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Bismantova e il Dantedì 2020

(Sassalbo, 24 Mar 20) In questo difficilissimo 25 marzo 2020, viene rinviata ogni celebrazione della giornata nazionale dantesca, "Dantedì".
Il Parco Nazionale APPENNINO Tosco Emiliano ha sospeso il cantiere per il recupero dell'Eremo di Bismantova e ha procrastinato l'avvio dei lavori del percorso ciclopedonale perimetrale della Pietra. Merita tuttavia di essere rimarcato e ricordato, anche oggi, il potente richiamo letterario di Bismantova nel canto VI del Purgatorio. È lì, nel poema che ha fondato la nostra lingua, che si trova scritto, per la prima volta in italiano, il nome Bismantova. È lì, nella Divina Commedia che il grande sasso di arenaria della Pietra - ora Parco Nazionale - viene associato all'idea del Purgatorio. E' in preparazione e sarà compiutamente presentato e pubblicato contestualmente all'inaugurazione dell'Eremo, un semplice documento pieghevole rivolto ai futuri visitatori, che riassumerà i tratti essenziali della relazione letteraria e storica tra la Pietra di Bismantova, la sua citazione nel Purgatorio e i viaggi di Dante attraverso l'Appennino, dalla a Lunigiana all'Emilia.Il documento si avvale di note e contributi forniti - tra gli altri- da Clementina Santi e Giuseppe Ligabue.

Se ne anticipa di seguito la parte iniziale.
Dantedì 25 marzo 2020
 
Vassi in San Leo, discendesi in Noli
montasi su in Bismantova in cacume
con esso i piè; ma qui convien ch'om voli... *
Purg. IV vv 25/27
 
 
Dante Alighieri e la Pietra di Bismantova
 
Questi i versi che hanno unito per sempre Bismantova a Dante e alla Divina Commedia.
Siamo nella seconda cantica, il Purgatorio, e il Poeta per connotare la difficoltà della salita lungo la costa ripida e rocciosa della montagna, cita alcuni luoghi noti per la loro natura impervia e scoscesa: San Leo (nei pressi di San Marino, ai tempi di Dante rupe arida e quasi inabitata), Noli (sulla Riviera Ligure, ai piedi di un monte alto e scosceso, accessibile allora solo per mare) e appunto Bismantova (la montagna di pietra dell'Appennino reggiano "nei pressi di Canossa" come scrivono alcuni commentatori antichi).
E Dante è il primo a menzionarne per iscritto il nome, come lo conosciamo oggi, nella lingua italiana.
 
Sul piano della poesia – e dell'allegoria - Dante colloca il suo viaggio nell'aldilà all'inizio della primavera, il 25 marzo dell'anno 1300, anno Santo e simbolico del primo grande Giubileo indetto da Bonifacio VIII, che comportava un pellegrinaggio a Roma per ottenere la remissione dei peccati.
Sul piano biografico - e storico – il passaggio di Dante a Bismantova si colloca negli anni che vanno dal 1306, dopo l'esilio da Firenze, al 1315 (quando il Poeta si trovava in Lunigiana, ospite dei Malaspina, o nel Casentino presso i Conti Guidi).

 
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