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L'Area Protetta

Carta d'identità

  • Superficie a terra (ha): 5.747,00
  • Regioni: Valle d'Aosta
  • Province: Aosta/Aoste
  • Comuni: Champdepraz, Champorcher, Issogne, Verrès
  • Provv.ti istitutivi: LR 66 19/10/1989
  • Elenco Ufficiale AP: EUAP0239

Note logistiche: autostrada A5 uscita di Verrès, SS26 in direzione Aosta, quindi strada regionale n° 6 sino al Capoluogo di Champdepraz e strada comunale per Chevrère (Centro Visitatori in località Covarey a 10 Km dal Capoluogo).

 

 
Porte d'entrèe a Covarey

Il Parco

Il Parco del Mont Avic, primo parco naturale valdostano, è stato istituito nell'ottobre 1989 al fine di conservare le risorse naturali presenti nell'alta valle del Torrente Chalamy (comune di Champdepraz). L'area oggetto di tutela è caratterizzata da aspetti paesaggistici estremamente suggestivi e da ambienti modificati in misura del tutto marginale dall'attività dell'uomo; l'accidentata orografia ha infatti limitato da sempre le tradizionali attività agro pastorali e, più di recente, ha impedito lo sviluppo del turismo di massa sia estivo, sia invernale.
Le foreste del Parco, pesantemente depauperate in passato per far fronte alle esigenze dell'attività mineraria, hanno recuperato in buona parte le caratteristiche originali e offrono al visitatore uno spettacolo di rara bellezza. Altri aspetti naturali interessanti e vari arricchiscono l'area protetta: peculiari formazioni geologiche; endemici flogistici alpini e associazioni vegetali legate al substrato delle pietre verdi; decine di specchi d'acqua, d'acquitrini e torbiere che non hanno eguali per numero ed estensione in Valle d'Aosta; una fauna rappresentata da tutti i più noti animali a diffusione alpina presenti nella regione.

Aquilegia alpina

Flora e vegetazione

La flora e la vegetazione del Parco sono profondamente influenzate dalla presenza di un gran numero di laghi e piccole zone umide, nonché di abbondanti affioramenti di serpentiniti, rocce che danno origine a suoli poveri e poco profondi. L'area protetta è caratterizzata da paesaggi vegetali insoliti a livello regionale, fra i quali spicca la più vasta foresta di pino uncinato presente in Valle d'Aosta; questa conifera, poco diffusa sulle Alpi italiane, è perfettamente adattata alla presenza dei suoli poveri originati dalle serpentiniti e riesce a crescere anche ai margini delle torbiere.
Ulteriore elemento di interesse è dato dalla posizione geografica della Val Chalamy, posta ai margini del settore tendenzialmente arido della media Valle d'Aosta ed in parte influenzata dal clima più umido della bassa valle; passando dal versante con esposizione nord a quello solatio, questo contrasto è evidenziato dalla progressiva sostituzione del faggio da parte del pino silvestre, essenza meglio adattata a condizioni di aridità ambientale.
L'interessante flora legata alle aree umide può essere osservata non soltanto in corrispondenza dei bacini lacustri, ma anche in una miriade di aree torboso - acquitrinose e di risorgive presenti in tutta l'area protetta. Questi ambienti ospitano vegetali boreali ormai rari o in via di scomparsa sulle Alpi; fra le specie più rare e localizzate presenti nelle torbiere, possono essere ricordate Carex limosa, Carex pauciflora, Eriophorum vaginatum. Notevole è pure la presenza della pianta insettivora Drosera rotundifolia di uno stagno con isolotti galleggianti di sfagni (fra i quali Sphagnum magellanicum, S. squarrosum e S. angustifolium).

Altre informazioni

Rana rossa al Lac de Leser

Fauna

Per quanto riguarda la fauna, i primi studi realizzati hanno evidenziato notevoli interessi in campo entomologico (oltre 1100 lepidotteri segnalati, presenza di libellule rare e localizzate, oltre 110 specie di coleotteri fitofagi forestali). Sono inoltre presenti tutti i mammiferi e gli uccelli di ambiente montano diffusi in Valle d'Aosta, fra i quali merita citare lo stambecco, la lepre variabile, l'aquila reale, l'astore, la pernice bianca, il fagiano di monte, la coturnice, la civetta capogrosso, il picchio nero, il codirossone, il gracchio corallino e la nocciolaia.

Altre inforrmazioni

Lac de Leser

Aspetti geomorfologici, mineralogici e idrologici

La collocazione geologica della Val Chalamy è nell'ambito del Complesso piemontese dei Calcescisti con Pietre verdi. Il complesso, qui costituito soprattutto da ofioliti del Complesso ultrabasico del mont Avic, rappresenta un frammento del bacino piemontese di tipo oceanico, coinvolto nell'orogenesi alpina conseguente alla collisione continentale fra Africa ed Europa.

Altre informazioni

Tradizioni e cultura

Per ciò che concerne le sue attività, il Parco segue le linee guida contenute nel "Piano di gestione territoriale" approvato dall'Amministrazione regionale nel 1994. Nel documento vengono individuatele modalità gestionali compatibili con la tutela dell'Ambiente riferite agli aspetti naturalistici (geologia, idrologia, flora e vegetazione, fauna), alla selvicoltura, alle attività agropastorali, al turismo e alla fruizione didattica.

Il Parco si amplia

Su richiesta dell'Amministrazione comunale di Champorcher, la Regione Autonoma Valle d'Aosta nel maggio 2003 ha approvato l'inclusione nell'area protetta dell'alto vallone di Dondena, portando a complessivi 5747 ettari la superficie del Parco.
I nuovi confini percorrono la cresta spartiacque dal Mont Glacier al colle Fenêtre de Champorcher, proseguono sino alla Rosa dei Banchi lungo i limiti del Parco Nazionale Gran Paradiso, scendono passando sul Mont Rascias sino a Dondena, costeggiano a monte la strada comunale sino a Les Corts e risalgono infine alla Cima Piana.
L'Ente Parco ha attivato anche sulla rete sentieristica di Champorcher il proprio servizio informazioni e produrrà entro la fine del 2003 materiale informativo riguardante il vallone di Dondena.

Per ulteriori informazioni: Parco Naturale Mont Avic - loc. Fabbrica, 164 - 11020 Champdepraz (AO) - Tel. 0125/960643 - Fax 0125/961002 - E-mail: info@montavic.it - www.montavic.it

Ambienti "Natura 2000"

Il Parco del Mont Avic comprende un "sito di interesse comunitario" (SIC) inserito in "Natura 2000", rete ecologica dell'Unione Europea che si propone di garantire la conservazione degli habitat e delle specie elencati nelle direttive UE 79/409 e 92/43. Gli ambienti inclusi nel sito sono le foreste di latifoglie e conifere, le torbiere ed i siti ofiolitici d'alta quota.
Nel quadriennio 1997-2000 è stato realizzato il progetto "Life-Natura" che ha comportato:

  • l'effettuazione di ricerche scientifiche su ambienti di particolare pregio naturalistico;
  • il ripristino della rete sentieristica, finalizzato ad incanalare in modo efficiente il flusso dei visitatori;
  • la razionalizzazione del pascolo in presenza di ambienti vulnerabili (in particolare torbiere);
  • la produzione di strumenti informativi (pannelli ed opuscoli illustrati). La Comunità Europea ha concesso un contributo finanziario pari al 50% delle spese sostenute.

Altre informazioni

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