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Conferenza programmatica e Comunità del Parco avviano l'ampliamento del Parco Regionale del Mincio

Ora il documento d'indirizzo va in Regione Lombardia

(Mantova, 04 Mar 20)  

Si è svolta nella sede dell'ente la Conferenza programmatica in attuazione del processo di riorganizzazione delle aree protette avviato da Regione Lombardia per semplificare e conferire maggiore efficienza al sistema, aggregando e riducendo il numero di enti gestori. Il processo coinvolge, nel caso del Parco del Mincio,  20 enti territorialmente interessati dal processo e inclusi nel nuovo Ambito Territoriale Ecosistemico del Parco del Mincio (Ambito n.5) che è ubicato nel lembo sud-orientale della Lombardia.

L'ampliamento del Parco Regionale del Mincio è di complessivi 497,67 ettari e comprende quattro Riserve Naturali – Garzaia di Pomponesco, Isola Boscone, Paludi di Ostiglia, Complesso Morenico di Castellaro Lagusello - e il Monumento Naturale San Francesco, situato a Desenzano del Garda. Il Parco Regionale passa quindi da 15.942 ettari a 16.439,67.

 Presidente e Direttore del Parco del Mincio Maurizio Pellizzer e Cinzia De Simone hanno illustrato il  'Documento di Indirizzo' relativo all' ampliamento del Parco regionale del Mincio nei Comuni di Desenzano del Garda, Cavriana, Monzambano, Ostiglia, Borgocarbonara, Pomponesco.  

 "Il Parco – commenta Pellizzer - spazia così dal Garda al Po e interessa i territori di due provincie, Mantova e Brescia. Come richiesto da Regione Lombardia il documento d'indirizzo contiene l'analisi territoriale dell'area da destinare a protezione, la perimetrazione provvisoria, gli obiettivi da perseguire, la valutazione degli effetti di ampliamento dell'area protetta sul territorio, in termini di maggiore valorizzazione e tutela dei beni ambientali".

La conferenza programmatica ha preso atto e la Comunità del Parco ha approvato all'unanimità la "Proposta di ampliamento dei confini del Parco Regionale del Mincio ai sensi dell'art. 3 comma 9 L.R. 28/2016, art. 22 comma 1 lett. a) Legge 349/1991 e art. 16 bis L.R. 86/1983. Seguirà l'invio in Regione Lombardia per l'approvazione con Legge regionale".

L'ampliamento non modifica il regime attuale di tutela delle singole aree protette, i componenti della comunità del Parco saranno ampliati dagli attuali 14 ai futuri 19 (20 se la provincia di Brescia sceglierà di partecipare) e lo statuto dell'ente Parco dovrà essere modificato con nuova ripartizione e peso attribuito ai singoli enti e determinato sulla base all'estensione di ogni area oggetto di ampliamento e della popolazione residente.

Le aree che vengono integrate al Parco del Mincio

Oggi affidate alla gestione dei comuni di riferimento, le quattro Riserve Naturali che vengono integrate al Parco del Mincio come nuovo ente gestore, sono le seguenti. "Palude di Ostiglia", istituita dalla Regione Lombardia nel 1984 e zona umida "gemella" delle Valli del Mincio, originata dal divagare delle acque del fiume Busatello e sopravvissuta alle bonifiche grazie alla coltivazione delle erbe palustri che si è protratta fino agli anni '70. Isola Boscone a Carbonara di Po (ora Borgocarbonara), istituita nel 1987, estesa isola nell'alveo del PO con ambienti forestali di diversa tipologia in cui spiccano i tradizionali saliceti. Garzaia di Pomponesco, un esteso appezzamento in riva sinistra di Po, istituita nel 1988 e caratterizzata da bosco igrofilo. Complesso Morenico di Castellaro Lagusello è la quarta riserva integrata al Parco Regionale del Mincio che ne era già ente gestore.

Assieme alla vegetazione è l'avifauna la componente comune e rilevante di biodiversità, con centinaia di specie protette che popolano canneti e boschi: la cicogna nera che si avvista durante le migrazioni a Pomponesco, dove è presente anche un rilevante roost con circa 50 Gufi comuni,  ardeidi, anatidi e altre specie nidificanti o svernanti. Uccelli stanziali, migratori o di passo caratterizzano anche il Monumento Naturale San Francesco a Desenzano del Garda, un'area umida sul lago di Garda nel quale l'elevato grado di biodiversità è dato dalla presenza di diversi habitat: canneto, fascia riparia, bosco e prato.

L'ampliamento complessivo del Parco Regionale del Mincio è di 497,67 ettari.

Obiettivi e effetti dell'ampliamento

Contenimento della spesa per il funzionamento amministrativo e maggiore disponibilità di risorse per interventi di tutela, valorizzazione e salvaguardia del territorio: è questa la sintesi degli obiettivi del percorso di riorganizzazione voluto dalla Regione e interpretati dall'ente Parco nel progetto di riorganizzazione approvato dalla Regione stessa nello scorso dicembre. Obiettivi che si prefiggono di raggiungere una governance più efficace, grazie all'esercizio in forma associata delle funzioni amministrative, gestionali, tecniche, legali, di comunicazione e di educazione ambientale, e per arrivare al rafforzamento della rete ecologica regionale, a una gestione unitaria per gli habitat, la flora e la fauna.

La proposta di Programma di razionalizzazione dei servizi prevede che il Parco del Mincio e gli enti coinvolti nel processo di integrazione avviino azioni finalizzate a semplificare le procedure e ad efficientare il sistema attraverso l'accentramento dei servizi e la riduzione dei costi.

Le suddette azioni riguardano la creazione di un sistema centralizzato per le attività amministrative (gestione del personale, contabilità, supporto legale, gare d'appalto di beni e servizi, educazione ambientale e vigilanza) e la semplificazione delle procedure adottando un'unica modulistica per le autorizzazioni e pareri (paesaggistiche, conformità PTC e Piano di Gestione, taglio piante).

Tra i benefici, vi è anche la possibile promozione "Lombardia orientale tra Garda e Po" come destinazione turistica, basata sulla caratterizzazione naturalistica e del turismo sostenibile di questa rilevante porzione di territorio.

 

Le aree naturali integrate al Parco Regionale del Mincio
Presidente e Direttore illustrano il documento d'indirizzo
I sindaci che hanno partecipato alla conferenza
 
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