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Le sorgenti del Rio Bianco

Un mistero della natura nella Riserva di Biosfera UNESCO Alpi Ledrensi e Judicaria

(Tione di Trento, 17 Mag 19) "Un po' fuori dal paese di Stenico lungo la strada che passa dinanzi all'Albergo Simonini e che conduce a Tione, scaturiscono tre ricche sorgenti che formano cascate stupende. Vien voglia di definirle il trionfo dell'acqua, tale è la gaiezza che con le loro bianche spume danno alla verde distesa dei prati."[1] Le parole dell'irredentista trentino ben illustrano la cascata del Rio Bianco, spettacolo che si può ammirare però solo in un determinato periodo dell'anno, quello che va da febbraio-marzo fino ad autunno inoltrato. In inverno le acque sembrano scomparire per riemergere poi la primavera successiva. Tale fenomeno era conosciuto e descritto già in tempi lontani. Nel 1673, infatti, Michel'Angelo Mariani scriveva: "Qui notarò certa acqua presso Castel Stenico in Giodicaria. Acqua così grossa, che fa andar edificii. Nasce circa l'equinottio di primavera, e manca in quel d'autunno, principiando, e finendo quasi lo stesso giorno, e con esser acqua più che gelida non si sa di quale virtù"[2].

Recentemente, una versione ampia e documentata sulle sorgenti del Rio Bianco ce l'ha fornita lo storico locale Ennio Lappi nel suo libro sul CEIS (Consorzio Elettrico Industriale di Stenico), fresco di pubblicazione[3]. Proprio perché con la fondazione del Consorzio Elettrico (1905) sono state convogliate le acque di vari torrenti, lo studioso analizza le diverse sorgenti con scrupolo d'indagine. Corso d'acqua molto breve (circa 700 m) – scrive il Lappi a proposito del Rio Bianco– e molto ripido (35% di pendenza media), dà origine immediatamente a delle cascate la cui temperatura attuale è di 7°C, mentre nei rilievi eseguiti nel 1954 era di 4°C. Studiando quanto è stato rilevato dai geologi nel secolo scorso, Lappi parla di deflusso carsico. L'acqua scorre all'interno della montagna e seguendo l'andamento delle precipitazioni atmosferiche che portano al riempimento del bacino alimentatore, esteso -  si presume – circa 15 Kmq, fuoriesce e scompare a scadenze regolari nel succedersi degli anni.

Questa la spiegazione scientifica, ma non mancano voci e leggende popolari intorno al fenomeno dell'acqua che si eclissa e ciclicamente ritorna. Giovanni Sicheri, appassionato di storia e tradizioni locali, ricorda che la mamma e lo zio raccontavano spesso quanto era successo a suo nonno Riccardo (1867-1946). Intorno agli anni '20, volendo egli verificare di persona se finalmente arrivava l'acqua, dalla paratia che chiudeva la sorgente vide sbucare una giubba militare senza una manica, indizio secondo lui di un collegamento sotterraneo con l'Adamello, dove c'erano stati aspri combattimenti durante la Prima guerra mondiale. Opinione diffusa era che ci fosse un grande lago all'interno della montagna. Riporta ancora Giovanni che i proprietari dei terreni in località "Masere" potevano usufruire dell'acqua del Rio Bianco per l'irrigazione ed esiste una lettera datata 1846 in cui la popolazione chiede all'Imperatore d'Austria l'utilizzo dell'acqua che altrimenti rimarrebbe "inoperosa". Quando questo bene prezioso tardava a sgorgare e la terra era secca e arida, se si oltrepassava la festa di S. Giuseppe (19 marzo), la popolazione faceva delle processioni propiziatorie.

Riguardo alle dicerie che circolano da sempre in zona circa la provenienza delle acque, lo stesso Lappi afferma che in ogni leggenda si nasconde un fondo di verità. Al di là delle ricerche scientifiche condotte dai geologi, affascinante rimane la concezione popolare. Da una parte gli uomini e le donne di Stenico hanno saputo concretamente usufruire delle acque del Rio Bianco, se si pensa al loro utilizzo secolare nella sottostante e tutt'oggi percorribile Valle dei Molini, ma hanno dato anche spazio alla fantasia nel ricostruire un'origine che in parte rimane misteriosa e insondabile.

 "Io ti dirò verso quali reami

 d'amor ci chiami il fiume, le cui fonti

eterne a l'ombra degli antichi rami

parlano nel mistero sacro dei monti."[4]

[1] Da Guida dell Giudicarie, di C.Battisti, Soc. Tip. Ed. Trentina, 1909

[2] Mariani Michelangelo, Trento con il sacro Concilio et altri notabili etc. Ed. Augusta, 1673

[3] Lappi Ennio, Consorzio Elettrico Industriale – storia e personaggi, Trento, 2019

[4] G. D'Annunzio, La sera fiesolana, vv. 335-38, Guida al Novecento, Milano, 1991

 
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