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L'Area Protetta

Carta d'identità

  • Parco Regionale Delta del Po Emilia-Romagna:
    • Superficie a terra (ha): 53.653,00
    • Regioni: Emilia Romagna
    • Province: Ferrara, Ravenna
    • Comuni: Alfonsine, Argenta, Cervia, Codigoro, Comacchio, Goro, Mesola, Ostellato, Ravenna
    • Provv.ti istitutivi: LR 27 2/07/1988
    • Elenco Ufficiale AP: EUAP0181

 

 

Un parco disegnato dall'acqua...

Il Parco del Delta del Po dell'Emilia-Romagna possiede caratteristiche territoriali ed ecologiche che lo rendono unico nel suo genere. Copre infatti una superficie complessiva di oltre 52.000 ettari di aree considerate tra le più produttive e ricche di biodiversità: il Parco dispone quindi di una carta d'identità di tutto rispetto.
Pur essendo una delle Aree Protette più antropizzate ed economicamente sviluppate del Paese, il Parco del Delta del Po dell'Emilia-Romagna conserva al proprio interno la maggiore estensione italiana di zone umide tutelate. Per questo, il Parco del Delta del Po dell'Emilia - Romagna ha sostenuto e realizzato l'Associazione internazionale dei parchi deltizi: Delta chiama Delta.
Il Delta del Po proprio per la sua storia di crocevia culturale ed economico tra Occidente ed Oriente conserva al proprio interno importantissime vestigia del suo splendido passato. Così nel Parco emiliano-romagnolo coesistono in meraviglioso equilibrio eccellenze naturalistiche e stupende testimonianze d'arte e di cultura riconosciute anche dall'Unesco.
Il Parco del Delta del Po è un'Area Protetta di grande complessità per essere allo stesso tempo Parco terrestre, Parco fluviale e Parco costiero. Ma non c'è dubbio che l'elemento naturale che più di altri lo connota è l'acqua anche se, per raggiungerlo, esistono comode vie di comunicazione.
E' il rapporto instabile tra acqua e terra, il loro sempre precario equilibrio, che nel Delta del Po ha determinato un paesaggio così mutevole in cui boschi, pinete e foreste allagate si alternano a zone umide interne d'acqua dolce o salate. La biodiversità nel comprensorio deltizio è straordinaria in particolare per la presenza di oltre 280 specie di uccelli.
Gli aspetti più caratteristici del Delta sono approfonditi nei Centri Visita e nei musei inseriti nel territorio del Parco.

Gli Ambienti Naturali

Il Parco Regionale del Delta del Po dell'Emilia-Romagna copre aree considerate tra le più produttive e ricche in biodiversità. Il Parco possiede la più vasta estensione di zone umide protette d'Italia, aree d'eccezionale valore ecologico.
E' un territorio ricco di ambienti naturali che ospitano centinaia di specie floristiche e faunistiche. L'elevato numero di specie presenti è strettamente legato alla diversità degli habitat presenti, che si esprimono con forme ed adattamenti peculiari in relazione alle diverse condizioni chimico-fisiche del suolo e alle condizioni climatiche.

La Flora

Non esiste un censimento esaustivo delle specie vegetali presenti nel Parco regionale del Delta del Po. Tuttavia, sulla base dei dati raccolti negli anni dai diversi Autori per singole zone, è certa la presenza di almeno 970 specie ed è possibile effettuare una stima che fornisce l'ordine di grandezza della diversità specifica presente: il numero stimabile si aggira attorno a circa 1.000 - 1.100 specie presenti.

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La Fauna

La fauna del Parco del Delta del Po è sicuramente uno degli elementi di maggior pregio dell'area protetta. Sono note complessivamente ben 374 specie di Vertebrati.
Gli uccelli del Delta del Po costituiscono un patrimonio di straordinario valore, con oltre 300 specie segnalate negli ultimi decenni, di cui 146 nidificanti e oltre 151 svernanti. Tale ricchezza fa del Parco la più importante area ornitologica italiana ed una delle più rilevanti d'Europa.

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L'Agricoltura

Le grandi bonifiche intraprese in tempi storici, ma attuate, in particolare, tra la fine del XIX secolo e gli anni '70, hanno consentito la messa a coltura di decine di migliaia di ettari precedentemente palustri o sortumosi.
Le grandi estensioni di pascoli umidi e valli utilizzate per la pesca sono state così sostituite, negli ultimi due secoli, da aree agricole drenate grazie all'azione delle pompe idrovore. Soltanto poche migliaia di ettari nel ravennate sono stati prosciugati per colmata, convogliandovi le acque di piena dei fiumi appenninici, ricche di sedimenti, e favorendo il naturale processo di interrimento delle zone umide. L'agricoltura è, oggi, la principale attività produttiva condotta nelle aree circostanti le zone umide e ne condiziona fortemente lo stato di conservazione, influenzando negativamente la qualità (eutrofizzazione da fertilizzanti e reflui zootecnici; inquinamento da pesticidi) e la quantità (utilizzo a scopo irrigo) delle acque. L'agricoltura influisce direttamente sulla conservazione degli habitat ripariali o palustri solamente nei casi in cui è praticata all'interno delle golene fluviali o nei terreni marginali delle zone umide.

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La Pesca

Le attività umane legate all'acquacoltura e alla pesca professionale nelle zone umide del Parco sono ammesse e favorite perchè hanno una grande importanza economica e occupazionale e sono, in alcuni casi attività a forte valenza storica e tradizionale. La pesca dunque, intesa come ogni azione tesa alla cattura di specie ittiche, si differenzia per tipologia: la pesca professionale, e con essa la raccolta di molluschi, e la pesca sportiva. In ogni ambito, comunque, l'attività alieutica deve essere attentamente regolamentata da parte dell'Ente di Gestione, allo scopo di garantire la conservazione della fauna ittica presente nell'Area Protetta, con particolare riferimento alle specie di importanza conservazionistica.
Nel Parco del Delta esiste anche l'acquacoltura che si connota diversamente dalla pesca normalmente intesa (che è una pratica di semplice raccolta di una risorsa naturale). La vallicoltura è quell'allevamento ittico tradizionale ed estensivo praticato da secoli nelle Valli del Delta del Po, in cui la cattura del pesce avviene sfruttando i movimenti migratori di massa all'uscita dei bacini interni. La raccolta del pesce viene effettuata, con una tipica struttura detta lavoriero, in aree limitrofe ai bacini di allevamento.

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