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Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona, Campigna

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Anello 8. La Verna e la Vallesanta

Badia Prataglia - Podere Santicchio - La Verna - Badia Prataglia

A piedi         Elevato interesse: flora Elevato interesse: panorama Elevato interesse: religione Elevato interesse: storia 
  • Partenza: Badia Prataglia
  • Arrivo: Badia Prataglia
  • Tempo di percorrenza: 6,5 h + 7 h + 3,5 h
  • Difficoltà: EE - Per escursionisti esperti
  • Lunghezza: 43 km totali (16 km + 18 km + 9 km)
  • Dislivello: 800m in salita e 1150m in discesa + 800m in salita e 700m in discesa + 350m in salita e 400m in discesa
  • Mezzi pubblici: LINEA LFH2 con partenza da Bibbiena (Etruria Mobilità)
  • Punti di appoggio: Rifugio Casa Santicchio

Un particolare anello che ci consentirà di raggiungere il Sacro Monte della Verna nella maniera più bella e spettacolare possibile, ovvero a piedi: l'accoglienza dei piccoli borghi della Vallesanta, l'arrivo alla Foresta Monumentale e la vista delle spettacolari rocce su cui poggia il Santuario non potranno lasciare indifferenti neanche il più distratto escursionista.

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La rupe de La Verna
La rupe de La Verna
La Verna
La Verna
 
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Primo giorno. Da Badia Prataglia partono numerosi sentieri, tutti bellissimi. Il nostro inizia da dietro la scuola elementare, nel centro del paese; sale tra le case e entra nel bosco che in principio è un castagneto che poi sfuma nelle imponenti abetine che circondano Campo dell'Agio. All'angolo opposto di questa radura il nostro percorso sale ed è il numero 60. La faggeta si afferma un po' più tardi, quando si arriva nel fosso della Casella. In seguito la salita si fa più dura e termina nel crinale da dove, andando a destra, si giunge agevolmente al Passo dei Lupatti. Dalla parte opposta della strada forestale (della Lama) il sentiero riprende a salire e tenendo la destra al successivo bivio si punta dritto al Poggio della Lombardona, splendido punto panoramico che sovrasta il Passo dei Mandrioli. Scesi sull'asfalto e raggiunto il famoso valico tosco-romagnolo ci immettiamo nel sentiero di crinale fino al primo bivio dove andremo a destra prendendo il sentiero 56 che esce dalla faggeta, entra in un'abetina, attraversa una vasta pineta e giunge all'abitato di Corezzo. La discesa non è finita, anzi ora si fa anche più ripida da quando si rientra nell'area protetta e si raggiunge il fosso. Ora l'acclività è in salita fino a Frassineta, piccolo centro dominato dalla chiesa, e proprio davanti ad essa occorre addentrarsi nella minuscola frazione di Chiusi della Verna, costeggiare le case e seguire la strada che si inoltra in un'area di vecchi campi abbandonati e folte boscaglie. Al valico si resta sulla sinistra e si segue un'altra sterrata fino al Poggio della Forca, dove un piccolo sentiero devia a destra e raggiunge direttamente il Podere Santicchio.

Secondo giorno. Il secondo giorno di cammino inizia con la strada che in discesa passa per Podere Caggio e arriva a Rimbocchi. Ci aspetta un tratto piuttosto lungo sulla strada che indica la via per La Verna ma se il torrente Corsalone non è gonfio e se avete buone gambe c'è un'alternativa alla strada, cioè il sentiero 053 di Poggio Montopoli. Se l'opzione scelta è quella più comoda della strada, dopo circa un chilometro sulla destra si approfitta della stradina che porta a Santa Fiora e prima ancora di giungervi il sentiero gira a sinistra e sale fino a Podere Pratalino. La Verna è molto vicina ma dopo la strada asfaltata c'è ancora un magnifico pezzo di foresta da visitare. E' il Bosco della Ghiacciaia, che conserva all'ombra dei suoi enormi faggi e dei suoi lussureggianti muschi l'antichissimo magazzino per il ghiaccio dei frati. Compiendo il giro in senso antiorario l'arrivo al Santuario è preceduto dalla spettacolare vista del convento appoggiato sulla sommità della scogliera. Per salire si prosegue sotto la grande roccia e si percorre l'originaria via d'accesso denominata "della Beccia". Visitata La Verna, si può ripartire subito o concedere un'ora di cammino all'anello alto del Sacro Monte per arrivare sulla vetta del Penna e godersi lo sconfinato panorama. La via del ritorno parte dal tornante dopo i parcheggi della Melosa, completa l'aggiramento del monte e ci riporta all'incrocio di Sasso Cavallino e poi a quello di Podere Pratalino. Stavolta la discesa a Corezzo può essere quella a sinistra, che si addentra nel Fosso della Croce e passa per Siregiolo. Dalla strada asfaltata in cui si approda si va a destra e all'altezza del ponte sul Corsalone si segue il sentiero 070 che riconduce a Podere Santicchio.

Terzo giorno. Il terzo giorno la partenza è in salita e passando per il Poggio della Forca arriviamo con facilità al valico di Bellaria da dove, svoltando a destra, basterà seguire la comoda stradina che scende a Frassineta. La piccola cappella con la campana segna l'inizio del sentiero 073 e una volta al passo delle Quattro Vie quella da scegliere è la prima a destra che sta sul crinale e sale fino al Poggio della Cesta. Badia Prataglia è vicina e dopo qualche radura e un bel bosco di cerri ecco le prime case del Romito, poi il ponte sull'Archiano e la risalita dell'abitato che si conclude a fianco all'Abbazia. Questa antica chiesa, con la sua cripta ultramillenaria, è una delle cose da vedere. Sul retro dello stesso fabbricato c'è inoltre il Museo Forestale e poco più in là l'Arboreto Carlo Siemoni, nel quale svetta un'enorme sequoia e dal quale si può accedere al Centro Visita del Parco Nazionale.

Strutture interessate: Agriturismo Cà Santicchio (primo e secondo giorno)

 
 
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