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Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi

www.dolomitipark.it

L'Area Protetta

Carta d'identità

Ambienti e culture diverse gravitano sull'area del Parco. Le frazioni dislocate sui declivi che si affacciano sulla Valle del Piave (Feltrino e Bellunese), si distinguono certamente dai centri agordini o zoldani situati su versanti con caratteristiche climatiche e geologiche del tutto differenti.

 

 
Prati di Salet e Monte Coro
Sorgente de La Stua

Ambienti

Il Parco si trova al limite meridionale dell'area dolomitica e rappresenta un settore delle Alpi Sud-orientali di notevolissimo e riconosciuto interesse ambientale, con un elevato grado di naturalità e un'ottima conservazione degli ecosistemi. Si sviluppa tra una quota minima di 412 m ed una massima di 2.565 m e per questo include una grande varietà di ambienti: dagli ambiti ripariali di fondo valle alle pareti rocciose di alta quota, passando attraverso boschi di latifoglie, foreste di conifere, arbusteti d'alta quota, praterie e macereti.

Altre informazioni

Camosci

Fauna

Le Dolomiti Bellunesi comprendono una grande varietà di ambienti che consente a moltissime specie animali di trovare le condizioni adatte per vivere e riprodursi.
Ben 114 sono le specie di uccelli che nidificano nel Parco, 20 le specie di anfibi e rettili presenti. Oltre 3.000 i camosci e più di 2.000 i caprioli.
Quasi 100 le specie di farfalle diurne e circa 50 le specie di coleotteri carabidi.

Altre informazioni

Stella alpina
Semprevivo delle Dolomiti

Vegetazione

Non meno interessante della flora è la vegetazione la cui descrizione e conoscenza è tuttavia molto più recente. Sono rappresentate diverse fasce altitudinali.

Medioeuropea

Boschi di latifoglie con carpini e querce in prevalenza, soprattutto ostrieti e carpireti. Nelle stazioni soleggiate fino a 1000 - 1200 m. Spesso si tratta di ambienti trasformati dall'uomo. Interessanti le stazioni primitive rupestri o dei versanti aridi.

Subatlantica

Estesi boschi a prevalenza di faggio e talvolta misti con conifere. L'abete bianco forma bei popolamenti solo in alcuni settori (Caiada, Val del Grisol). In stazioni asciutte e con versanti ripidi sono belle le pinete, sia di pino silvestre che di pino nero (quest'ultimo raggiunge la Valle del Mis e la Val Scura come estreme penetrazioni occidentali del suo areale, di tipo illirico). Interessanti i prati montani asciutti, di sostituzione dei boschi originari, sui versanti meridionali da secoli disboscati ma ricchi di specie rare.

Boreale

I boschi di conifere (con prevalenza di abete rosso) sono spesso di origine antropica e le faggete sono sostituite in quota dalle mughete. Specialmente sui versanti che risentono del clima oceanico, manca infatti una vera fascia di peccete. Nella parte più elevata sono invece molto diffusi gli arbusteti subalpini e, oltre alle mughete, che coprono vaste estensioni anche a quote basse, i rodoro-vaccinieti, i saliceti e gli alneti di ontano verde.

Alpica

E' questa la fascia di maggiore interesse botanico, caratterizzata da presenze primarie con diversi tipi di comunità vegetali (seslerieti, nardeti, festuceti, cariceti). Da ricordare alcune associazioni vegetali endemiche e qui descritte per la prima volta. Sulle rupi, ad esempio, il Saxifragetum burseranae e il Campanuletum morettianae. Ma vi sono diversi altri aspetti notevoli quali gli aggruppamenti a Silene veselskyi negli anfratti al riparo dalla pioggia battente. Sui detriti sono stati descritti l'alisseto dei brecciai, l'adenostileto e il cortuseto. Abbondante letteratura scientifica è disponibile anche per altri ambienti di alta quota quali vallette nivali e sfasciumi di cresta. Molto importanti ma decisamente rari gli ambienti umidi e le sorgenti. Ricchi di specie interessanti e dealpinizzate i greti fluviali.

Van de Zita

Geologia


Il territorio del Parco è tra i più vari e interessanti a livello sia strutturale sia stratigrafico tanto che la parte meridionale delle Dolomiti ha offerto palestre di studio per molti geologi

Gran parte del territorio è impostato su rocce di origine sedimentaria ma non mancano le eccezioni come nell'alta Valle del Mis e in Valle Imperina dove affiorano, in corrispondenza della "Linea della Valsugana" (importante faglia che rappresenta il confine geologico delle Dolomiti), rocce di origine metamorfica molto antiche. Oggi nel Parco ammiriamo grandi conche prative, valli ampie e profonde, pareti vaste e solari, ma anche oscuri anfratti stillicidiosi, rupi incombenti su forre cupe, valloni alti e solitari, tormentati altopiani dove la natura carsica delle rocce ha permesso lo sviluppo di un paesaggio sotterraneo fatto di pozzi, fessure, sale, gallerie, abissi che penetrano nelle viscere della terra.
La varietà geologica si traduce quindi in un mosaico di paesaggi morfologici, spesso con caratteri distintivi e unici quali gli ambienti carsici-nivali d'altitudine modellati dai ghiacciai e successivamente dalla neve e dal carsismo.

Storia

Il territorio del Parco interessa ambienti di quota medio elevata pochissimo abitati, ma non per questo la presenza delle tracce del lavoro dell'uomo è meno significativa.
Con il D.P.R. che ha istituito l'Ente Parco i confini sono stati allargati in modo da far entrare due pregiati ambiti di interesse storico. La Certosa di Vedana, situata nei pressi dell'omonimo lago, in Comune di Sospirolo; è un complesso architettonico straordinario e bisognoso di cure. Le ex miniere di Valle Imperina in Comune di Rivamonte; sono già stati avviati alcuni interventi nel tentativo di recuperare parzialmente questo sito di eccezionale tradizione, che ha segnato per secoli l'economia e il paesaggio dell'Agordino.

 

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