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Castagna

Castagna
Castagna

Un patrimonio di tradizione e genuinità
Fin dall'antichità i maestosi castagni, spesso secolari, tenacemente abbarbicati ai ripidi versanti della montagna che abbraccia il Parco del Corno alle Scale, sono stati fonte di sostentamento per le popolazioni del territorio, non solo sottoforma di legna da ardere, ma soprattutto perché i loro frutti sono da sempre stati un'insostituibile fonte alimentare per la gente del luogo.

Molte famiglie possedevano, infatti, un piccolo castagneto che seguivano con estrema cura perché da esso dipendeva la loro sopravvivenza durante il lungo inverno; e chi non ne possedeva spesso lavorava in quelli degli altri in cambio della terza parte del raccolto.Famosa per la sue peculiari caratteristiche di dolcezza e grossezza, la castagna tipica del Parco Corno alle Scale è conosciuta per le sue numerose varietà: dalla castagna selvatica detta Salvano alla Mascarino, dalla Lòiola (utilizzata per le caldarroste, ma si mangia anche bollita dopo averla pelata), alla Pastanesa (caratterizzata da una leggera peluria e usata per la preparazione della farina) fino alla Sborgà. E tante erano e sono tuttora le modalità di cottura di questa preziosa fonte alimentare: bollite (balotti), arrostite sul fuoco in apposite padelle bucate (frugiate), ma soprattutto essiccate per ottenere la farina, con cui si cucinavano polenta, frittelle, torte (castagnaccio), ciacci e patolle, che altro non sono che impasti di farina e acqua cotti in stampi di terracotta o ferro, detti testi.

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