suonare le trombe dai propri balconi, cui hanno appeso le giubbe colorate.
Ad Alcara Li Fusi è il "martoriu" ovvero la veglia con canti tradizionali dialettali del giovedì Santo a far entrare nel vivo i riti della Settimana, che prosegue con il "giro delle troccole" del Venerdì Santo, il cui inizio solitamente avviene alle ore 4.30.
La mattina di Pasqua, si cerca invece Gesù Risorto per le vie del paese : 'A Cerca" si snoda per le vie del Paese e culmina al Calvario. Qui si incontrano Gesù Risorto e l'Addolorata, cui viene tolto il manto nero e vestita invece con l'abito bianco tra la musica gioiosa  della banda e lo scampanio a festa.
A S. Stefano di Camastra, cittadina già devota al Crocifisso- cui è dedicato il Santuario del Letto Santo- la processione del Venerdì Santo prevede anche un accompagnamento  con un coro polivocale delle lamentazioni, meglio noto come "i parti ra Cruci". Il corteo si conclude nella Chiesa Madre, dove si intona lo Stabat Mater (meditazione sulle sofferenze di Maria, Madre di Gesù) in latino volgare.
Militello Rosmarino custodisce invece  la tradizione  delle "Maddalene", giovani ragazze in processione  in assoluto silenzio, completamente coperte da uno scialle nero da cui non è possibile intravedere il volto. Un piccolo pertugio per respirare ed in testa una vera corona di spine: i loro passi sono guidati  da una funicella e ripercorrono il Cammino di Cristo.
La Resurrezione a Mistretta è segnata dalla "caruta du tiluni": durante  la Veglia Pasquale una tela artistica, di autore ignoto, viene fatta cadere al suono di una campana, annunciando la Resurrezione  e rappresentando il passaggio dal buio della morte alla luce della Vita.
Abbiamo voluto condensare in queste semplici righe quelle celebrazioni cui abbiamo tante volte assistito, scusandoci se abbiamo citato solo qualche Paese ma siamo idealmente vicini a tutti i 24 Comuni del Parco.
Quest'anno potremmo ripercorrere questi riti solo con le foto,  i nostri ricordi  ma soprattutto una unica e sola  preghiera, nel silenzio dei nostri cuori e rimanendo al sicuro nelle nostre case: per tutti, l'appuntamento è solo posticipato al prossimo anno.
Perché adesso abbiamo capito quello che prima sembrava scontato e banale, adesso chiediamo il ritorno alla "normalità": abbiamo bisogno di risorgere, tutti, ma per adesso #noirestiamoacasa

Ringraziamo: Giuseppe Cardillo per la foto delle Maddalene in processione.

Le Maddalene - foto Giuseppe Cardillo
 
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