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Parco Regionale dei Sassi di Roccamalatina

L'Area Protetta

Carta d'identità

  • Superficie a terra (ha): 2.300,17
  • Regioni: Emilia Romagna
  • Province: Modena
  • Comuni: Castelvetro di Modena, Guiglia, Marano sul Panaro, Savignano sul Panaro, Vignola, Zocca
  • Provv.ti istitutivi: LR 11 2/04/1988 - L.R. n.6 del 17/02/2005
  • Elenco Ufficiale AP: EUAP0179

Il personale tecnico
Organi istituzionali
Gli strumenti amministrativi

 

 

I sassi

Un paesaggio tra argille e arenarie
Le rupi boscate presenti nel territorio protetto contrastano con le ampie aree sottostanti, dolcemente prative e calanchive. L'accostamento di morfologie collinari tanto dissimili è legato alla peculiare ossatura geologica dell'Appennino Emiliano, caratterizzata dal contatto tra rocce a diverso grado di erodibilità.

I complessi argillosi
Le argille che affiorano nel territorio del parco appartengono ai tipici complessi rocciosi, in prevalenza argillosi, che caratterizzano gran parte dell'Appennino emiliano. Particolarmente significativo é il loro assetto caotico, reso evidente dal colore variegato, in cui argille e altre rocce appaiono mescolate assieme.

Le arenarie dei Sassi
Le particolari arenarie che hanno originato gli imponenti torrioni dei Sassi sono composte da granuli molto grossolani, che si possono distinguere bene anche osservando un campione a occhio nudo: sulle superfici scabre, spesso nascosti da chiazze bianche di licheni crostosi, spiccano i granuli di quarzo grigio chiaro e di aspetto vetroso, e si possono distinguere quelli feldspatici bianco latte, mentre più rare sono le particelle scure di altri piccoli frammenti rocciosi.

Altre informazioni

© Vigili Provinciali: Provincia di Bologna - Paolo Taranto

La Fauna

Sito di Interesse Comunitario e Zona di Protezione Speciale ai sensi della direttiva "Habitat", al Parco è possibile osservare una notevole varietà di ecosistemi che ospitano un'ampia biodiversità: boschi, radure, rocce, grotte, corsi d'acqua.
Tra gli invertebrati spiccano il Gambero di fiume e il Lucanus cervus. La Lasca, il Vairone e il Cobite sono da segnalare per le specie ittiche.
Gli anfibi vedono varie specie di tritoni quali il Geotritone tipico del margine di grotta, il Tritone alpestre e il Tritone crestato, oltre a varie specie di rane come la appenninica e la dalmatina.
Tra i rettili il Colubro di Riccioli è presente con l'unica stazione segnalata per la Provincia di Modena. Ampia la varietà di uccelli con oltre 80 specie nidificanti (cfr. Tav. 2) tra cui il Falco pellegrino, il Succiacapre, il Calandro e l'Ortolano. Più di 40 sono le specie di mammiferi (cfr. Tav.3) tra cui il Capriolo, il Tasso, la Volpe, l'Istrice e varie specie di chirotteri. Sporadicamente è segnalata la presenza del lupo.

 

Altre informazioni

Ciclamini

La Flora

Un recente censimento ha evidenziato la presenza di 760 specie, distribuite in 88 Famiglie. La più ricca è quella delle Composite (dal fiore composto di tanti fiorellini, come la margherita) con ben 96; seguono le Leguminose (che ne comprendono un'ampia gamma, anche importanti per l'alimentazione, come i fagioli, le lenticchie, ecc.), con 65 e le Graminacee (tra le più ricche della nostra flora con fiori organizzati in spighette come l'orzo, l'avena, il grano, ecc.) con 63. Le piante protette dalla Legge regionale del 1977 sono risultate 48 di cui 26 Orchidee, su un totale di circa 160. Pur nelle limitate dimensioni, il Parco vanta la presenza di oltre il 31% dell'intera flora regionale. Tra le specie di maggior interesse da segnalare alcune particolarmente rare per l'Emilia-Romagna tra cui Muscari negletum, Bibens frondosa, Vicia sparsiflora. Altre specie interessanti segnalate sono le orchidee. Tra le più rare rinvenute troviamo Orchis tridentata, presente in una sola stazione, e Orchis provincialis che pur essendo non rara in Italia è stata inserita nella Convenzione di Berna tra le specie a rischio.

Altre informazioni

Grotte doline e inghiottitoi

L'area compresa tra Zocca e Guiglia è caratterizzata dalla presenza di una "placca" di rocce Epiliguri, topograficamente rilevata rispetto al paesaggio circostante, in cui dominano i complessi argillosi delle Liguridi.
Questo altopiano è costituito in prevalenza da litotipi arenaci e marnosi del Gruppo di Bismantova e della sottostante Formazione di Antognola. La placca presenta numerose faglie e fratture conseguenti alle varie fasi tettoniche della formazione della catena appenninica.

Altre informazioni

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