Statuto dell'Ente (PDF - 52Kb)
La ricchezza naturalistica del Parco risiede nella particolare
configurazione del paesaggio, di tipo spiccatamente pre-appenninico,
dove la vicinanza del mare ha concorso alla formazione e alla
coesistenza di biotopi determinati da microclimi differenziati dovuti
ad esposizioni diverse e influenzati da variazioni della circolazione
delle masse d'aria all'interno del complesso montuoso.
L'imponente
aspetto del rilievo dominante la Campagna Romana, la Sabina e l'agro
tiburtino, contrasta con il paesaggio interno caratterizzato dalla
successione di rilievi modesti, intercalati da pianori carsici e
vallecole pascolive, interrotti dalla dorsale del Monte Pellecchia che
si differenziano dagli aspetti certamente più aspri e rupicoli del
settore sud-orientale dell'area di Licenza.
La successione stratigrafica del gruppo dei Monti Lucretili è costituita in massima parte da formazioni sedimentarie di origine e di ambiente marino depositatesi a partire da circa 200 milioni di anni fa nell'antico oceano mesozoico, Tetide.
L'aspetto territoriale dei Monti Lucretili risulta fortemente
condizionato dalla storia geologica e strutturale che ha dato origine a
un gruppo montuoso ben definito geograficamente.
L'orografia dell'area
rispetta l'allineamento appenninico generale con asse nord-sud e
rappresenta sostanzialmente un territorio costituito da tre
corrugamenti montuosi principali separati in modo più o meno netto da
sistemi di faglie su cui si sono impostate incisioni torrentizie.
L'attuale assetto della vegetazione sui Monti Lucretili ha origine da una altalenante successione di eventi prodotti da un'azione antropica determinante per il mutamento degli aspetti originari.
Come il paesaggio vegetale anche il popolamento faunistico ha
risentito in modo sostanziale dell'azione antropica operata sia
attraverso l'attività venatoria sia con attività di trasformazione
millenarie dell'ambiente.
Nonostante ciò nei suoi molteplici ambienti
l'area protetta conserva elementi di estremo interesse.