All'interno dell'area del Parco l'esercizio del diporto, della pesca sportiva, delle immersioni subacquee e delle attività economiche a mare è consentito esclusivamente previo rilascio di specifiche autorizzazioni. Queste possono essere rilasciate gratuitamente o dietro il pagamento di corrispettivi. La loro riscossione è una delle più importanti fonti di finanziamento dell'Ente Parco. Grazie ad essa il Parco può garantire il regolare svolgimento della propria missione istitutiva, attraverso attività di promozione, di educazione e sensibilizzazione ambientale, nonché di controllo sui flussi nautici che accedono alle acque dell'Arcipelago. Inoltre, grazie ad essa, il Parco finanzia la realizzazione di studi e l'offerta di servizi utili per il visitatore come ad esempio:
Per i non residenti le autorizzazioni al diporto e le autorizzazioni alle immersioni con autorespiratore sono a pagamento. Uno degli obiettivi dell'Ente Parco Nazionale dell'Arcipelago di La Maddalena è ifnatti la corretta informazione al pubblico sulle attività consentite all'interno dell'area protetta; pertanto con l'autorizzazione che viene rilasciata dall'Ente Parco e col materiale informativo che viene consegnato vogliamo renderti partecipe dell'estrema sensibilità di questo luogo, Sito d'Interesse Comunitario (SIC) e Zona a Protezione Speciale (ZPS), protetto per la presenza di specie vegetali e animali rare e protette, in alcuni casi uniche nel Mediterraneo. Ricordiamo che i diportisti che non si muniscono di permesso prima di immettersi nell'area marina del Parco con l'imbarcazione commettono una violazione delle norme vigenti; il corrispettivo del diritto d'ingresso (tariffa) pagato a mare da coloro i quali, a seguito di regolare controllo da parte degli addetti, non esibiranno il permesso, dovrà essere incrementato di un importo pari al 40%. Suggeriamo pertanto a tutti i diportisti di regolarizzare la propria posizione secondo le modalità sopra indicate. Invitiamo infine tutti gli utenti e i diportisti ai quali nei pressi dell'isola di Mortorio fosse richiesto il pagamento del biglietto d'ingresso nell'area del Parco, di avvisare tempestivamente le Forze dell'ordine (Capitaneria di porto: Tel. 1530 e CFVA: Tel. 1515) del fatto che è in corso una grave truffa.
Le autorizzazioni per il diporto e le immersioni possono essere ottenute con una delle seguenti modalità:
Dall'1 giugno al 30 settembre 2012 l'Ufficio relazioni con il pubblico è aperto, per il rilascio delle autorizzazioni, tutti i giorni lavorativi, dal lunedì al venerdì, dalle 9.30 alle 12.30.
Nel 1999 l'Ente Parco Nazionale dell'Arcipelago di La Maddalena, con la pubblicazione di un bando pubblico, ha selezionato e successivamente formato 50 giovani diplomati o laureati, per avviarli alla profesione di Guide Ufficiali del Parco.
Altre informazioniL'Ente Parco intende preservare i fondali dall'ancoraggio, tutelare l'incolumità di coloro che effettuano attività di immersione all'interno dei siti e salvaguardare gli habitat e le dinamiche evolutive che permettono di implementare gli stock ittici nell'intera area marina del Parco. L'accesso ai Punti d'Immersione Protetti è quindi consentito esclusivamente ai diving autorizzati dall'Ente, in possesso di una bandiera alfanumerica che identifica l'operatore e ne attesta il diritto ad effettuare l'immersione sportiva.
Ogni operatore - nel numero massimo di due alla volta per ciascuno sito - potrà accompagnare sott'acqua con almeno due guide un massimo di dodici persone e i liberi subacquei potranno effettuare immersioni nei PIP solo se accompagnati dai diving autorizzati.
Lo scopo principale del progetto "Garibaldi Agricoltore", avviato concretamente dall'Ente Parco tra la fine del 2010 e il 2011, è quello di offrire una più completa ed approfondita conoscenza dell'Eroe nazionale attraverso la ricostruzione dei luoghi, delle aree tecniche ed il recupero delle testimonianze storiche delle attività agricole svolte da Garibaldi sull'isola di Caprera. Uno degli obiettivi principale è la realizzazione di un percorso museale che, uscendo dalle mura del "museo" e del "Compendio garibaldino", includa il territorio e lo spazio aperto in una descrizione narrativa complementare ed integrativa utile a valorizzare ogni singolo aspetto della vita dell'Eroe e della sua permanenza sull'isola di Caprera.
