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Parco Naturale Regionale Monti Simbruini

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Macabra scoperta tra i monti

In risposta all’articolo apparso sul quotidiano La Provincia in data 4 novembre 2016

(Jenne, 04 Nov 16)  Oggi, 4 novembre 2016 è apparso un articolo sul quotidiano il Giornale della Provincia, a firma di Antonio Amati, dal titolo: "Trovato vitello sgozzato e appeso ad un albero nei boschi dei Simbruini - MACABRA SCOPERTA TRA I MONTI – Macellazione clandestina o riti satanici? Il paese si interroga sul caso". Messa cosi la notizia ha del clamoroso e, come purtroppo da tempo siamo abituati da certa stampa, le notizie sensazionalistiche fanno presa e, buon per loro,  fanno…vendere.

A nostro avviso invece, di sensazionale c'è solo la cattiva informazione, la poca professionalità e l'ignoranza ( nel senso di ignorare), di chi ha scritto e firmato questo articolo. Quindi ci corre l'obbligo di chiarire alcuni aspetti di questa vicenda che sta assumendo, per alcuni versi, caratteri grotteschi perchè farcita da numerose imprecisioni e commenti, alcuni anche ridicoli, che richiamano addirittura "riti satanici…. macellazioni clandestine….e cosi via" .

Il fatto  che un "vitello è stato trovato sgozzato e appeso ad un albero nei boschi dei Simbruini" è molto più semplice di come possa sembrare e poi, …sgozzato?!! Ma se la carcassa dell'animale trovata appesa presenta solo una porzione della testa come si fa ad affermare una cosa del genere?

Rispetto a quanto pubblicato dal quotidiano la Provincia a pag. 13  possiamo precisare che è uso degli allevatori, che hanno il bestiame al pascolo in montagna, che in caso di "predazioni" da parte di fauna selvatica, utilizzano la prassi ormai comune, di "appendere i resti ritrovati dell'animale sbranato ad un albero" questo, allo scopo di non farla consumare o disperdere del tutto prima che gli Enti preposti facciano il sopralluogo e la verifica dei resti stessi.  Gli organi competenti ad effettuare il sopralluogo di verifica  sono la ASL territoriale e il personale Guardiaparco dell'Ente Parco.  

C'è da sapere che tali verifiche sono fondamentali per permettere all'allevatore colpito dalla perdita dell'animale di poter fare  richiesta di risarcimento alla Regione Lazio (legge n.29/97) per i danni causati  da fauna selvatica.

Ciascun Ente, una volta effettuato il sopralluogo, redige relativo verbale: la ASL per il danno al patrimonio zootecnico che lo inoltra al Comune e all'Ente Parco e i Guardiaparco, per l'accertamento dei danni subiti dall'allevatore, questo, come abbiamo già detto, al fine di consentirgli l'eventuale richiesta di indennizzo secondo le vigenti normative.

Nel caso specifico,  come abbiamo ampiamente precisato, il vitello trovato appeso per le zampe ad un albero non è da ricondurre a nessuna azione intimidatoria nei confronti dell'Ente Parco, come invece lo fu la vicenda di qualche anno fa, richiamata nell'articolo stesso, del "gatto selvatico inchiodato ad una tabella del Parco" ma, questa è un'altra storia, è una storia che vede coinvolte persone malvagge.

In natura, cari commentatori e…per cosi dire… giornalisti , un animale morto, che il fatto avvenga nella savana, nella steppa, nel Parco di Yellowstone o nel Parco dei Simbruini,  è fonte di cibo e quindi di sostentamento per una grande quantità di specie, spesso per l'allevatore è difficile anche ritrovare la carcassa dell'animale e al danno si aggiunge anche la beffa cioè, nessun indennizzo.

Sperando di aver fatto chiarezza su questa vicenda pensiamo di aver risposto anche …"al Paese che si interroga sul caso"…. Cari concittadini …. dormite tranquilli, nei boschi del Parco dei Monti Simbruini non si effettuano macellazioni clandestine, riti esoterici di alcun genere e ne tantomeno riti satanici, possiamo dire ai detrattori del Parco, per fortuna pochi e che evidentemente agiscono in mala fede, che questo invece è uno, dei tanti esempi, di fattiva collaborazione tra l'Ente Parco e gli allevatori.

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