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Nasce la Rete Regionale per la tutela delle tartarughe marine e dei cetacei

Siglato il 21 gennaio il protocollo d'intesa tra Parco del Delta del Po, Regione e altri enti

(Comacchio, 30 Gen 20) Il Parco del Delta del Po insieme alla Regione Emilia-Romagna e ad altri Enti ha sottoscritto lo scorso 21 gennaio un Protocollo d'Intesa di durata triennale per l'istituzione di una Rete Regionale per la conservazione e la tutela delle tartarughe marine e dei cetacei. Le Tartarughe marine sono presenti in tutto il Mediterraneo, ma si possono osservare con particolare frequenza in alcune zone di sosta e di alimentazione. Tra le tartarughe marine attualmente presenti nel Mare Mediterraneo la specie Caretta Caretta è la più diffusa e l'unica a nidificare lungo le coste italiane: questa specie non arriva sulle coste dell'Emilia-Romagna per deporre le uova, ma utilizza l'alto Adriatico come area nursery, cioè come luogo ideale per allevare e nutrire i piccoli, visto il mare poco profondo e ricco di crostacei. Una volta cresciuta la prole, le tartarughe tendono a migrare verso sud.

Il protocollo è un nuovo strumento di tutela della biodiversità dell'Adriatico che risponde a più obiettivi: coordinare le strutture di soccorso presenti sul territorio, effettuare il monitoraggio sullo stato di conservazione delle tartarughe marine e cetacei, formare personale qualificato e quindi aggiornare e diffondere le conoscenze in materia di tutela delle specie in oggetto, attivare azioni di sensibilizzazione ed educazione ambientale a livello scolastico su temi relativi alla protezione dell'ambiente marino-costiero. Le azioni per il raggiungimento di questi obiettivi rientreranno in un Piano di Azione Operativo, predisposto dal Tavolo di indirizzo e coordinamento istituito dal Protocollo, in coerenza con quanto definito dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

Per la salvaguardia delle tartarughe marine e dei cetacei sono già definite azioni prioritarie ed indispensabili, tra cui il recupero, il soccorso, l'affidamento e la gestione ai fini della riabilitazione e infine rilascio in mare degli esemplari in difficoltà.

Alla Rete, oltre a Parco del Delta del Po e Regione Emilia-Romagna, partecipano anche Fondazione Cetacea Onlus, ARPAE, Fondazione Centro Ricerche Marine, IZSLER, CESTHA, Università di Bologna – Dipartimento di Scienze Mediche Veterinarie, AICS, AMA, Legacoop Agroalimentare Nord Italia, T.A.O.

 
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