Il contesto
L'isola di Caprera rappresenta nel panorama insulare italiano, una delle isole di maggior pregio se si considerano al contempo sia le caratteristiche ecologico-ambientali sia quelle storico-culturali. L'obiettivo del progetto consiste quindi nel far "riemergere" dall'oblio le tracce che raccontano la vita sull'isola nell'azienda agricola creata dal Generale Giuseppe Garibaldi, attraverso lo sviluppo di un percorso museale e il relativo riassetto storico-paesaggistico. Durante il suo periodo di residenza (1855-1882) nell'isola l'Eroe riusci, infatti, a creare, tra le aree conosciute come "Tola" e "Funtanaccia", una vera e propria azienda agricola - sul modello della fazenda sudamericana - trasformando terreni prima brulli e infertili in vigne e frutteti; tali opere, inevitabilmente offuscate dalle gesta più famose, custodiscono un enorme bagaglio di conoscenze sulla figura di Garibaldi e nello stesso tempo rappresentano un patrimonio culturale straordinario che merita di essere valorizzato e riscoperto.
Le attività
Gli interventi sinora realizzati dall'Ente Parco sono estremamente cauti e hanno visto lo svolgimento di piccoli lavori allo scopo di valorizzare l'area e di dare un'idea di come un tempo essa si presentava. Ben lungi dal voler stravolgere l'attuale stato dei luoghi - è infatti inevitabile che nell'arco di quasi centotrenta anni dalla morte del Generale la natura abbia fatto il suo corso, "rinaturalizzando" gli Orti - la volontà del Parco è quella di trovare il delicato punto di equilibro per liberare dal degrado alcune zone dell'isola che custodiscono un enorme bagaglio di conoscenze sulla figura di Garibaldi e nello stesso tempo rappresentano un patrimonio culturale straordinario. L'unica forma di restauro ambientale posta in essere è consistita nell'effettuazione di potature alla macchia presente al di sotto dell'uliveto storico, fino a pochi giorni fa invaso da rovi e altre specie che lo soffocavano completamente.
Altre informazioni su www.garibaldiagricoltore.it
Nel parlare del Parco Marino Internazionale delle Bocche di Bonifacio, occorre ricordare che esistono due distinti aspetti: il primo è quello relativo al piano diplomatico-internazionale, che attraversava una fase di stallo da molti anni e che tuttora si basa principalmente su dichiarazioni d'intenti e protocolli d'intesa sottoscritti tra Italia e Francia. Ad oggi, il Parco Marino Internazionale non esiste se non da un punto di vista esclusivamente geografico.
Il secondo e più rilevante aspetto è quindi quello che riguarda il piano tecnico-operativo di cooperazione transfrontaliera, poiché ormai da molti anni (ossia dal 1999, anno di avvio delle attività amministrative del Parco Nazionale di La Maddalena) sono state avviate fattive collaborazioni con l'OEC aventi natura istituzionale e culturale e riguardanti il monitoraggio scientifico e ambientale. Proprio a causa dell'assenza, sul piano internazionale-diplomatico, di norme e regolamenti da un lato e enti o organismi candidati alla gestione di quest'area protetta dall'altro, che gli organismi gestori delle due aree protette hanno proposto la creazione di una struttura transfrontaliera che sarà a tutti gli effetti un ente deputato principalmente alla presentazione e alla gestione di progetti e risorse comunitarie da destinare ad attività comuni nell'area delle Bocche. Anche nella "Lettera d'intenti relativa alla creazione del parco marino internazionale delle Bocche di Bonifacio", firmata a Palau il 15 giugno 2010 tra i Ministri dell'ambiente italiano e francese, i due Ministri si impegnano su due fronti; il primo, ossia "finalizzare il processo di creazione del Parco marino transfrontaliero delle Bocche di Bonifacio (PMIBB)" e "formalizzare la creazione di un GECT tra il Parco nazionale dell'Arcipelago de La Maddalena e l'Ufficio dell'ambiente della Corsica, gestore della Riserva Naturale delle Bocche di Bonifacio, in conformità con il regolamento n. 1082/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio", è riconducibile al piano tecnico-operativo della cooperazione tra l'Ente Parco e l'Office de l'Environnement de la Corse.
Le finalità del progetto PMIBB-GECT
L'Ente Parco Nazionale, dopo aver partecipato nel 2009 all'avviso nell'ambito del progetto ReTraParc (Rete Transfrontaliera di Parchi), ha presentato un nuovo progetto per secondo Avviso pubblico del Programma di cooperazione transfrontaliera Italia-Francia "Marittimo 2007/2013": il progetto è denominato "PMIBB-GECT" (Parco Marino Internazionale delle Bocche di Bonifacio - Gruppo Europeo di Cooperazione Territoriale).
Coerentemente con lo scopo del Programma il progetto mira a:
Importanti strutture museali valorizzano gli aspetti storico - culturali dell'Arcipelago ed in particolare il Compendio Garibaldino di Caprera con la casa museo di Giuseppe Garibaldi, luogo sacro dell'unità nazionale, dove l'eroe dei due mondi visse in semplicità da marinaio e da contadino.