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L'Area Protetta

Carta d'identità

  • Parco Nazionale Alta Murgia:
    • Superficie a terra (ha): 68.077,00
    • Regioni: Puglia
    • Province: Bari, Barletta-Andria-Trani
    • Comuni: Altamura, Andria, Bitonto, Cassano delle Murge, Corato, Gravina in Puglia, Grumo Appula, Minervino Murge, Poggiorsini, Ruvo di Puglia, Santeramo in Colle, Spinazzola, Toritto
    • Provv.ti istitutivi: DPR 10/03/2004
    • Elenco Ufficiale AP: EUAP0852
  • Altre aree protette gestite:
    • SIC Basso corso del Fiume Bussento
    • SIC e ZPS Murgia Alta

L'Ente:
- Normativa
- Statuto
- Organi
- Pianificazione
- Documenti dell'ente
- Regolamenti

 

 
Paesaggio

Il Paesaggio


Suggestioni per ogni stagione

Paesaggio suggestivo costituito da lievi ondulazioni e da avvallamenti doliniformi, con fenomeni carsici superficiali rappresentati dai puli e dagli inghiottitoi. Il substrato è costituito da calcare creataceo, generalmente ricoperto da calcarenite pleistocenica. E' una delle aree substeppiche più vaste d'Italia, con vegetazione erbacea ascrivibile ai Festuco-brometalia. E' presente la più numerosa popolazione italiana della specie prioritaria Falco naumanni ed è una delle più numerose dell'Unione Europa.

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Primavera

Le Piante del Parco


Uno scrigno di biodiversità a due passi dalle città

La profonda trasformazione ad opera dell'uomo ha modificato a tal punto lo stato della vegetazione originaria, da rendere impossibile o di difficile realizzazione una analisi puntuale e certa delle potenzialità di questo territorio in assenza dell'azione perturbatrice dell'uomo. Non è chiaro quale localizzazione ed estensione abbiano mai avuto i boschi, in ogni caso attualmente queste presenze appaiono di tipo puntiforme o nel migliore dei casi lineari.

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Farfalla

Gli animali del Parco


Centinaia di specie per un tesoro unico in Puglia

Trasformazioni profonde, veloci e particolarmente estese, interessano oggi le superfici a pascolo dell'Alta Murgia. Le tecniche e soprattutto i mezzi tecnologici adoperati permettono anche la frantumazione del banco di roccia affiorante con effetti, sul piano ecologico, dell'equilibrio idrogeologico e produttivo, poco conosciuti. La fauna che colonizza questi ambienti si è adattata a queste condizioni della copertura vegetale, anche se la caccia e le modificazioni ambientali hanno portato ad una estinzione di molte specie presenti sino all'inizio del secolo come il lupo, il capovaccaio, il gatto selvatico, la gallina prataiola, per citarne alcune delle più note.

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Flora

La Geologia


Milioni di anni per plasmare un territorio

Da un punto di vista geologico le Murge nord-occidentali sono formate da calcari compatti dell'unità litologica del calcare di Bari e di Altamura (formazione del cretaceo, risalente a circa 130 milioni di anni fa, il cui spessore raggiunge i 3000 m.). L'altopiano comprende nel settore settentrionale le cosiddette Murge nord-occidentali dove si notano le quote più elevate dell'intero rilievo (M. Caccia 680 m., Torre Disperata 686 m.) e nel settore meridionale le Murge sud-orientali, che non superano i 500 metri di quota. Dal punto di vista strutturale le Murge corrispondono ad un rilievo tabulare allungato nello stesso senso della Fossa Bradanica, delimitato sul margine sud orientale da una estesa scarpata; verso N-E, procedendo cioè verso l'Adriatico, il rilievo murgiano degrada sino al livello del mare.

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Foto di N. Cillo
Ophrys murgiana

L'Ambiente rurale


La mano dell'uomo che costruisce il territorio

Il territorio del Parco è sicuramente interessante anche dal punto di vista architettonico, con strutture diverse per scopo e costruzione, ma tutte ugualmente suggestive; tra gli edifici legati all'attività agricola ed alla pastorizia, si possono facilmente distinguere le "Poste": costruzioni recintate con muretti a secco, utilizzate soprattutto dai pastori per proteggere gli armenti dalle intemperie; gli "Jazzi", invece, sono strutture adibite all'allevamento degli ovini, situate in zone scoscese e maggiormente protette verso sud.

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L'Archeologia


I segni della storia che emergono dal sottosuolo

La zona è ricca altresì di reperti archeologici d'importanza mondiale, come testimoniano i ritrovamenti dello scheletro fossile dell' "Uomo di Altamura", uno scheletro di ominide, completo e ben conservato, vissuto 150 mila anni fa rinvenuto nella Grotta di Lamalunga, nei pressi di Altamura. Una scoperta unica al mondo per la perfetta conservazione dello scheletro. I resti fossilizzati di quello che è stato ribattezzato "Uomo di Altamura", appartengono ad una forma arcaica di homo vissuto in un periodo intermedio tra la vita dell'Homo erectus e la vita di quello che per primo inaugurò il rito di inumazione volontaria, l'Homo di Neanderthal.

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