La Riserva naturale di Torricchio esiste dal 1970 per iniziativa dell'Istituto di Botanica di Camerino (ora Dipartimento di Botanica ed Ecologia) e si estende in un'area di 317,12 ettari sita nei comuni di Pievetorina e Montecavallo (Provincia di Macerata), ottenuta in donazione dal marchese Mario Incisa della Rocchetta, Presidente dell'associazione italiana del W.W.F. Si tratta dunque della prima area protetta istituita nelle Marche.
Istituita nel 1970, la Riserva Naturale Montagna di Torricchio, è stata
ufficialmente riconosciuta con Decreto Ministeriale 7 aprile '77 (G.U.
del 4 maggio '77).
Un ulteriore riconoscimento è pervenuto con la
sua inclusione nella rete europea di riserve biogenetiche (D.M.
19/10/79) e con l'inserimento nel 1987 nel Piano Paesistico/Amb. della
regione Marche. La Riserva Naturale Montagna di Torricchio (G.U. n.62,
16 marzo 1994) è iscritta nell'Elenco Ufficiale delle Aree Naturali
Protette previsto dalla Legge Quadro sulle Aree Protette (Legge 6
dicembre 1991, n.394)
In questa area sono contenuti gli aspetti
tipici della media montagna appenninica, con tipi di fauna e
vegetazione riferibili al piano collinare e a quello montano; in essa
sono state svolte, da parte dell'Università di Camerino, numerose
ricerche scientifiche testimoniate da molti lavori pubblicati nei
volumi della rivista "La Riserva naturale di Torricchio", editi dalla
stessa Università e curati dal Prof. Franco Pedrotti.
Il sito presenta gli aspetti tipici della media montagna dell'Appennino centrale, con una vegetazione riferibile sia al piano collinare, sia a quello montano e proprio per il fatto di essere Riserva Naturale Integrale è stata inclusa nella Rete Europea di Riserve Biogenetiche a partire dal 1981.
Ripartizione territoriale della Riserva naturale
N. tipi fisionomici di vegetazione: 13
N. specie vegetali fanerogamiche: 687
N. unità vegetazionali più diffuse: 15
N. serie di vegetazione: 2
N. specie algali di sorgente: 38
N. specie Avifauna nidificante: 57
N. specie di Coleotteri Cerambicidi: 35
N. specie di Aracnidi Opilionidi: 17
N. specie di Macrolepidotteri (di cui 1 entità nuva per la scienza): 552
N. specie di Tardigradi (di cui 1 entità nuova per la scienza): 24
L'aria è accessibile, previa autorizzazione, per motivi di studio, ricerca e didattici.
Fra gli obiettivi primari, individuati nell'ambito delle finalità della
Riserva vi sono la cura e la conservazione dell'ambiente appenninico
all'interno dell'area e lo sviluppo di diverse iniziative atte al
censimento, alla catalogatazione ed il monotoraggio delle componenti il
patrimonio naturale della stessa, connesse allo sviluppo di un
data-base dedicato alla gestione dei dati raccolti, che ne permetterà
la fruibilità sia tecnico/scientifica che divulgativa.
Sono in corso
inoltre alcuni interventi finalizzati a dotare la Riserva di strutture
idonee da destinare a sede e centro visite e la ristrutturazzione del
Casale Piscini. Nell'ambito delle attività caratterizzanti si
annoverano anche realizzazioni di testi scientifici e di cartografia,
collaborazioni con altre Università di Enti, l'istituzione del C.E.A. "Renzo Videsott" e la realizzazione di due portali di ingresso alla
Riserva in pietra calcarea.
Dal punto di vista vegetazionale si rinvengono interessanti boschi di leccio, roverella, orniello e faggio. I numerosi habitat offrono inoltre nicchie adatte ad ospitare anche una ricca flora (652 entità catalogate) fra cui spiccano taluni endemismi come Viola eugeniae ssp.eugeniae, Gentianella columnae, Campanula tanfanii, Campanula apennina e Trisetum villosum.
Anche faunisticamente l'area si rivela assai interessante in quanto qui si riproducono la starna, la coturnice e, tra i mammiferi: il tasso, il gatto selvatico e lo scoiattolo; il lupo risulta invece di transito.
Biodiversità