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Riserva Naturale Integrale Valsolda

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L'Area Protetta

Carta d'identità

  • Superficie a terra (ha): 318,00
  • Regioni: Lombardia
  • Province: Como
  • Comuni: Valsolda
  • Provv.ti istitutivi: D.C.R. VIII/355 13/03/2007
  • Elenco Ufficiale AP: EUAP1209

 

 
Valle Fiorina
Area di sosta Alpe Serte
Bocchetta di Regagno

La Storia


Da Foresta Regionale a Riserva Naturale

La Regione Lombardia è proprietaria di 318 ettari di territorio boscato della valle del torrente Soldo e, in minima parte, di quella del Rezzo. L'area rientra nel novero delle 20 Foreste Regionali Lombarde. La sua estrema naturalità, i paesaggi resi aspri e selvaggi dagli affioramenti del calcare, e i suoi boschi fitti e vari fanno di questo luogo un posto di estremo interesse e di coinvolgimento emotivo.
La Foresta Valsolda ha anche un patrimonio faunistico e botanico pregiato. Nel 2004 infatti è stata inserita tra i siti Natura 2000 di interesse della Comunità Europea come Zona di Protezione Speciale (ZPS) perché ha mostrato di possedere habitat rari e poco antropizzati, e una fauna, in particolare l'avifauna, pregevole e varia. Successivamente, nel marzo del 2007, si è arrivati a dichiarare l'intera Foresta Riserva Naturale, in modo da garantirle un regime di tutela maggiore e specifico per preservare la sua alta naturalità, le sue specie endemiche e la sua ricca fauna.
La gestione della Riserva è attualmente affidata all'ERSAF (Ente Regionale per i Servizi all'Agricoltura e Foreste), ente che ha ereditato le competenze e le attività gestionali dell'ARF (Azienda Regionale delle Foreste) dal 2002. La politica di gestione è mirata a proteggere il valore naturalistico della Foresta e, allo stesso tempo, a permettere comunque una sua fruizione compatibile. A questo scopo la RN è stata ripartita in due zone distinte:

  • Riserva Naturale Orientata: comprende la parte meridionale della valle (circa 90 ettari) ed è tutelata con vincoli meno restrittivi per poter consentire una fruizione turistica didattico-culturale sostenibile. Qui si trovano i sentieri attrezzati e le aree di sosta.
  • Riserva Naturale Integrale: comprende tutto il resto del territorio (circa 228 ettari); i vincoli sono estremamente restrittivi. Lo scopo è di cercare di azzerare gli interventi antropici in modo da permettere agli equilibri naturali di tornare sovrani nella foresta.
Guglie calcaree
Torrente Soldo

Geologia


Grigia di calcare…

La Valsolda: un luogo che colpisce per la sua forza, la sua primitiva asprezza, la sua varietà di ambienti. Si passa da possenti pareti verticali compatte e solide, a declivi boscati meno scabri, a guglie e dirupi frastagliati in via di disfacimento. Sono questi forse gli ambienti più suggestivi e caratteristici: pinnacoli e creste che sfidano le leggi della gravità. Questo paesaggio tormentato è il felice risultato di vari fattori:

  • la natura delle sue rocce: calcare e dolomia, entrambi facilmente aggredibili dagli agenti atmosferici. Queste rocce sono derivate dal fondale di un antico mare triassico portato successivamente ad affioramento dall'orogenesi alpina, che ha dato vita al complesso delle Alpi e Prealpi calcaree meridionali. Le principali formazioni presenti sono il Calcare di Zorzino e la Dolomia principale, caratterizzati dalla presenza di fossili in gran parte bivalvi e gasteropodi (Worthenia contabulata COSTA e Megalodon gumbeli STOP). Nella parte più bassa della Riserva, nei pressi dell'Alpe Pessina, incontriamo invece limitati affioramenti di argilliti (Argillite di riva di Solto).
  • La forte pendenza dei versanti
  • I corsi d'acqua che agiscono efficacemente sul substrato roccioso. Questo ha fatto si che il torrente Soldo, dal corso irregolare e ramificato, si sia scavato una valle profonda, e ugualmente abbiano fatto gli altri due torrenti presenti, il Fiorina e il Rezzo, il quale scorre in una vera e propria forra.

