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Costituito il gregge del Parco

Il programma di restituzione della pecora permette al Parco della Majella di donare 80 pecore agli allevatori che hanno subito danni dai lupi e costituire il "Gregge del parco" per soddisfare le richieste future

(Guardiagrele, 23 Dic 11) Si è riunito Mercoledì 21 dicembre 2011 presso la Badia Morronese a Sulmona (AQ), sede del Parco Nazionale della Mjella, il Forum permanente degli stakeholder del progetto Life Wolfnet, con lo scopo di illustrare le attività realizzate a favore della zootecnia estensiva e degli allevamenti dell'area protetta. Con l'occasione, è stato anche attivato "Il lupo riporta la pecora", il programma sperimentale di restituzione della pecora nel Parco Nazionale della Majella previsto dal progetto Life. In margine all'incontro sono state cedute, una tantum, 80 pecore a 7 allevatori del Parco che negli ultimi tre anni (2009-2010-2011) hanno subito aggressioni certificate da lupo, in quantità corrispondenti ai capi dispersi che non potevano essere indennizzati economicamente poiché non sottoposti a perizia medico legale, ma la cui scomparsa era stata attribuita dagli accertatori agli eventi predatori da lupo. Con questa modalità l'allevatore per il futuro, in alternativa all'indennizzo economico, potrà ricevere, direttamente in azienda, capi corrispondenti dal punto di vista della categoria commerciale, e controllati per gli aspetti sanitari, ed iscritti all'albo della razza Merinizzata Italiana, caratteristica dell'ovinicoltura transumante in Abruzzo.
In questo primo contingente di pecore donate erano comprese anche quelle che hanno costituito "il gregge del parco", che costituisce il gruppo di animali che potranno essere all'occorrenza e affidate.
Evento centrale della giornata è stata anche la benedizione da parte di S.E. Mons. Angelo Spina Vescovo di Sulmona e Valva, del "gregge del Parco", appositamente costituito per l'attivazione del programma "il lupo riporta la pecora", con una dotazione iniziale di 35 capi ovini, che potranno essere ceduti agli allevatori di ovini, interessati da eventi predatori che ne faranno richiesta, e che all'occorrenza potranno essere reintegrati.
Prima della celebrazione del sacro rito della benedizione, Mons. Spina ha avuto occasione di ricordare l'importante ruolo che l'attività pastorale svolge per le comunità sia come elemento identitario dei territori sia come attività che testimonia lo stato di buona salute delle realtà locali in cui si realizza uno sviluppo armonico tra tutte le forme di vita presenti.
Il gregge del Parco è stato affidato in convenzione ad un allevatore, che aderisce al progetto Qualità della zootecnia estensiva realizzato dal Parco da ormai 10 anni, selezionato in base alla rispondenza di specifici requisiti.
Il Parco Nazionale della Majella attraverso il progetto Qualità ha lavorato assiduamente negli ultimi anni, per favorire la possibile coesistenza tra il lupo, predatore simbolo del Parco, e le attività zootecniche. Azioni innovative in tal senso, come appunto il programma di restituzione sperimentale delle pecore, prevista nell'ambito del Life Wolfnet, è stata possibile solo dopo aver preso approfonditi contatti con la realtà del comprensorio della Majella. Terra che ospita una specie come il lupo mai scomparsa e che oggi vive in condizioni di buona salute, ma che condivide spazi territoriali anche con le attività antropiche; una convivenza, questa, che ha consentito la maturazione dell'idea di una indispensabile collaborazione vera e fattiva tra tutti i portatori di interesse. Ne sono testimoni misure come quella celebrata in questa giornata, che costituiscono un esempio concreto di quelle che possono essere intese come buone pratiche, esportabili anche in altri contesti ovviamente opportunamente rimodulate sulle caratteristiche territoriali.
Costituito il gregge del Parco
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