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Riserva Naturale Regionale di Rio Torsero

L'Area Protetta

Carta d'identità

  • Superficie a terra (ha): 4,00
  • Regioni: Liguria
  • Province: Savona
  • Comuni: Ceriale
  • Provv.ti istitutivi: LR 9 27/02/85 - LR 12 22/02/1995 - LR 32 21/04/95
  • Elenco Ufficiale AP: EUAP0277

 

 
Paesaggio

La Riserva Regionale del Rio Torsero

La valletta del Rio Torsero, situata nell'immediato entroterra dell'abitato di Ceriale, è molto importante dal punto di vista paleontologico, perchè ospita un ricchissimo giacimento di fossili del periodo pliocenico (da 5,2 a 1,8 milioni di anni fa), noti per il loro eccezionale stato di conservazione e per l'abbondanza e la varietà degli esemplari.

Il Rio Torsero ha scavato il suo alveo nelle rocce sedimentarie della "formazione di Ortovero", mettendo in evidenza gli strati che contengono i fossili. Sono particolarmente numerosi i gusci di molluschi, appartenenti alle classi dei lamellibranchi, dei gasteropodi e degli scafopodi (oltre duecento specie). Non mancano coralli, colonie di briozoi, otoliti di pesci, resti di echinodermi e di crostacei e interessanti tipologie di microfossili. 
 
Per proteggere il giacimento, studiato dal principio dell'Ottocento, è stata istituita nel 1985 la Riserva Naturale Regionale del Rio Torsero. Una collezione di fossili provenienti dal giacimento è ospitata nel museo "Silvio Lai" a Peagna, frazione di Ceriale, situato a poche centinaia di metri dalla riserva.

Fossile

I Fossili, resti di antichi organismi

Vengono definiti fossili i resti identificabili di organismi vegetali o animali vissuti in tempi geologici passati. Si tratta per lo più di organismi marini, le cui spoglie si sono depositate sul fondo del mare rimanendo inglobate nei sedimenti che nel frattempo si accumulavano.
L'insieme dei processi chimico-fisici che avvengono dopo l'inclusione del resto organico nel sedimento si chiama fossilizzazione. Nel corso della fossilizzazione le sostanze organiche vengono sostituite da sostanze minerali più stabili rispetto al mezzo circostante. Si mantengono invece più o meno inalterate la forma e la struttura del resto organico, che possono così conservarsi all'interno della roccia sedimentaria per milioni dl anni.
In genere si trasformano in fossili soltanto le parti dure degli organismi, cioè le conchiglie, i gusci, gli scheletri interni e le parti legnose delle piante. Le parti molli si deteriorano molto rapidamente e di solito non si conservano. A volte scompaiono anche le parti dure e rimane soltanto la loro impronta esterna nella roccia.
La paleontologia è la branca della geologia che studia i fossili, ricavandone dati fondamentali sull'evoluzione che gli organismi animali e vegetali hanno avuto nel corso delle ere geologiche e sugli antichi ambienti in cui tali organismi vissero.
I fossili, inoltre, consentono ai geologi di stabilire correlazioni cronologiche tra le rocce sedimentarie: gli strati rocciosi più recenti contengono infatti specie fossili più evolute rispetto a quelle che si trovano negli strati più antichi.

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