Alla asprezza delle rocce si oppone però il panorama suggestivo che dall'alto si domina, delle acque azzurre e lontane del lago di Lugano, di quello di Piano e, in ultimo, di quello di Como.

Vegetazione e flora


…e verde di boschi

La Valsolda presenta una biodiversità, sia floristica che vegetazionale, molto elevata. Il substrato basico, o poco acido, ha permesso lo sviluppo di una foresta ricca e varia. Alle quote inferiori i versanti sono dominati dall'orno-ostrieto, formazione vegetazionale più amante del caldo, caratterizzata da Carpino nero, Orniello, Sorbo, Acero montano e Nocciolo. Alle quote più fresche si attesta invece il Faggio, che crea in alcune zone macchie di popolamenti quasi puri da considerarsi lembi della vecchia faggeta che ricopriva in altre epoche tutta la fascia prealpina. Tutto il bosco è comunque relativamente recente. La sua età si aggira intorno ai 30-40 anni, tempo necessario perché "riconquistasse" il terreno prima utilizzato per l'attività pastorale. Le conifere, piante che siamo da sempre abituati a associare all'ambiente montano, sono rappresentate nella Riserva solo da boschi artificiali di Larice, Abete rosso e Pino nero piantati subito dopo la seconda Guerra Mondiale in prossimità dei vecchi pascoli (Alpe Serte, Fiorina e Pessina).
Alle quote più elevate si trovano gli aspetti forse più pregiati della Riserva: localizzati ma pregevoli popolamenti di Pino mugo e Rododendro, che rientrano negli habitat protetti di Natura 2000, e soprattutto una flora rupicola ricca di specie endemiche e rare. Due dati sono significativi al riguardo: la percentuale di specie endemiche sul totale di quelle presenti è, nella Riserva, il 10.9%, contro il 2.5% relativo alla Lombardia. Inoltre le specie sottoposte ad almeno un vincolo di tutela, quindi "preziose", sono 45 sulle 254 rilevate, una percentuale estremamente elevata.
Consideriamo infine che le specie avventizie, ossia le piante che si diffondono allo stato spontaneo su territori diversi dal loro areale originario, sono praticamente assenti. Questo dato indica che siamo in presenza di un ambiente in cui il peso antropico risulta praticamente trascurabile. La scelta dell'Ente gestore di trasformare la parte più elevata della Riserva in zona integrale, per tutelare nel modo migliore la sua naturalità rara e pregiata, risulta quindi estremamente pertinente.

Camosci
Araneus diadematus

Fauna


Un'esplosione di vita

La varietà di ambienti presenti nella Riserva e la loro buona salute permette l'esistenza di una fauna ricca di specie e di individui, sia che si tratti dell'entomofauna, di Rettili, Uccelli o Mammiferi.
Sono presenti, e facilmente osservabili, le specie tipiche dell'ambiente prealpino, in particolare Camoscio, Cervo e Capriolo. Il primo è presente grazie a reintroduzioni compiute negli anni passati. Cervo e Capriolo invece sono molto più abbondanti, essendo stimati intorno alla trentina di capi. Nella Riserva è presente anche il Cinghiale, in basse densità.
Studi recenti hanno confermato che Tasso, Faina, Volpe e Donnola fanno sicuramente parte della fauna della Riserva. La presenza di questi carnivori, a cui si aggiungono i Rapaci diurni e notturni (Aquila reale, Sparviere, Poiana, Gheppio, Falco pellegrino, Falco pecchiaiolo, Allocco, Civetta capogrosso), è garante di un ecosistema equilibrato, con una piramide alimentare ben strutturata. Interessante anche il dato recente che annovera almeno 5 specie di chirotteri nella Foresta.
Un avvistamento relativamente "facile" da effettuare nella Riserva è quello dell'Aquila reale, qui nidificante, mentre al tramonto è quasi sempre possibile ascoltare il canto secco della Coturnice.
Ultimo accenno di dovere alla presenza della zecca, parassita abituale degli ungulati, e alla possibilità di diventarne ospiti involontari nel caso si uscisse dai sentieri per camminare nel sottobosco o nell'erba alta.

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