La Rosa sul Sasso non è una nuova specie botanica comparsa
all'improvviso sulla cima del Sasso, bensì una Rosa dei Venti in
arenaria atta a fornire precise indicazioni sul paesaggio visibile dal
punto più panoramico del Parco.
La Rosa è stata realizzata dallo
scultore zocchese Bernardino Bertarini e posata a mano, dal personale
del Parco, il 5 Maggio 2004.
E' ubicato nella tipica fascia calanchifera pedemontana e consente
l'osservazione di aspetti geomorfologici peculiari e della flora
termofila collinare con querceti, arbusti e praterie. Sono presenti
inoltre numerose orchidee spontanee e altre specie come la peo, il
dittamo e il dente di cane.
Anche la fauna è ricca, e di questa se
ne possono reperire facilmente tracce di varie specie tra cui il
cinghiale e il capriolo.
Per informazioni: Comune di Marano sul Panaro: (Ufficio Cultura) Tel. 059/793004 - Fax 059/744116
Museo di Ecologia e Storia Naturale Piaza Matteotti, 28 - 41054 Marano sul Panaro - Tel. e Fax 059/744103 - E-mail: museo.sc.nat@libero.it - www.cisniar.it
Viene così denominata l'area situata alle spalle dell'Agriturismo Monduzzi fra il borgo di Zocchetta ad est e il borgo di Montecorone a nord. Nell'area boscata a prevalenza di castagno sono presenti rocce di arenaria poco cementificate che hanno permesso il formarsi di grotte che la fantasia popolare ha denominato con nomi fantastici come "La Tana della Celeste", "delle Felci Pendenti" o "del Gatto Mammone". L'acqua ha inoltre scavato affascinanti gole. La fauna è quella tipica di questa zona appenninica.
Altre informazioniRaggiungente la quota massima di 808 m.s.l.m., è una dorsale ad andamento est-ovest che domina l'alta valle del fiume Panaro. In rapporto alla particolare morfologia del monte appare notevolmente accentuato l'effetto versante sulla copertura vegetazionale. Quello esposto a sud è fortemente arido e assolato con prevalenza di verella oltre ad un'interessante presenza di Pino nero, mentre a nord crescono Castagni e Carpini. Per visitare l'area si percorre l'itinerario 400/2 ad anello che salendo da sud offre ampi panorami sul crinale appenninico, mentre sul versante nord attraversa un fitto bosco di castagni. Da ricordare la variante 400/b di Missano.
Altre informazioniEmergenza di elevato interesse paesaggistico-ambientale, è un affioramento di evidenti dimensioni di roccia arenaceo-calcarea di origine sedimentaria (circa 25 milioni di anni fa da antichi bacini marini). E' localizzato a settentrione del Fosso della Bura e modellato nel tempo dagli agenti atmosferici che ne hanno conformato l'aspetto attuale. Come le vicine guglie dei Sassi di Roccamalatina, offre ambienti adatti alla presenza di alcune specie di rapaci.
Altre informazioniLe singole sale ospitano vetrine, pannelli, acquari nonché diversi diorami che ricostruiscono fedelmente i più importanti ambienti naturali, dalla pianura all'Alto Appennino Modenese. Sono inoltre presenti una ricca biblioteca ed emeroteca, una sala proiezioni ed un attrezzato laboratorio scientifico per studenti ed insegnanti. Sono presenti reperti zoologici, mineralogici, paleontologici, botanici e micologici, distribuiti nelle seguenti sale: zone umide, praterie, ambienti forestali, ecologia e geopaleontologia.
Piazza Matteotti, 28 - 41054 Marano sul Panaro (MO) - Tel. e Fax 059/744103 - E-mail: museo@cisniar.it - www.cisniar.it/museo.htm
Orario di apertura: Domenica dalle 15.00 alle 19.00
Visite scolastiche guidate su prenotazione.
Situato all'interno dell'Ospitale di San Giacomo (a 4 Km dal centro di Zocca), comprende: una reception e tre sale tematiche dedicate a una mostra fotografica, ai vecchi attrezzi per la raccolta e la lavorazione delle castagne e agli oggetti di uso domestico per la conservazione della farina. Nell'antistante Museo del Borlengo, sala espositiva con laboratorio per lo studio della produzione del Borlengo.
Ospitale di San Giacomo - Lame di Zocca (MO)
Orario di apertura: da Pasqua al 1° di Novembre - Domenica e festivi dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 19.00
Per informazioni: Parco Reg.le Sassi di Roccamalatina - Tel. 059/795721 - Fax 059/795044 - parcosassi@database.it
Ricca è la storia raccontata dalle testimonianze architettoniche del parco. La chiesa di Trebbio, monumento nazionale, è una pieve romanica del XI-XII secolo, la cui fondazione è attribuita dalla tradizione popolare a Matilde di Canossa.
Case-torri e torri rondonare sono esempi di architettura medievale. A partire dal '300 le case-torri si configuravano sia come edifici rurali che come fortificazioni di difesa. Nei secoli successivi e fino al '600 si diffusero vere e proprie torri private abitate, ma anche utilizzate come luoghi di allevamento di colombi e rondoni. Nel parco sono numerosi gli esempi anche ben conservati di edifici di tale architettura come il Castellaro, la Grilla, Pugnano e la Vignola.