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Parco Nazionale dell'Arcipelago di La Maddalena

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Imbarcazione colpisce una tartaruga marina: Parco di La Maddalena e dell'Asinara pronti al salvataggio

Comunicato stampa del 09.07.2021

(La Maddalena, 10 Lug 21) Ancora un recupero di tartaruga marina in difficoltà nelle acque del Parco Nazionale dell'Arcipelago di La Maddalena

Il pomeriggio del 2 luglio il Parco Nazionale è stato allertato da alcuni turisti che hanno notato una tartaruga marina in difficoltà, mentre nuotava in acque basse lungo la costa vicino alla spiaggia dello Strangolato, nei pressi della penisola di Abbatoggia, sull'isola di La Maddalena.

Il Parco ha perciò attivato l'Associazione alla quale ha affidato l'appalto per la gestione dei recuperi degli animali marini in difficoltà - SEA ME Sardinia - che, recatasi sul posto, ha intervistato gli autori dell'avvistamento, raccogliendo preziose informazioni sull'evento che riconducevano tutte allo stato di salute precario dell'animale. La tartaruga, nelle diverse testimonianze, veniva descritta ferita e con una pinna quasi distaccata dal corpo. In tarda serata un'altra segnalazione riferiva l'avvistamento di una tartaruga marina, presumibilmente la stessa, a circa 1 Km di distanza del sito del primo avvistamento. Gli operatori si sono recati sul secondo sito ma, nonostante gli sforzi per individuare l'animale, non è stato possibile trovarlo.

Il giorno dopo, 3 luglio, la tartaruga veniva individuata nella baia di Stagno Torto da Matteo Alia, un ragazzo maddalenino, che ha provveduto ad allertare il Paco Nazionale, che grazie alla disponibilità dei suoi dipendenti anche nel sabato sera, è intervenuto con gli operatori di SeaMe ed è riuscito a recuperare l'animale, un'esemplare di Caretta caretta di circa 43,5 cm.

La tartaruga presentava un evidente segno da impatto da imbarcazione, che le aveva letteralmente amputato la parte posteriore del carapace e la pinna posteriore sinistra, rimasta ancora attaccata all'animale che, chissà da quanti giorni, se la portava a spasso con un elevato rischio di infezione. La tartaruga è stata chiamata Merak da Matteo, in nome di una delle due stelle della costellazione dell'Orsa Maggiore che, allineate, servono per individuare la stella Polare.

L'indomani, 4 luglio, Merak è stata trasportata e consegnata con una staffetta al personale dell'Associazione CRAMA, attivatosi per trasportare l'animale presso il Centro di Recupero Animali Marini dell'Asinara ed eseguire i controlli per stabilirne lo stato di salute. I Parchi dell'Arcipelago di La Maddalena e dell'Isola dell'Asinara hanno infatti siglato un accordo di collaborazione per condividere un protocollo di intervento sugli animali in difficoltà.

L'Associazione CRAMA riferisce che, all'esame obiettivo generale, si evidenzia una lesione nella parte posteriore interessante la pinna posteriore sinistra e l'apice del carapace, con asportazione della parte superiore dello stesso. Al centro recupero dell'Asinara sono stati quindi asportati i tessuti necrotici e amputata la pinna posteriore sinistra, ormai in necrosi. L'animale è stato sottoposto a terapia antibiotica e a tutti gli esami di routine. Successivamente, quando Merak si sarà ripresa, si tenterà di fare un recupero, valutando la possibilità di effettuare una plastica delle parti mancanti.

Nell'arco della loro vita le tartarughe marine vanno incontro a diversi pericoli responsabili dell'alto tasso di mortalità. Trascu­rando quelli naturali, rappresentati principalmente dalla pre­dazione, quelli associati all'uomo hanno il maggior impatto negativo.

Tra i pericoli cui questi animali vanno incontro, oltre alle catture accidentali negli attrezzi da pesca, agli effetti dell'inquinamento marino in tutte le sue forme, al degrado e all'impoverimento degli habitat marini e costieri, questi ultimi interessati dalla deposizione delle uova da parte di questi rettili, si riscontra anche la minaccia dovuta alle collisioni con le imbarcazioni e con le eliche, che determi­nano gravi e profonde ferite del carapace o le amputazioni degli arti, probabilmente quanto accaduto a Merak.

Ricordiamo che mantenere i limiti di velocità e l'attenzione sulla rotta che si mantiene è fondamentale per la sicurezza in mare sia dei natanti e dei bagnanti, sia degli animali marini che poco possono fare per evitare l'urto con le imbarcazioni, come tartarughe e cetacei. Nell'area del Parco Nazionale di La Maddalena il limite di velocità (in zone MB) è di 15 nodi oltre i 300 m dalla costa e 7 nodi entro i 300 m dalla costa.

Un particolare ringraziamento va a Matteo e ai cittadini che il giorno prima hanno fatto le varie segnalazioni, permettendo che Merak venisse soccorsa e quindi assistita e controllata.

Vi terremo informati sullo stato di salute della tartaruga nelle prossime settimane.

In caso di spiaggiamento e/o di avvistamento di tartarughe marine, delfini o altri cetacei in difficoltà, non avvicinarti troppo all'animale, evita di toccarlo e chiama subito la Capitaneria di Porto (𝟭𝟱𝟯𝟬) il CVFA (𝟏𝟓𝟏𝟓).

Firmato:

Parco Nazionale dell'Arcipelago di La Maddalena

Parco Nazionale dell'Asinara

Associazione SeaME Sardinia

CRAMA Asinara

Merak
Merak
Marak
 
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