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Parco Naturale delle Capanne di Marcarolo


L'Area Protetta

Mappa di Avvicinamento

Carta d'identità

  • Elenco Ufficiale AP: EUAP0219
  • Regioni: Piemonte
  • Province: Alessandria
  • Comuni: Bosio, Casaleggio Boiro, Lerma, Mornese, Tagliolo Monferrato, Voltaggio
  • Provv.ti istitutivi: LR 52 31/08/1979 - LR 13 23/01/89
  • Superficie a terra (ha): 8.215,69
Ente Gestore: Ente di gestione del Parco Naturale delle Capanne di Marcarolo

Il regolamento del Parco



La Natura

L'area è situata ad altitudini medie superiori ai 700 metri e comprese tra i 335 m. del Lago di Lavagnina e i 1.170 m. del Monte delle Figne.
L'ambiente si presenta con vegetazione prevalentemente erbacea ed arbustiva, con frequenti affioramenti di microtorbiere. Ai margini settentrionali del Parco sono visibili tracce delle antiche coltivazioni di castagno, mentre recentemente si è proceduto a realizzare ampi rimboschimenti di pino marittimo, in quanto nel corso dei secoli vaste superfici erano state disboscate per fornire legname ai cantieri della Repubblica Marinara di Genova.
In seguito a tali rimboschimenti si è verificata la comparsa in queste zone di una nuova specie ornitologica: la Cincia del Ciuffo e il crociere.
Frequenti sono gli avvistamenti di poiane, gheppi, astori, bianconi, sparvieri e allocchi.


La Fauna del Parco

Una passeggiata sotto la pioggia è l'unico modo di vedere la bella salamandra pezzata (Salamandra salamandra), il rospo comune (Bufo bufo), la rana rossa (Rana temporaria) e i due tritoni presenti nel Parco, l'alpestre (Triturus alpestris) e il crestato (Triturus cristatus).
All'interno delle miniere abbandonate, numerose sul territorio, possiamo trovare il geotritone italiano (Hydromantes italicus), di abitudini esclusivamente ipogee.

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La Flora del Parco

Una caratteristica del territorio è quella di ospitare specie vegetali molto rare o localizzate.
La Drosera rotundifolia ne è uno degli esempi: si tratta di una pianta un tempo presente anche in pianura ed oggi relegata a pochissime zone montane.
La carenza di azoto degli ambienti ove vive - piccole zone umide ed acquitrinose - viene supplita dalla specie con particolarissimo adattamento evolutivo che ha le ha consentito di trarre il nutrimento non solo dal terreno, ma anche da piccoli insetti catturati grazie ai numerosi poli ghiandolari presenti sulle foglie. Il Cerastium utriense o poverina di Voltri è la pianta più esclusiva del Parco. E' stata individuata come specie nel 1988 ed è endemica del Gruppo di Voltri. In tutto il mondo si trova solo su queste montagne!

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